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Esclusiva Goal.com – “Il problema della Juve? Non è stato vendere Diego, ma di non averlo sostituito. Avessimo ripreso Ibra…”
Claudio Zuliani parla del mercato bianconero.
E' considerato il primo tifoso della Juve per antonomasia. E' riuscito a conquistare il pubblico bianconero per la sua schiettezza nel commentare le notizie sportive della sua squadra del cuore. Claudio Zuliani, giornalista sportivo, commentatore della squadra bianconera su Mediaset Premium ed opinionista di 7 Gold, ha commentato la sconfitta di Bari e il calciomercato condotto da Marotta. Come sempre gentile e disponibile ha espresso le sue opinioni sempre col sorriso sulle labbra, sintomo che il calcio, ma soprattutto una sconfitta, deve essere vissuto in maniera positiva. "E' il secondo anno di fila che sono all'aereoporto di Bari e mi prendono in giro, basta (ride, ndr)".
Zuliani, il risveglio, lunedì mattina, per tanti tifosi juventini non è stato dei migliori…. "Ma quale risveglio, non abbiamo dormito tutta la notte!".
L’Almiron a dir poco devastante visto domenica, non vi fa venire qualche rimpianto? "No e ti spiego anche il perché: il discorso di Almiron è purtroppo anche quello di Criscito e di tanti altri giocatori. Almiron, quando è stato comprato dalla Juventus, aveva fatto un grandissimo campionato ad Empoli, così come lo sta facendo a Bari. il regista, come ruolo, manca alla Juve, però, ma non Almiron. Quando lui arrivò Torino, nella prima conferenza stampa, alla prima domanda (me la ricordo perché glielo fatta io) su come si sentisse ad essere titolare del centrocampo della nuova Juve insieme a Tiago, mi rispose che non sapeva se sarebbe stato all'altezza di fare il titolare. Era già partito malissimo, a dimostrazione che giocare nel Bari o nell'Empoli è una cosa, poi quando giochi nel Milan, nell'Inter o nella Juve, purtroppo o per fortuna, è un'altra cosa. Alla Juve manca il ruolo di Almiron, ma non lui nella fattispecie. Io sono contento che giochi bene a Bari, ma la Juve è un'altra realtà".
Secondo lei, la sconfitta rimediata a Bari, può essere un campanello d'allarme per la squadra di Del Neri? "A sentire il presidente Andrea Agnelli e l'allenatore no, nel senso che hanno dato per scontato che con dieci undicesimi nuovi ed un progetto che è ripartito, ci stava l'intoppo. In realtà, io devo dirti che, dopo aver visto l'Europa League, anche se è evidente che le squadre incontrate dalla Juve non sono minimamente all'altezza del Bari, vedendo giocare la squadra anche abbastanza bene in certe situazioni, mi ero fatto dei pensieri diversi. Il primo impatto col campionato, non è tanto la sconfitta, perché anche l'anno scorso la Juve perse a Bari 3 – 1 (anche se nello scorso campionato qualche palla-goal in più l’avevamo avuta), ma è il modo in cui l’abbiamo fatto. Contro il Bari la Juventus è rimasta in albergo, non è scesa affatto in campo ed è questo che preoccupa molto".
Il fatto di far scendere in campo giocatori che erano arrivati da poche ore a Torino può essere stato un errore dal punto di vista tattico? "Krasic è stata una sorpresa, di Quagliarella no, perché, con Amauri e Iaquinta infortunati e Trezeguet partito, contro il Bari aveva in attacco solo Del Piero e Quagliarella. L'alternativa poteva essere Martinez come seconda punta, però lui lo vuole riconvertire in esterno, ha fatto tutto il precampionato così e quindi quello si può capire. I punti interrogativi sono sul gioco, non tanto sugli interpreti. Il Bari attua il 4 - 4 - 2, proprio come la Juve, ma ha un regista come Almiron che alza la testa, manda via gli esterni, da una parte Ghezzal, molto più dall'altra Alvarez che ha fatto venire il mal di testa a De Ceglie ogni volta che partiva. Quando invece attaccava la Juve il Bari raddoppiava sempre, noi non avevamo il regista, non avevamo la punta forte fisicamente che accorciava e faceva girare il gioco sugli esterni e quindi, di fatto, non riuscivamo mai ad arrivare in porta".
Zuliani, con molta sincerità, se lei fosse stato il presidente o l'allenatore della Juventus avrebbe mai venduto Diego? "Assolutamente sì, perché Diego, che pure è un giocatore tecnicamente molto valido, lo abbiamo visto purtroppo anche l'anno scorso nel nostro campionato, non si capisce che razza di ruolo abbia, perché quest'anno si era detto che doveva fare la seconda punta ed invece ha fatto il trequartista, l'anno scorso, invece, ha fatto il trequartista tutto l'anno, perché sia Ferrara che Zaccheroni gli hanno fatto fare quello che voleva. Ogni volta che arrivava la palla a Diego, il gioco della Juve rallentava in maniera vergognosa e, quindi, quando uno ti dà venti milioni non ti ricapita più. Usciamo subito da questo equivoco perché il problema non è quello di aver ceduto Diego, semmai il problema è quello di non averlo sostituito, che è diverso. La società doveva comprare un attaccante degno di questo nome, cioè il Pazzini di turno, tanto per intenderci. In realtà, la Juventus ha comprato dieci buoni giocatori ma con i soldi di quei dieci buoni giocatori, andavi a comprarti Ibrahimovic e forse avevi risolto tutti i problemi della squadra".
Micol Tortora
Zuliani, il risveglio, lunedì mattina, per tanti tifosi juventini non è stato dei migliori…. "Ma quale risveglio, non abbiamo dormito tutta la notte!".
L’Almiron a dir poco devastante visto domenica, non vi fa venire qualche rimpianto? "No e ti spiego anche il perché: il discorso di Almiron è purtroppo anche quello di Criscito e di tanti altri giocatori. Almiron, quando è stato comprato dalla Juventus, aveva fatto un grandissimo campionato ad Empoli, così come lo sta facendo a Bari. il regista, come ruolo, manca alla Juve, però, ma non Almiron. Quando lui arrivò Torino, nella prima conferenza stampa, alla prima domanda (me la ricordo perché glielo fatta io) su come si sentisse ad essere titolare del centrocampo della nuova Juve insieme a Tiago, mi rispose che non sapeva se sarebbe stato all'altezza di fare il titolare. Era già partito malissimo, a dimostrazione che giocare nel Bari o nell'Empoli è una cosa, poi quando giochi nel Milan, nell'Inter o nella Juve, purtroppo o per fortuna, è un'altra cosa. Alla Juve manca il ruolo di Almiron, ma non lui nella fattispecie. Io sono contento che giochi bene a Bari, ma la Juve è un'altra realtà".
Secondo lei, la sconfitta rimediata a Bari, può essere un campanello d'allarme per la squadra di Del Neri? "A sentire il presidente Andrea Agnelli e l'allenatore no, nel senso che hanno dato per scontato che con dieci undicesimi nuovi ed un progetto che è ripartito, ci stava l'intoppo. In realtà, io devo dirti che, dopo aver visto l'Europa League, anche se è evidente che le squadre incontrate dalla Juve non sono minimamente all'altezza del Bari, vedendo giocare la squadra anche abbastanza bene in certe situazioni, mi ero fatto dei pensieri diversi. Il primo impatto col campionato, non è tanto la sconfitta, perché anche l'anno scorso la Juve perse a Bari 3 – 1 (anche se nello scorso campionato qualche palla-goal in più l’avevamo avuta), ma è il modo in cui l’abbiamo fatto. Contro il Bari la Juventus è rimasta in albergo, non è scesa affatto in campo ed è questo che preoccupa molto".
Il fatto di far scendere in campo giocatori che erano arrivati da poche ore a Torino può essere stato un errore dal punto di vista tattico? "Krasic è stata una sorpresa, di Quagliarella no, perché, con Amauri e Iaquinta infortunati e Trezeguet partito, contro il Bari aveva in attacco solo Del Piero e Quagliarella. L'alternativa poteva essere Martinez come seconda punta, però lui lo vuole riconvertire in esterno, ha fatto tutto il precampionato così e quindi quello si può capire. I punti interrogativi sono sul gioco, non tanto sugli interpreti. Il Bari attua il 4 - 4 - 2, proprio come la Juve, ma ha un regista come Almiron che alza la testa, manda via gli esterni, da una parte Ghezzal, molto più dall'altra Alvarez che ha fatto venire il mal di testa a De Ceglie ogni volta che partiva. Quando invece attaccava la Juve il Bari raddoppiava sempre, noi non avevamo il regista, non avevamo la punta forte fisicamente che accorciava e faceva girare il gioco sugli esterni e quindi, di fatto, non riuscivamo mai ad arrivare in porta".
Zuliani, con molta sincerità, se lei fosse stato il presidente o l'allenatore della Juventus avrebbe mai venduto Diego? "Assolutamente sì, perché Diego, che pure è un giocatore tecnicamente molto valido, lo abbiamo visto purtroppo anche l'anno scorso nel nostro campionato, non si capisce che razza di ruolo abbia, perché quest'anno si era detto che doveva fare la seconda punta ed invece ha fatto il trequartista, l'anno scorso, invece, ha fatto il trequartista tutto l'anno, perché sia Ferrara che Zaccheroni gli hanno fatto fare quello che voleva. Ogni volta che arrivava la palla a Diego, il gioco della Juve rallentava in maniera vergognosa e, quindi, quando uno ti dà venti milioni non ti ricapita più. Usciamo subito da questo equivoco perché il problema non è quello di aver ceduto Diego, semmai il problema è quello di non averlo sostituito, che è diverso. La società doveva comprare un attaccante degno di questo nome, cioè il Pazzini di turno, tanto per intenderci. In realtà, la Juventus ha comprato dieci buoni giocatori ma con i soldi di quei dieci buoni giocatori, andavi a comprarti Ibrahimovic e forse avevi risolto tutti i problemi della squadra".
Micol Tortora
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