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Maggio: Sarà grande Napoli
Il centrocampista è già guarito e ha fretta di ricominciare: "Mai pensato d’andar via, qui sto benissimo e la gente mi vuole bene".
Maggio, la cera è buona. «Anche lo spirito. Vengo fuori da tre mesi intensi lavoro, cinque ore al giorno a massacrarmi, perché volevo ricominciare subito: ce la farò, il 10 luglio riparto con i miei compagni. Poi dovrò ritrovare il ritmo partita, ma questa è un’altra storia».
Si diceva che volesse andar via. «Mai pensato. Qui sto benissimo, ho un contratto lungo e l’affetto della gente, che mi ha fatto sentire importante. Mi hanno dato forza nei momenti peggiori, passeggiavo e mi incoraggiavano. Testimonianze d’affetto che contano».
Lei da un disagio del genere è già uscito. «Quattro anni fa, all’altro ginocchio. Mi sono ripreso e sono riuscito a guadagnare stima. Sono a Napoli per questo, perché sono uscito a testa alta da un incidente simile. Sono di scorza dura, io».
Dicono che corresse tra i boschi, in questi giorni. «Sveglia all’alba, poi dalle otto alle una a sgobbare come un matto. Ho avuto come punto di riferimento il giorno del raduno, mancano poco più di due settimane ma mi sento rinato».
S’infortunò nell’ultima di Reja. «Ma ho avuto modo di sentire Donadoni, che certo non ha bisogno di presentazione. Per lui, parla la sua storia professionale. Abbiamo scambiato due chiacchiere, ci sarà tempo e modo per conoscersi in Austria. Sono a sua completa disposizione».
Il modulo la inquieta? «Neanche per sogno: ho fatto il terzino, l’ala e l’esterno. Ho voglia di giocare, ho perso troppo tempo ed ora conto i giorni che mi separano dalla ripresa».
Che Napoli sta nascendo? «Di grandi prospettive, con acquisti mirati che ci daranno qualità. Conosco benissimo Quagliarella, è amico mio dai tempi della Sampdoria ed è un grandissimo calciatore. Garantisco io. E poi bravo Campagnaro. E quel Cigarini ha il futuro assicurato».
E’ finita male l’ultima stagione... «Dobbiamo ripartire dai nostri errori, capire dove abbiamo sbagliato, intervenire. Marino sta attrezzando un organico di assoluto rispetto e vi assicuro che Quagliarella là davanti fa la differenza. L’ambiente sa aiutare. E io non vedo l’ora di ricominciare: sono ottimista. Il caso-Lavezzi? So così poco che non mi sembra giusto avventurarmi in analisi».
Fonte: Corriere dello Sport
Si diceva che volesse andar via. «Mai pensato. Qui sto benissimo, ho un contratto lungo e l’affetto della gente, che mi ha fatto sentire importante. Mi hanno dato forza nei momenti peggiori, passeggiavo e mi incoraggiavano. Testimonianze d’affetto che contano».
Lei da un disagio del genere è già uscito. «Quattro anni fa, all’altro ginocchio. Mi sono ripreso e sono riuscito a guadagnare stima. Sono a Napoli per questo, perché sono uscito a testa alta da un incidente simile. Sono di scorza dura, io».
Dicono che corresse tra i boschi, in questi giorni. «Sveglia all’alba, poi dalle otto alle una a sgobbare come un matto. Ho avuto come punto di riferimento il giorno del raduno, mancano poco più di due settimane ma mi sento rinato».
S’infortunò nell’ultima di Reja. «Ma ho avuto modo di sentire Donadoni, che certo non ha bisogno di presentazione. Per lui, parla la sua storia professionale. Abbiamo scambiato due chiacchiere, ci sarà tempo e modo per conoscersi in Austria. Sono a sua completa disposizione».
Il modulo la inquieta? «Neanche per sogno: ho fatto il terzino, l’ala e l’esterno. Ho voglia di giocare, ho perso troppo tempo ed ora conto i giorni che mi separano dalla ripresa».
Che Napoli sta nascendo? «Di grandi prospettive, con acquisti mirati che ci daranno qualità. Conosco benissimo Quagliarella, è amico mio dai tempi della Sampdoria ed è un grandissimo calciatore. Garantisco io. E poi bravo Campagnaro. E quel Cigarini ha il futuro assicurato».
E’ finita male l’ultima stagione... «Dobbiamo ripartire dai nostri errori, capire dove abbiamo sbagliato, intervenire. Marino sta attrezzando un organico di assoluto rispetto e vi assicuro che Quagliarella là davanti fa la differenza. L’ambiente sa aiutare. E io non vedo l’ora di ricominciare: sono ottimista. Il caso-Lavezzi? So così poco che non mi sembra giusto avventurarmi in analisi».
Fonte: Corriere dello Sport
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