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Esclusiva Goal.com – A Napoli c’e’ il nuovo Giuseppe Rossi, ma non giochera’ mai per l’Italia…
Intervista a Vincenzo Bernardo, gioiellino della Primavera degli Azzurri.
Dopo Giuseppe Rossi, un altro italo-americano è pronto ha sbarcare nel mondo del calcio italiano ed a fare faville. Ma, diversamente dal talento ora al Villareal, Vincenzo Bernardo, attualmente nella Primavera del Napoli, nato a Morristown, nel Jersey (altra cosa che lo accomuna a Rossi, nativo di Teaneck), ha scelto di giocare per gli Stati Uniti, con la cui rapprsentativa U-20 ha già disputato 2 amichevoli durante un tour in Spagna.
Allora Vincenzo, perche’ questa scelta a favore degli USA? “Perche’ sono nato in America e cresciuto lì e ho fatto tutte le nazionali giovanili con gli Usa quindi mi sento americano”.
Raccontaci un po’ di te e della tua infanzia americana... “Sono nato e cresciuto in una famiglia italiana quindi ho iniziato a seguire il calcio da piccolissimo, sopratutto quello italiano. Ho iniziato a giocare a calcio all'eta’ di cinque anni, tutti i miei amici preferivano giocare ad altri sport come basket e baseball, quindi io prendevo il pallone e cercavo di formare un piccolo gruppetto per giocare, ma la cosa all'inizio era molto difficile. Col passare del tempo sono riuscito a convincere alcuni di loro che il calcio era più bello dei loro sport. Poi, successivamente, all'eta’ di 12 anni ho iniziato a giocare con il Morris United (club della sua città natale, Morristown, n.d.r.) e a 14 anni è arrivata la prima convocazione in Nazionale Under 15 ed il passaggio nella squadra professionista dei Red Bulls New York. A 16 anni, infine, sono arrivato nel Napoli”.
Come ti descriveresti come giocatore? “Preferisco giostrare dietro le punte ma posso giocare anche da seconda punta”.
Come detto in precedenza, sei già stato in Nazionale, nella Under 20. Cosa ci puoi dire di quella esperienza? “E' stata un’ottima esperienza essere a disposizione di mister Rongen e spero tanto che possa continuare”.
In questo periodo, se parliamo di soccer, non si può fare a meno di parlare della telenovela Beckham-MLS: quale è il tuo parere? “Penso che Beckham sia un ottimo professionista e sta facendo molto bene qui in Italia, non conoscendo bene la situazione non posso dare un parere piu’ profondo”.
Alla fine, Beckham non è riuscito a far decollare il soccer in America. E' stato poco ed i media sembravano più interessati a quello che lui e la moglie facevano fuori del campo piuttosto che alle partite dei Galaxy... “Io spero che un giorno il calcio negli Usa lo faccia decollare un giocatore statunitense”.
Parlando sempre di MLS: uno dei problemi maggiori è quello degli stipendi. Sono troppo bassi per invogliare i ragazzi a scegliere il soccer invece del baseball o del football... Cosa ne pensi? “Penso che ci sia troppo divario tra quelli bravissimi e quelli normali e bisognerebbe livellare un po’ la differenza”.
Cosa pensi la MLS dovrebbe fare per lanciare il soccer in tutti gli USA? “Le squadre professioniste dovrebbero creare dei settori giovanili come in Europa”.
Torniamo a te: quali sono i progetti per l'anno prossimo? Resterai a Napoli o cercherai di essere ceduto in prestito per giocare fra i professionisti? “Il mio desiderio e’ di giocare in prima squadra ma se non ci sara’ spazio preferirei andare a giocare in prestito”.
Come ti trovi a Napoli? “Mi trovo molto bene, è una citta’ bellissima ed i tifosi mi vogliono molto bene”.
Cosa fai nel tuo tempo libero? “Sono un ragazzo tranquillo, navigo in internet, seguo il mio sito personale (www.vincenzobernardo.net curato da due ragazzi di Roma, n.d.r.), e mi preparo psicologicamente per i miei impegni”.
Michele Tossani
Allora Vincenzo, perche’ questa scelta a favore degli USA? “Perche’ sono nato in America e cresciuto lì e ho fatto tutte le nazionali giovanili con gli Usa quindi mi sento americano”.
Raccontaci un po’ di te e della tua infanzia americana... “Sono nato e cresciuto in una famiglia italiana quindi ho iniziato a seguire il calcio da piccolissimo, sopratutto quello italiano. Ho iniziato a giocare a calcio all'eta’ di cinque anni, tutti i miei amici preferivano giocare ad altri sport come basket e baseball, quindi io prendevo il pallone e cercavo di formare un piccolo gruppetto per giocare, ma la cosa all'inizio era molto difficile. Col passare del tempo sono riuscito a convincere alcuni di loro che il calcio era più bello dei loro sport. Poi, successivamente, all'eta’ di 12 anni ho iniziato a giocare con il Morris United (club della sua città natale, Morristown, n.d.r.) e a 14 anni è arrivata la prima convocazione in Nazionale Under 15 ed il passaggio nella squadra professionista dei Red Bulls New York. A 16 anni, infine, sono arrivato nel Napoli”.
Come ti descriveresti come giocatore? “Preferisco giostrare dietro le punte ma posso giocare anche da seconda punta”.
Come detto in precedenza, sei già stato in Nazionale, nella Under 20. Cosa ci puoi dire di quella esperienza? “E' stata un’ottima esperienza essere a disposizione di mister Rongen e spero tanto che possa continuare”.
In questo periodo, se parliamo di soccer, non si può fare a meno di parlare della telenovela Beckham-MLS: quale è il tuo parere? “Penso che Beckham sia un ottimo professionista e sta facendo molto bene qui in Italia, non conoscendo bene la situazione non posso dare un parere piu’ profondo”.
Alla fine, Beckham non è riuscito a far decollare il soccer in America. E' stato poco ed i media sembravano più interessati a quello che lui e la moglie facevano fuori del campo piuttosto che alle partite dei Galaxy... “Io spero che un giorno il calcio negli Usa lo faccia decollare un giocatore statunitense”.
Parlando sempre di MLS: uno dei problemi maggiori è quello degli stipendi. Sono troppo bassi per invogliare i ragazzi a scegliere il soccer invece del baseball o del football... Cosa ne pensi? “Penso che ci sia troppo divario tra quelli bravissimi e quelli normali e bisognerebbe livellare un po’ la differenza”.
Cosa pensi la MLS dovrebbe fare per lanciare il soccer in tutti gli USA? “Le squadre professioniste dovrebbero creare dei settori giovanili come in Europa”.
Torniamo a te: quali sono i progetti per l'anno prossimo? Resterai a Napoli o cercherai di essere ceduto in prestito per giocare fra i professionisti? “Il mio desiderio e’ di giocare in prima squadra ma se non ci sara’ spazio preferirei andare a giocare in prestito”.
Come ti trovi a Napoli? “Mi trovo molto bene, è una citta’ bellissima ed i tifosi mi vogliono molto bene”.
Cosa fai nel tuo tempo libero? “Sono un ragazzo tranquillo, navigo in internet, seguo il mio sito personale (www.vincenzobernardo.net curato da due ragazzi di Roma, n.d.r.), e mi preparo psicologicamente per i miei impegni”.
Michele Tossani
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