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Esclusiva Goal.com - L’esperto di basket (e tifoso di calcio) contro la Moviola: “Non è applicabile, meglio un giudice di linea”
Il punto di vista di Federico Buffa sull'applicazione della Moviola in campo nel calcio.
Il basket ed altri sport usano la moviola per i casi controversi, perché il calcio, invece, non si adegua alla tecnologia? Questa è la domanda che risuona nelle nostre orecchie da un paio di giorni e di risposte ne abbiamo sentite tante, quasi tutte a favore dell’occhio elettronico. Noi, però, abbiamo voluto andare a fondo e capire come veramente altri sport utilizzino il mezzo televisivo per risolvere i casi dubbi, perché forse non a tutti è chiaro. Abbiamo chiesto a Federico Buffa – telecronista di Basket di Sky (nonché tifoso milanista e opinionista di calcio) – di guidarci in questo percorso.
Federico, cominciamo dalla domanda-principe… La moviola nel calcio sì o no? “Assolutamente no”.
Prima sorpresa. Detto da un telecronista di uno sport che la usa, la cosa è decisamente strana. Come mai? “Ci vuole una precisazione. Volete introdurre la moviola nel calcio esattamente per cosa? Perché c’è molta differenza tra valutare se uno è in fuorigioco o no, se c’è rigore oppure se la palla è entrata in porta. Nel basket una squadra ha diritto di chiedere la visione delle immagini per stabilire se un tiro fosse da tre punti o piuttosto da due o se la palla sia andata a canestro prima o dopo la sirena. Stop. Nel tennis si valuta se la pallina è dentro o fuori, nel rugby se il piede è di qua o di là della linea. Quante casistiche ci sarebbero nel calcio? Migliaia. Come valutarle? Impossibile”.
Si dice: si mette un monitor davanti al quarto uomo e aiuta l’arbitro? “Il calcio è un continuity game e non si presta all’utilizzo della moviola. Mettiamo ad esempio che l’arbitro fermi l’azione per fuorigioco che non c’è, poi come riprendi il gioco? Non c’è un tasto rewind… Altro caso, il calcio di rigore: il mezzo televisivo non dà l’entità del contatto, non riporta fedelmente la dinamica dell’azione. Su questo sono d’accordo con gli arbitri: nessuno meglio di uno che è sul campo può giudicare questo genere di azioni. Non bastano tre giudici? Aggiungiamone altri. Se ce ne fosse stato uno sulla riga di fondo a Parigi il fallo di mano di Henry l’avrebbe visto e non ci sarebbe stato bisogno di telecamere”.
Sai di essere controcorrente, vero? “Lo so, ma è quello che penso. Il calcio non si presta all’utilizzo della moviola, perché non ha pause e non può tornare indietro. Può evolversi – anzi dovrebbe farlo – per quelle situazioni in cui è solo una valutazione oggettiva e non di merito. E’ assurdo, ad esempio, che ancora oggi il calcio si chieda se la palla sia entrata o no e non abbia trovato una soluzione ai goal fantasma. Questo è uno scandalo e su questo si può intervenire con la tecnologia. Al massimo si può anche stabilire se un fallo sia stato commesso dentro o fuori l’area, ma anche qui entriamo nel campo delle interpretazioni. E poi, chi chiede l’intervento della moviola? Quante volte e per quali casi? Credo che la FIFA abbia paura di aprire la porta perché altrimenti poi è difficile regolare la materia”.
Di fatto, però, la porta è già stata in qualche modo aperta con il “Caso Zidane” ai Mondiali… “Certo, per questi casi così eclatanti, capisco che la tentazione sia forte, ma – ripeto – un giudice di linea avrebbe visto anche la testata di Zidane. Vogliamo mettere un video davanti al quarto uomo? Ok, ma stabiliamo quando e per cosa può intervenire, altrimenti stravolgiamo il concetto di “calcio”. Non so se avete visto il film sugli arbitri agli Europei, quello in cui si sentono le registrazioni dei colloqui tra direttore di gara, guardalinee e quarto uomo. Collina dopo averlo visto era sorpreso da quanto parlassero e da quante cose inutili si dicessero. Se limitiamo l’uso di questa opportunità a dati oggettivi – la testata di Zidane, il goal non goal e cose del genere – allora sono d’accordo, altrimenti no. E comunque resto della convinzione che aumentare il numero di giudici sul terreno di gioco risolverebbe la maggior parte dei problemi”.
Sergio Stanco
Federico, cominciamo dalla domanda-principe… La moviola nel calcio sì o no? “Assolutamente no”.
Prima sorpresa. Detto da un telecronista di uno sport che la usa, la cosa è decisamente strana. Come mai? “Ci vuole una precisazione. Volete introdurre la moviola nel calcio esattamente per cosa? Perché c’è molta differenza tra valutare se uno è in fuorigioco o no, se c’è rigore oppure se la palla è entrata in porta. Nel basket una squadra ha diritto di chiedere la visione delle immagini per stabilire se un tiro fosse da tre punti o piuttosto da due o se la palla sia andata a canestro prima o dopo la sirena. Stop. Nel tennis si valuta se la pallina è dentro o fuori, nel rugby se il piede è di qua o di là della linea. Quante casistiche ci sarebbero nel calcio? Migliaia. Come valutarle? Impossibile”.
Si dice: si mette un monitor davanti al quarto uomo e aiuta l’arbitro? “Il calcio è un continuity game e non si presta all’utilizzo della moviola. Mettiamo ad esempio che l’arbitro fermi l’azione per fuorigioco che non c’è, poi come riprendi il gioco? Non c’è un tasto rewind… Altro caso, il calcio di rigore: il mezzo televisivo non dà l’entità del contatto, non riporta fedelmente la dinamica dell’azione. Su questo sono d’accordo con gli arbitri: nessuno meglio di uno che è sul campo può giudicare questo genere di azioni. Non bastano tre giudici? Aggiungiamone altri. Se ce ne fosse stato uno sulla riga di fondo a Parigi il fallo di mano di Henry l’avrebbe visto e non ci sarebbe stato bisogno di telecamere”.
Sai di essere controcorrente, vero? “Lo so, ma è quello che penso. Il calcio non si presta all’utilizzo della moviola, perché non ha pause e non può tornare indietro. Può evolversi – anzi dovrebbe farlo – per quelle situazioni in cui è solo una valutazione oggettiva e non di merito. E’ assurdo, ad esempio, che ancora oggi il calcio si chieda se la palla sia entrata o no e non abbia trovato una soluzione ai goal fantasma. Questo è uno scandalo e su questo si può intervenire con la tecnologia. Al massimo si può anche stabilire se un fallo sia stato commesso dentro o fuori l’area, ma anche qui entriamo nel campo delle interpretazioni. E poi, chi chiede l’intervento della moviola? Quante volte e per quali casi? Credo che la FIFA abbia paura di aprire la porta perché altrimenti poi è difficile regolare la materia”.
Di fatto, però, la porta è già stata in qualche modo aperta con il “Caso Zidane” ai Mondiali… “Certo, per questi casi così eclatanti, capisco che la tentazione sia forte, ma – ripeto – un giudice di linea avrebbe visto anche la testata di Zidane. Vogliamo mettere un video davanti al quarto uomo? Ok, ma stabiliamo quando e per cosa può intervenire, altrimenti stravolgiamo il concetto di “calcio”. Non so se avete visto il film sugli arbitri agli Europei, quello in cui si sentono le registrazioni dei colloqui tra direttore di gara, guardalinee e quarto uomo. Collina dopo averlo visto era sorpreso da quanto parlassero e da quante cose inutili si dicessero. Se limitiamo l’uso di questa opportunità a dati oggettivi – la testata di Zidane, il goal non goal e cose del genere – allora sono d’accordo, altrimenti no. E comunque resto della convinzione che aumentare il numero di giudici sul terreno di gioco risolverebbe la maggior parte dei problemi”.
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