Esclusiva Goal.com – La nuova strategia di NON comunicazione dell’Inter? Jacobelli non ha dubbi: “Mou ha vinto un’altra volta”

Xavier Jacobelli commenta la mancata presenza di tecnici nerazzurri alle tv e in conferenza stampa dopo la gara contro il Napoli.

24/set/2009 16.30.43

Mourinho non e' il ritratto della felicita' (Grazia Neri)
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Mourinho non e' il ritratto della felicita' (Grazia Neri)

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Ieri, a Sky, Ilariona si è arrabbiata, anche se ha come sempre ben celato la stizza dietro la sua capacità di moderazione.
 
Per la seconda volta consecutiva, infatti, l’Inter ha mandato Marco Branca a parlare davanti alle telecamere nel post partita. Era successo a Cagliari, si è ripetuto ieri sera dopo il Napoli. Né Mourinho – squalificato in realtà - ma neanche Beppe Baresi – il suo secondo – che ha precocemente lasciato lo stadio come ha informato lo stesso Branca, si sono presentati alle postazioni di commento. Insomma, una dichiarazione di sfida alle tv e alla carta stampata? Non secondo Xavier Jacobelli: “Per me si tratta di una contingenza legata alla sua squalifica e alle reminiscenze delle polemiche che ci furono l’ultima volta che – l’anno scorso – Mourinho aveva lasciato la parola al suo Vice. Mi rifiuto di credere che una società attenta come l’Inter lo stia facendo di proposito”.
 
Questa l’opinione del Direttore di Quotidiano.net, che però poi sottolinea le abilità comunicative del tecnico dell’Inter: “Nella mia lunga carriera non ho mai visto nessuno bravo come lui: è capace di manovrare i media a suoi piacimento, a far parlare di lui quando parla, per quello che dice o non dice, ma anche quando non si presenta. E’ eccezionale. Io sono assolutamente un suo fan, perché da quando è arrivato, finalmente sentiamo qualcosa di nuovo: per anni ci siamo lamentati dei nostri allenatori dalle idee stereotipate – “La palla è rotonda, vinceremo se sapremo essere più bravi e così via” – finalmente uno che ha il coraggio di dire quello che pensa e di farlo apertamente. Il che non vuol dire mettere tutti d’accordo, anzi, spesso significa dividere la platea e creare dibattito, ma meno male che c’è lui. Io sono tremendamente contento che un personaggio della sua levatura lavori in Italia e credo che tutti quelli che fanno il nostro mestiere – ma anche i tifosi – dovrebbero erigergli un monumento”.
 
Mou
è talmente bravo, che anche il suo silenzio fa notizia: “La dimostrazione è che lei mi sta chiamando per chiedermi un’opinione su un “non fatto”. E’ un genio: riesce a squarciare il silenzio anche senza parlare. Ancora una volta ha vinto lui”. Tutto vero, ma allora siamo proprio sicuri che fosse tutto casuale?
 
Sergio Stanco
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