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Esclusiva Goal.com - Ora Menichini balla da solo (col Lumezzane e in testa alla classifica), ma quella volta che Mazzone contro l'Atalanta...
Intervista al tecnico dei lombardi al comando della Lega Pro.
C'era una volta il secondo di Carlo Mazzone, ora c'e' Leonardo Menichini, allenatore del Lumezzane sorprendentemente in testa alla classifica del girone A di Prima Divisione. Il tecnico della squadra rivelazione di questo inizio di stagione ci racconta i 'segreti' di questa partenza lanciata: "Diciamo che veniamo da un ottimo campionato - lo scorso - in cui pur partendo con l'obiettivo della salvezza, non abbiamo mai rischiato, andando ad un passo dal treno play off. Su queste basi - anche grazie al fatto che non abbiamo ceduto i nostri migliori giocatori, e che a loro abbiamo aggiunto diversi giovani interessanti - siamo ripartiti molto bene. Abbiamo una squadra consolidata, i ragazzi stanno facendo molto bene e se continueranno a lavorare così, sono sicuro che ci toglieremo le nostre soddisfazioni. L'obiettivo e' chiaro a tutti, vogliamo migliorare il risultato della scorsa stagione (10a posizione) e quindi questo significa solo una cosa: raggiungere i play off. Poi ovviamente l'appetito vien mangiando...".
Il Lumezzane, tra l'altro, ha una rosa con qualche uomo d'esperienza (esempio Cavallo ex Genoa e Torino) ma nel complesso e' una squadra giovanissima: "E' vero - continua il Mister - e questo mi inorgoglisce ancora di più. Questa societa' e' conosciuta nell'ambiente per la sua capacita' di crescere i giovani e i club di A, anche per questo, ce li danno volentieri. Quest'anno infatti, sono arrivati Marconi dall'Atalanta, Cinelli dalla Lazio e altri ancora. Qui trovano l'ambiente giusto per lavorare e farsi le ossa. Io lo dico sempre a questi ragazzi, meglio titolari in C che in panchina in A”. Una filosofia che, pero', sembra stridere con la carriera del mister toscano, per 14 anni secondo di Carlo Mazzone: "Io avevo cominciato come primo, poi e' arrivata la proposta di Carlo di affiancarlo a Cagliari ed e' nato quello che andava oltre il semplice rapporto professionale. Poi, pero', dopo 14 anni di secondo, ho ricominciato da solo dalla Torres, passando da Tirana, fino qui a Lumezzane. Adesso sono contento di quello che sto facendo".
Ovviamente si balla da soli ma senza dimenticare i dettami del maestro: "La cosa principale che ho imparato da Mazzone e' quella di essere allenatore 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno. Io dico sempre che il calciatore e' il mestiere più bello al mondo, perche' giochi e poi, a casa, puoi spegnere il cervello. Qui invece non si stacca un attimo". Il riferimento a Mazzone, nella settimana dell'esultanza di Adebayor, e della nostra ‘celebrazione dell'impresa’ di Sor Carletto in quel famoso Brescia-Atalanta, ci porta inevitabilmente a rivivere in maniera scanzonata quell'episodio con uno dei protagonisti. Menichini, infatti, era uno di quelli che aveva provato a fermare lo scatto di Mazzone verso la curva ospite: "Dice bene - ride - avevo provato. In realta' mi aveva sorpreso, pensavo che facesse qualche passo e si fermasse, invece quando ho visto che aveva tutta l'intenzione di arrivare fino in fondo, ormai era troppo tardi e non ce l'ho fatta a raggiungerlo. Incredibile quell'episodio, ormai e' entrato nella storia del calcio e ancora adesso ci capita di riderne quando ce lo ricordiamo".
Tornando all'attualita', Menichini non apprezza solo i giocatori giovani, ma anche i colleghi che nonostante la 'tenera' eta' si stanno facendo strada: "Penso a Moriero o Giannini, ma anche ad Atzori, che l'anno scorso hanno fatto benissimo in Lega Pro e oggi si misurano con campionati più importanti. Speriamo che gli diano il tempo che meritano, perche' in Italia il rischio e' solo questo: di tecnici bravi qui ce ne sono tantissimi, l'importante e' che li mettano in condizione di lavorare con calma e i risultati arriveranno". Proprio come sta succedendo a Lumezzane no?
Sergio Stanco
Il Lumezzane, tra l'altro, ha una rosa con qualche uomo d'esperienza (esempio Cavallo ex Genoa e Torino) ma nel complesso e' una squadra giovanissima: "E' vero - continua il Mister - e questo mi inorgoglisce ancora di più. Questa societa' e' conosciuta nell'ambiente per la sua capacita' di crescere i giovani e i club di A, anche per questo, ce li danno volentieri. Quest'anno infatti, sono arrivati Marconi dall'Atalanta, Cinelli dalla Lazio e altri ancora. Qui trovano l'ambiente giusto per lavorare e farsi le ossa. Io lo dico sempre a questi ragazzi, meglio titolari in C che in panchina in A”. Una filosofia che, pero', sembra stridere con la carriera del mister toscano, per 14 anni secondo di Carlo Mazzone: "Io avevo cominciato come primo, poi e' arrivata la proposta di Carlo di affiancarlo a Cagliari ed e' nato quello che andava oltre il semplice rapporto professionale. Poi, pero', dopo 14 anni di secondo, ho ricominciato da solo dalla Torres, passando da Tirana, fino qui a Lumezzane. Adesso sono contento di quello che sto facendo".
Ovviamente si balla da soli ma senza dimenticare i dettami del maestro: "La cosa principale che ho imparato da Mazzone e' quella di essere allenatore 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno. Io dico sempre che il calciatore e' il mestiere più bello al mondo, perche' giochi e poi, a casa, puoi spegnere il cervello. Qui invece non si stacca un attimo". Il riferimento a Mazzone, nella settimana dell'esultanza di Adebayor, e della nostra ‘celebrazione dell'impresa’ di Sor Carletto in quel famoso Brescia-Atalanta, ci porta inevitabilmente a rivivere in maniera scanzonata quell'episodio con uno dei protagonisti. Menichini, infatti, era uno di quelli che aveva provato a fermare lo scatto di Mazzone verso la curva ospite: "Dice bene - ride - avevo provato. In realta' mi aveva sorpreso, pensavo che facesse qualche passo e si fermasse, invece quando ho visto che aveva tutta l'intenzione di arrivare fino in fondo, ormai era troppo tardi e non ce l'ho fatta a raggiungerlo. Incredibile quell'episodio, ormai e' entrato nella storia del calcio e ancora adesso ci capita di riderne quando ce lo ricordiamo".
Tornando all'attualita', Menichini non apprezza solo i giocatori giovani, ma anche i colleghi che nonostante la 'tenera' eta' si stanno facendo strada: "Penso a Moriero o Giannini, ma anche ad Atzori, che l'anno scorso hanno fatto benissimo in Lega Pro e oggi si misurano con campionati più importanti. Speriamo che gli diano il tempo che meritano, perche' in Italia il rischio e' solo questo: di tecnici bravi qui ce ne sono tantissimi, l'importante e' che li mettano in condizione di lavorare con calma e i risultati arriveranno". Proprio come sta succedendo a Lumezzane no?
Sergio Stanco
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