Esclusiva Goal.com - Alicicco: “Troppi infortuni? Bisogna fare una vita da atleti, guardate De Rossi…”

L’ex storico medico della Roma, ora responsabile divisione Serie B, sottolinea un aspetto: “Manca la giusta prevenzione e un rapporto continuo con l’atleta…”.

26/ott/2009 14.54.02

De Rossi esulta dopo il suo goal del momentaneo pareggio in Roma-Juventus (Foto Grazia Neri)
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De Rossi esulta dopo il suo goal del momentaneo pareggio in Roma-Juventus (Foto Grazia Neri)

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Ernesto Alicicco, storico medico sociale della Roma (ha lavorato al fianco di allenatori come Carletto Mazzone, Zdenek Zeman e Ottavio Bianchi), è stato intervistato, in Esclusiva da Goal.com, in merito ai tanti infortuni che stanno contraddistinguendo il calcio italiano (e non solo).

Uomo di grande esperienza e con un notevole curriculum alle spalle, Ernesto Alicicco non si nasconde dietro ad un dito: “Essenzialmente sono due le ragioni che portano ad un così alto numero di infortuni –spiega l’attuale responsabile divisione Serie B, in Esclusiva, a Goal.com- In primis la quasi totale mancanza di una giusta prevenzione. Ormai, soprattutto le grandi squadre, hanno veri e propri staff medici. Questo aspetto, se da un lato può portare a dei vantaggi, dall’altro rappresenta un limite. Una volta il medico era sempre presente sul campo e poteva rendersi conto immediatamente delle condizioni di un giocatore. Poteva, se notava qualcosa che non andava, fermarlo in tempo ed era sempre informato sulle condizioni generali del gruppo. Oggi è diverso. Un giorno c’è un medico, un altro giorno le cose cambiano. A mio avviso il rapporto allenatore, preparatore atletico, massaggiatore e medico deve essere continuo”.

C’è poi un secondo aspetto, altrettanto importante secondo Ernesto Alicicco: “Io sottolineo l’importanza del riposo. Troppi giocatori non capiscono l’importanza di una vita regolare, da atleta insomma. Mi sento dire che si gioca troppo. Ma allora, scusate, come fa un certo Daniele De Rossi a giocare, ad altissimi livelli, tre volte alla settimana e rispondere a tutte le chiamate della Nazionale? Non è superman, è solo uno che sa come gestirsi. Una dieta regolare, una vita regolare, un riposo regolare, le tre condizioni per stare sempre bene”. Importante, come accennato, è il rapporto con l’allenatore: “Io con Mazzone, tanto per fare un esempio, non avevo neanche bisogno di parlarci. Lui si fidava di me e sapeva che facevo tutto per il bene della squadra. Se io sapevo che era in programma una seduta pesante e che un mio giocatore non era pronto, evitavo di fargliela fare, così da prevenire eventuali contratture. Ma un rapporto così te lo costruisci. Se non c’è fiducia, tutto diventa difficile e complicato…”.

E sull’eventuale problema terreno di gioco? “Ma no, non scherziamo. Un conto è se una squadra si allena sul sintetico e poi gioca su un campo normale le partite vere ma questo capita di rado nel calcio italiano. Certo, bisogna sempre stare attenti alle condizioni atmosferiche ma il terreno non può essere la causa principale degli infortuni”.

Fabrizio Ponciroli
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