Kaladze rilancia la vecchia guardia: «Io e Nesta siamo pronti»

Il difensore georgiano si sta curando col fisioterapista: «Il ginocchio non mi fa più male, il 4 luglio aspetto il via libera da Martens. Anche Alessandro recupera».

22/giu/2009 09.08.02

Kakha Kaladze e Alessandro Nesta sono entrambi out nel Milan (Grazia Neri)
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Kakha Kaladze e Alessandro Nesta sono entrambi out nel Milan (Grazia Neri)

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Buongiorno Kaladze, come va? «Adesso molto meglio. Sono quasi pronto per riprendere ad allenarmi normalmente, con i miei compagni di squadra».

Che cosa le manca per essere pronto? «Il 4 luglio, due giorni pri­ma dell’inizio del ritiro pre­campionato, mi farò nuova­mente visitare dal professor Martens che mi dovrà dare l’okay per ripartire a pieni gi­ri».

Il ginocchio fa ancora i ca­pricci? «Direi proprio di no. Già da tempo corro dritto per dritto senza pro­blemi. Sono rimasto in zona, qui a Rapallo, per potermi allenare al meglio con l’assisten­za anche di un fisioterapista del Milan».

Anche Nesta sembra stare meglio. Rive­dremo ancora la coppia titolare Nesta-Ka­ladze? «Sì, siamo tutt’e due in ripresa. Nesta ha sofferto come me ma ha saputo reagire nel migliore dei modi. Anche senza Maldini penso che il nostro reparto possa esse­re ancora molto competitivo».

Non ci sarà più Kakà... «Mi dispiace e penso che il Milan debba rimpiazzarlo con un altro campione di un certo livello».

Potrebbe bastare Dzeko? «Sì, mi sembra un attac­cante molto forte, un eccel­lente finalizzatore di testa e di piede. A me ricorda Ibrahimovic almeno dal punto di vista fisico, per quanto riguarda il repertorio molto denso di colpi, sia di testa che di piede. Anche se Ibra vanta una cifra tecnica decisamente superiore».

Dzeko, forse Cissokho... E poi? Basteran­no questi rinforzi per rifare un grande Milan? «Innanzitutto si tratta di elementi giovani che promet­tono molto bene. Cissokho mi sembra un terzino con le car­te in regola».

Ma il Milan deve essere ringiovanito? «Sì, però con attenzione, senza strafare. La società è sempre molto equilibrata, non si fa mai prendere dagli eccessi».

Fonte: Corriere dello Sport
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