advertisement
Inzaghi: «Torneremo sul tetto del mondo» (Gazzetta dello Sport)
«In questi giorni penso con nostalgia a Yokohama, ma il Milan ci andrà ancora, vincerà e io ci sarò»
Inzaghi, 65 goal in Europa: dove vuole arrivare? «Ho 35 anni, non mi pongo più obiettivi. I miei rivali sono più giovani e giocheranno più di me. Però, dico la verità, segnare il gol decisivo con la fascia da capitano del Milan sul braccio è stata una cosa speciale».
I suoi eredi? «Fernando Torres. E' un grande. In Italia vedo crescere bene Paloschi, Acquafresca, Borriello. E non dimentichiamo Gilardino che ha un fiuto del gol pazzesco e mio fratello Simone: se non avesse avuto problemi fisici, avrebbe fatto una grande carriera».
Rientriamo in clima campionato: scudetto possibile? «Sì. Quando il gruppo del Milan fissa un obiettivo quasi sempre lo raggiunge. Dobbiamo imparare a vincere anche in trasferta, è l'unico neo».
Le rivali? «L'Inter, che sa vincere anche soffrendo. La Juve che è tosta. Il Napoli che è una realtà. E la Roma che, piano piano, sta tornando a grandi livelli».
Senta, lei ha segnato 294 gol tra i professionisti, ma ce ne sarà uno che ricorda più degli altri: quale? «Non ho dubbi: il secondo di Atene 2007, finale di Champions contro il Liverpool. Il primo era stato casuale, ma il secondo no. Bellissimo. In questo periodo, spesso, mi viene un po' di malinconia»
.
Perché gioca la Coppa Uefa e non la Champions League? «Anche per questo motivo, ma soprattutto perché penso a Yokohama e alla finale del Mondiale per Club. Questi erano i giorni in cui, un anno fa, ci si preparava alla trasferta. Mi manca parecchio, ma sono convinto che in Giappone ci tornerò e il Milan ritornerà sul tetto del mondo».
I suoi eredi? «Fernando Torres. E' un grande. In Italia vedo crescere bene Paloschi, Acquafresca, Borriello. E non dimentichiamo Gilardino che ha un fiuto del gol pazzesco e mio fratello Simone: se non avesse avuto problemi fisici, avrebbe fatto una grande carriera».
Rientriamo in clima campionato: scudetto possibile? «Sì. Quando il gruppo del Milan fissa un obiettivo quasi sempre lo raggiunge. Dobbiamo imparare a vincere anche in trasferta, è l'unico neo».
Le rivali? «L'Inter, che sa vincere anche soffrendo. La Juve che è tosta. Il Napoli che è una realtà. E la Roma che, piano piano, sta tornando a grandi livelli».
Senta, lei ha segnato 294 gol tra i professionisti, ma ce ne sarà uno che ricorda più degli altri: quale? «Non ho dubbi: il secondo di Atene 2007, finale di Champions contro il Liverpool. Il primo era stato casuale, ma il secondo no. Bellissimo. In questo periodo, spesso, mi viene un po' di malinconia»
.
Perché gioca la Coppa Uefa e non la Champions League? «Anche per questo motivo, ma soprattutto perché penso a Yokohama e alla finale del Mondiale per Club. Questi erano i giorni in cui, un anno fa, ci si preparava alla trasferta. Mi manca parecchio, ma sono convinto che in Giappone ci tornerò e il Milan ritornerà sul tetto del mondo».
Ti ringraziamo per il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome
Per favore, inserisci la tua località
Per favore, inserisci un tuo commento!
9 I Vostri Commenti
Pubblicità
Dentro Goal.com
/* empty because this one does not have controls */?>
Pubblicità
Pubblicità