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ESCLUSIVA - I biancocelesti, che sarebbero pronti a blindare il tecnico Petkovic, sognano di portare a Formello il croato Rakitic, vero pallino del mister laziale.

La Lazio guarda avanti e con grande fiducia al futuro. In casa biancoceleste sembrano crescere giorno dopo giorno le certezze riguardo alla permanenza di Vladimir Petkovic sulla panchina capitolina. Il tecnico in Italia ha stupito tutti e si è così guadagnato le meritate attezioni internazionali. Ed è proprio una Lazio internazionale quella che ha in mente il patron Lotito, ancora più competitiva di quella che sta procedendo spedita in Europa League e resta in corsa per un posto nella prossima Champions.

Doverosa premessa questa che conferma la veridicità di parecchi dei rumors che vengono riportati spesso dalla stampa estera, con la Lazio effettivamente attiva sul mercato sudamericano così come su alcuni mercati minori continentali. Non senza puntare magari ad alcuni high-level players (vedi caso Klose).

Tocca allora alla Liga prendere coscienza del modus operandi biancoceleste, abituata a fissare appuntamenti di mercato con agenti e intermediari in "zona franca", sovente in Svizzera. Segnatamente dovrà farci l'abitudine il Siviglia, proprietario dei cartellini del centrocampista croato Ivan Rakitic e del tornante argentino Diego Perotti.

E se nel primo caso si tratta di un vero e proprio pallino di Petkovic, già accostato in passato a Juventus e Inter, classe 1988 ma già esperto e con un passato di primo piano in Bundesliga (costo 13 milioni); nel secondo caso l'idea viene direttamente da Lotito, consigliato da alcuni dei suoi uomini di fiducia, con il patron biancoceleste convinto della necessità di inserire nella rosa almeno un altro tornante di qualità, a prescindere dalla partenza o meno di Lulic.

Il costo di Perotti tra l'altro è sceso vertiginosamente nel corso degli ultimi sedici mesi, passando dalla vecchia richiesta di 18 milioni a non più di 8: l'affare è dietro l'angolo, Lotito drizza le antenne. Da lì a chiudere l'operazione però ce ne corre, d'altronde quando si tratta con club stranieri tirar troppo la corda non paga quasi mai. Il presidente biancoceleste è avvisato.

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