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Esclusiva Goal.com - Gli Irriducibili Lazio dopo la protesta: "Clamore ESAGERATO. Capello sugli Ultras? Strano parli ora..."
Il punto di vista dei tifosi biancocelesti dopo la contestazione di ieri.
E’ acceso il dibattito dopo le dichiarazioni di Capello, e dopo il rilancio di Ranieri, a proposito dei rapporti calcio italiano-ultras. Di ieri, poi, la contestazione a Formello dei tifosi della Lazio che, ovviamente, ha se possibile ancor di più rianimato la discussione. Abbiamo voluto entrare nella questione, chiedendo ai diretti interessati come stiano veramente le cose, sia per quanto riguarda quello che è successo ieri durante l’allenamento condotto da Mister Ballardini, sia più in generale sul tema della situazione e dei rapporti tra mondo Ultras e club. L’abbiamo fatto con Gianluca Tirone, portavoce degli Irriducibili Lazio.
Ciao Gianluca, innanzitutto cominciamo dalla vostra contestazione di ieri a Formello: da dove nasce e chi erano i principali destinatari? “Nasce dai risultati, ovviamente, che non sono certo positivi, ma anche da un atteggiamento dei giocatori in campo che non ci è piaciuto. Non abbiamo visto quella convinzione ci saremmo aspettati. E, poi, abbiamo ritenuto che fosse necessario un chiarimento perché avevamo notato un po’ di freddezza nei nostri confronti: noi li abbiamo sempre sostenuti, eppure anche quando c’era da gioire, lo hanno sempre fatto in maniera molto distaccata, mai completamente con la Curva come magari succedeva una volta. Per questo abbiamo chiesto un incontro, per capirne i motivi”.
E il faccia a faccia è stato soddisfacente? “Sì, direi proprio di sì. Ballardini ha interrotto l’allenamento e ha portato tutta la squadra al confronto. Rocchi si è scusato per come sono andate le cose soprattutto nell’ultima partita e ha promesso maggior determinazione nelle prossime. Noi abbiamo preso atto e ora aspettiamo i risultati”.
Quindi il giudizio è sospeso? “Stasera continueremo a sostenere la squadra come abbiamo sempre fatto, ci aspettiamo una reazione e speriamo che si vinca”.
In ogni caso, la vostra iniziativa, in questo caso, era specifica verso i giocatori e non verso la società. Sono in qualche modo due battaglie diverse, giusto? “Sì, quella di ieri era nei confronti dell’atteggiamento della squadra che ritenevamo sbagliato, la nostra avversione verso la società è ormai nota e naturalmente continua. Noi siamo sempre convinti che la gestione attuale non sia del livello che una società come la Lazio meriterebbe”.
Da tutto quello che ci siamo detti, resta fuori il mister: assolto? “Contro di lui non abbiamo nulla, è qui da poco e ancora non lo conosciamo bene. In ogni caso chiunque venga ad allenare qui ha pochi margini di manovra e deve sempre sottostare ad una gestione dall’alto che non lascia spazio”.
Avrai sentito le accuse di Capello in merito al calcio italiano, accusato di essere in mano agli Ultras: che ne pensi? “Dico che certe dichiarazioni non le ha rilasciate quand’era qui, come mai? Dico che a Napoli c’è ancora un processo in corso che si chiama “Calciopoli” e che lui dovrebbe conoscere molto bene e che, forse, il calcio italiano era in mano a quella gente lì e non agli Ultras. Dico anche che probabilmente qualche tifoseria è aiutata dalle società per le coreografie e nell’organizzazione delle trasferte, ma se questo significa avere in mano il calcio italiano, allora si può dire qualsiasi cosa”.
Di certo, però, la vostra contestazione di ieri è stata ripresa su tutti i media del Mondo che parlavano di bombe all’allenamento e seduta sospesa da Ballardini, e non ha aiutato a rasserenare il clima… “Sono stati esplosi due petardi in un campo adiacente al centro sportivo e non all’interno dell’impianto, mentre noi tra l’altro eravamo ai cancelli per chiedere il chiarimento. La sospensione dell’allenamento è avvenuta perché noi abbiamo chiesto l’incontro, non per i petardi o per la contestazione. Si tratta delle solite esagerazioni, tutto qui”.
Sergio Stanco
Ciao Gianluca, innanzitutto cominciamo dalla vostra contestazione di ieri a Formello: da dove nasce e chi erano i principali destinatari? “Nasce dai risultati, ovviamente, che non sono certo positivi, ma anche da un atteggiamento dei giocatori in campo che non ci è piaciuto. Non abbiamo visto quella convinzione ci saremmo aspettati. E, poi, abbiamo ritenuto che fosse necessario un chiarimento perché avevamo notato un po’ di freddezza nei nostri confronti: noi li abbiamo sempre sostenuti, eppure anche quando c’era da gioire, lo hanno sempre fatto in maniera molto distaccata, mai completamente con la Curva come magari succedeva una volta. Per questo abbiamo chiesto un incontro, per capirne i motivi”.
E il faccia a faccia è stato soddisfacente? “Sì, direi proprio di sì. Ballardini ha interrotto l’allenamento e ha portato tutta la squadra al confronto. Rocchi si è scusato per come sono andate le cose soprattutto nell’ultima partita e ha promesso maggior determinazione nelle prossime. Noi abbiamo preso atto e ora aspettiamo i risultati”.
Quindi il giudizio è sospeso? “Stasera continueremo a sostenere la squadra come abbiamo sempre fatto, ci aspettiamo una reazione e speriamo che si vinca”.
In ogni caso, la vostra iniziativa, in questo caso, era specifica verso i giocatori e non verso la società. Sono in qualche modo due battaglie diverse, giusto? “Sì, quella di ieri era nei confronti dell’atteggiamento della squadra che ritenevamo sbagliato, la nostra avversione verso la società è ormai nota e naturalmente continua. Noi siamo sempre convinti che la gestione attuale non sia del livello che una società come la Lazio meriterebbe”.
Da tutto quello che ci siamo detti, resta fuori il mister: assolto? “Contro di lui non abbiamo nulla, è qui da poco e ancora non lo conosciamo bene. In ogni caso chiunque venga ad allenare qui ha pochi margini di manovra e deve sempre sottostare ad una gestione dall’alto che non lascia spazio”.
Avrai sentito le accuse di Capello in merito al calcio italiano, accusato di essere in mano agli Ultras: che ne pensi? “Dico che certe dichiarazioni non le ha rilasciate quand’era qui, come mai? Dico che a Napoli c’è ancora un processo in corso che si chiama “Calciopoli” e che lui dovrebbe conoscere molto bene e che, forse, il calcio italiano era in mano a quella gente lì e non agli Ultras. Dico anche che probabilmente qualche tifoseria è aiutata dalle società per le coreografie e nell’organizzazione delle trasferte, ma se questo significa avere in mano il calcio italiano, allora si può dire qualsiasi cosa”.
Di certo, però, la vostra contestazione di ieri è stata ripresa su tutti i media del Mondo che parlavano di bombe all’allenamento e seduta sospesa da Ballardini, e non ha aiutato a rasserenare il clima… “Sono stati esplosi due petardi in un campo adiacente al centro sportivo e non all’interno dell’impianto, mentre noi tra l’altro eravamo ai cancelli per chiedere il chiarimento. La sospensione dell’allenamento è avvenuta perché noi abbiamo chiesto l’incontro, non per i petardi o per la contestazione. Si tratta delle solite esagerazioni, tutto qui”.
Sergio Stanco
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