Il Punto sull'Inter: Julio Cesar, il NUMERO UNO

Tre punti a Bologna grazie all’imperatore della porta.

23/feb/2009 14.45.51

Il portiere dell'Inter Julio Cesar è pronto per affrontare la Roma (Grazia Neri)
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Il portiere dell'Inter Julio Cesar è pronto per affrontare la Roma (Grazia Neri)

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Sarà forse il caso e il momento di soffermarsi su un fuoriclasse assoluto che spesso accenniamo a celebrare ma mai completamente: Julio Cesar. Se l’Inter torna da Bologna con tre punti il merito è anche della punizione di Balotelli fortunosamente entrata in porta, ma soprattutto delle parate del portierone nerazzurro.

E’ il momento di dirlo bello chiaro, Julio Cesar con tutta probabilità è il miglior portiere del mondo, perché Buffon, l’altro in ballo in questa assurda quanto continua classifica tra i due, è stato un fenomeno e lo è ancora ma sta giocando un numero di partite talmente altalenante che se il brasiliano non lo ha superato quantomeno se la gioca alla pari, avendo dalla sua anche una qualità fondamentale che al Gianluigi nazionale un po’ manca, cioè la capacità di parare rigori. Dalla parte dell’estremo difensore bianconero pesa il titolo mondiale da protagonista, ma date tempo al portiere nerazzurro di arrivare in Sudafrica e magari il conto andrà in pari anche su questo. Due parate su tutte in quel di Bologna, quella sulla malaugurata deviazione di Stankovic e soprattutto il miracolo sul colpo di testa da un metro di Di Vaio.


Basterebbe ritornare con la memoria all’occasione e vedere l’espressione di Di Vaio che lo guarda come dire: ma cosa hai fatto? Stessa espressione e pensiero di Luca Toni in Italia-Brasile quando si vide respingere da un “gatto brasiliano” tra i pali un gol fatto, o se volete di Filippo Inzaghi nel derby dopo la parata di piede nel finale. Pochi se lo sarebbero aspettato quando questo sconosciuto portiere venne parcheggiato al Chievo senza giocare nemmeno un minuto, ma restando come terzo portiere alle spalle del totem Marchegiani. Ed invece nella tourneè inglese dell’anno seguente in casa Inter, Mancini si rese conto della straordinaria abilità del ragazzo e lo confermò in porta a spese di quello che era la garanzia nerazzurra, cioè Francesco Toldo. Da lì in poi non ci sono stati più dubbi ed il rendimento di Julio Cesar è lievitato mantenendosi a livelli altissimi, colmando alcune lacune che persistevano come il piazzamento sui calci di punizione. Quindi dalle sua parate si può partire per analizzare i tanti temi proposti dalla sfida di Bologna.

Mourinho aveva detto di non scherzare con l’impegno a costo di saltare l’impegno successivo e aveva detto la verità come spesso gli capita, dato che non risparmia molti titolari di quelli di peso come Ibrahimovic, Adriano, Cambiasso, Zanetti e compagnia. Avrebbe giocato anche Samuel ma nel riscaldamento quel polpaccio maledetto ha rifatto i capricci togliendo alla partita ed alla sfida di Champions il muro nerazzurro. Lo ha sostituito Nelson Rivas svolgendo benissimo il suo compito e mettendo ancora una volta in mostra le sua qualità di potenza, reattività e velocità. Personalmente ho un debole per il centrale colombiano che ritengo molto più affidabile di un giocatore troppo “rischioso” come Nico Burdisso, e che se la sfortuna che lo perseguita finirà si ritaglierà presto un ruolo importante nella difesa di Mourinho. A riposo invece Stankovic inizialmente, per un Muntari trequartista che ancora una volta mostra tutti i suoi limiti nel ruolo, così come Maxwell a centrocampo. Ed infatti il cambio di marcia arriva proprio con l’innesto del drago nerazzurro ed il ritorno all’unico modulo che permette all’Inter di gestire e vincere, cioè il caro vecchio rombo.

Voleva i tre punti l’Inter e li ottiene grazie ad una superiorità tecnica molto evidente, anche se il buon Sinisa organizza molto bene il suo Bologna coprendosi oltremodo con Mingazzini davanti alla difesa e Di Vaio solo davanti cercando di contenere e ripartire, tranne poi dover cambiare in corsa affiancando al capocannoniere del campionato Marazzina per cercare di pungere l’Inter. Ma la difesa nerazzurra regge bene e quando qualche pallone passa, ecco che arriva il miglior portiere del mondo a metterci le sue mani ed i suoi voli prodigiosi per strozzare in gola agli avversari l’urlo del gol. Complimenti a Sinisa ed al suo Bologna organizzato, che gioca con quel cuore e quella cattiveria agonistica tipiche del Mihajilovic giocatore, con buona pace di qualche dichiarazione un po’ troppo pepata in settimana.

Leonardo Ciancarella
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