Esclusiva Goal.com - La crisi Lazio secondo Rambo Rambaudi: “Rosa non all’altezza, reintegrare i dissidenti, ma anche Balla è in confusione”

L’ex centrocampista biancazzurro analizza la difficile situazione dopo la sconfitta contro il Villareal.

Davide Ballardini - Lazio (Getty Images)
E’ inutile nascondersi, la situazione in casa Lazio si sta facendo davvero delicata. Il tonfo in terra spagnola ha messo a nudo il momento difficile di tutto l’ambiente. Mai come adesso, però, bisogna cercare di capirne a fondo i motivi e trovare in fretta le soluzioni opportune, prima che sia troppo tardi.

Abbiamo provato a scavare nei problemi biancazzurri con chi ha vissuto le dinamiche dello spogliatoio sia come calciatore che come tecnico. “Rambo” Rambaudi, tra l’altro, conosce bene l’ambiente laziale e ci guida nella nostra analisi.

Buongiorno Roberto, ti sei fatto un’idea di cosa stia succedendo in casa Lazio? “Difficile dirlo da fuori, ma quello che si vede è una gran confusione, sia in campo che fuori. La squadra, poi, secondo me non ha le risorse per gestire due competizioni. O, meglio, le avrebbe, ma non sono a disposizione dell’allenatore”.

Quindi per uscirne basterebbe reintegrare i cosiddetti “dissidenti”?Sarebbe un primo passo per consentire al tecnico di avere ulteriori opzioni a disposizione, perché secondo me le alternative di cui dispone ora non sono all’altezza, inutile girarci attorno. La situazione dei giocatori fuori rosa, a mio parere, è stata gestita male fin dall’inizio e da parte di tutti, si potrebbe fare di necessità-virtù, fare un passo indietro per il bene della squadra”.

Ballardini veniva da stagioni molto positive, si aspettava tante difficoltà di inserimento anche da parte sua?
“Sinceramente no, è un tecnico che avevo avuto modo di seguire e apprezzare a Palermo, dove era riuscito a dare un’identità alla squadra. Qui, invece, non c’è ancora riuscito e mi sembra evidente che anche lui, in questo momento, è in confusione. Troppi moduli, troppi cambi, la squadra con o senza Foggia, forse tanti cambiamenti hanno creato insicurezza nella squadra”.

Ora si parla addirittura di esonero, lei che di questi momenti ne ha vissuti nell’arco della sua carriera, in questi casi è un bene o un male il cambio dell’allenatore?
“Non saprei, dipende da troppe cose. Dipende dal rapporto tra il tecnico e la squadra, tra il tecnico e la società e da molte altre componenti. Da fuori è impossibile esprimere un giudizio, perché ci sono tanti fattori che incidono su una difficile decisione di questo tipo. Non mi sento di dire se sia il caso di cambiare l’allenatore o meno, questo lo può sapere solo il presidente”.

Sergio Stanco
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