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Simeone: «Ferrara come me. Vincerà subito!»
In Argentina già due titoli da allenatore per il Cholo. «Siamo leader, la gavetta non serve...».
Diego Pablo Simeone, lei è un altro esempio che si può essere tecnici vincenti anche senza tanta gavetta. «Come me ce ne sono tanti. Pensate al capolavoro che ha fatto Guardiola. Senza citare sempre il catalano, mi viene in mente Zubeldía: a soli 28 anni sta raggiungendo ottimi risultati con il Lanus».
Esiste un segreto per non soffrire l’immediato salto in panchina? «Dico solo che non è vero che uno l’esperienza da allenatore se la fa solo in panchina».
Cosa intende dire? «Se non sbaglio, sono molti i tecnici da tempo in panchina senza vincere. Sia chiaro, non è sempre così».
Cosa deve avere un giocatore per essere decisivo, da subito, come allenatore? «Diciamo che se sei stato un calciatore di un certo tipo, in panchina poi non fatichi».
Cioè? «In campo e nello spogliatoio i giocatori non hanno tutti lo stesso peso. Ci sono dei leader: questi osservano e quando serve ci mettono la faccia. Chi è così da calciatore, quando passa dall’altra parte ha molti vantaggi. Con un ruolo diverso, sia chiaro, si trova a gestire situazioni già vissute».
Quindi la Juve non si è presa un rischio con Ferrara. «Ma quale rischio! Ciro è la persona giusta».
Sembra molto sicuro. «Ferrara è un uomo importante ed è stato un leader della Juve. Nessuno conosce meglio di lui il club. Ha tutto per rendere al massimo, da subito».
Ferrara allenerà anche alcuni ex compagni. Un problema? «Tra uomini intelligenti ci si capisce al volo. Il rispetto dei ruoli è importante».
Tra gli ex c’è Del Piero. Lei ha vissuto una situazione simile con Veron. «Auguro a Ciro di finire con il mio risultato. Seba nel successo con l’Estudiantes è stato determinante».
Anche il Milan ha puntato su un giovane: come vede Leonardo? «E’ uno di personalità. Ottimo da giocatore e come dirigente. Conosce il Milan alla perfezione. Giusto ripartire da lui».
Fonte: TuttoSport
Esiste un segreto per non soffrire l’immediato salto in panchina? «Dico solo che non è vero che uno l’esperienza da allenatore se la fa solo in panchina».
Cosa intende dire? «Se non sbaglio, sono molti i tecnici da tempo in panchina senza vincere. Sia chiaro, non è sempre così».
Cosa deve avere un giocatore per essere decisivo, da subito, come allenatore? «Diciamo che se sei stato un calciatore di un certo tipo, in panchina poi non fatichi».
Cioè? «In campo e nello spogliatoio i giocatori non hanno tutti lo stesso peso. Ci sono dei leader: questi osservano e quando serve ci mettono la faccia. Chi è così da calciatore, quando passa dall’altra parte ha molti vantaggi. Con un ruolo diverso, sia chiaro, si trova a gestire situazioni già vissute».
Quindi la Juve non si è presa un rischio con Ferrara. «Ma quale rischio! Ciro è la persona giusta».
Sembra molto sicuro. «Ferrara è un uomo importante ed è stato un leader della Juve. Nessuno conosce meglio di lui il club. Ha tutto per rendere al massimo, da subito».
Ferrara allenerà anche alcuni ex compagni. Un problema? «Tra uomini intelligenti ci si capisce al volo. Il rispetto dei ruoli è importante».
Tra gli ex c’è Del Piero. Lei ha vissuto una situazione simile con Veron. «Auguro a Ciro di finire con il mio risultato. Seba nel successo con l’Estudiantes è stato determinante».
Anche il Milan ha puntato su un giovane: come vede Leonardo? «E’ uno di personalità. Ottimo da giocatore e come dirigente. Conosce il Milan alla perfezione. Giusto ripartire da lui».
Fonte: TuttoSport
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