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ESCLUSIVA - Al termine della stagione, indipendentemente dall'esito, Massimiliano Allegri lascerà il Milan e si accorderà con la Roma.

Massimiliano Allegri ed il Milan, un rapporto fatto di alti e bassi con un destino in parte già scritto. Non c'è risultato che tenga, non ci sono obiettivi minimi, non ci sono illusioni. Da parte di nessuna delle due controparti. Semplicemente perché il patto è quello di mantenere il massimo della reciproca professionalità fino alla fine della stagione e poi ognuno per la sua strada.

Senza rancori, senza infatuazioni post-Barcellona, senza ripensarci su cento volte. D'altronde la storia moderna rossonera insegna che ci sono stati tecnici più vincenti e altri meno, ognuno con i propri difensori e ognuno con i propri detrattori: la decisione non è mai (salvo rarissimi casi) all'ultimo minuto e adesso che la Roma affonda il colpo, per Massimiliano Allegri si crea la situazione per la quale chiusa una porta si apre un portone. Con un progetto societario ancora avvincente nonostante le esperienze "americane" fatte con Luis Enrique e Zeman.

Sono state proprio le insistenze giallorosse a mettere con l'anima in pace l'allenatore livornese, che pur si è speso per assecondare le bizze del tandem Berlusconi-Galliani e cercare di conquistarsi una rinnovata fiducia mai contraccambiata soprattutto da parte del Cavaliere e almeno metà degli uomini che contano dentro la società (tra questi Braida, ma anche la "famiglia"). Ecco perché Allegri ha di fatto dato l'okay a Baldini e Sabatini, ecco perché in panchina a Roma c'è gloria per tal Andreazzoli, grande professionista che ha sempre operato nell'ombra ma profilo che resterà per sempre di secondo piano.

Le conferme non verranno prima di maggio perché il campionato a livello di posizioni europee si è completamente riaperto e nessuno ha interesse quindi ad accelerare la discussione mediatica: certo, manca la firma, Allegri è sotto contratto con il Milan fino al 2014, ma c'è qualcosa in più della parola e solo un clamoroso esito della Champions League può far davvero saltare il banco.

C'è la stretta di mano patrocinata anche dalla proprietà giallorossa; c'è addirittura una prima analisi sulla rosa a disposizione; c'è, a quanto si dice, il sì del tecnico per provare ad affondare il colpo per due profili quali quelli del danese Eriksen e del cagliaritano Astori. Non è abbastanza, ma è già davvero molto, tanto più in direzione di un'estate nella quale più della metà delle panchine di Serie A cambieranno proprieterio interessando anche l'Inter, il Napoli, l'Udinese e (forse) la Lazio.

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