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ESCLUSIVA - Le strategie della squadra di Moratti non sono sempre chiarissime, e questo si riflette sul successo o meno di alcune operazioni di mercato. La difesa è un rebus.

L'Inter incassa. Nel senso che ancora una volta, come spesso successo nell'ultimo anno e mezzo, la società nerazzurra deve fare i conti con tassi troppo elevati di fiducia e attendismo: chiaramente il discorso è rivolto alle tecniche di mercato, divenute un boomerang che ha avuto uno dei suoi apici con la clamorosa debacle sul giovane fenomeno Mastour, passato al Milan quando tutti in via Durini credevano di avere il talento ex Reggiana praticamente in tasca.

Quello di Mastour è più che altro un caso esemplificativo, quand'anche lampante. Sono più o meno i tempi in cui Stramaccioni passa un po' a sorpresa alla guida stabile della prima squadra e alcune confusioni decisionali nella "lotta" tra le personalità di Moratti stesso, Branca, Ausilio e ovviamente del tecnico che un po' di potere pareva esserselo preso.

Oggi questa corsa al ristabilire la gerarchia si scontra anche con una disponibilità limitata di capitali per il calciomercato. Ovvero, sono consentite solo mosse considerate ragionevoli e seguenti le cessioni: è successo in estate con Maicon, Lucio e Julio Cesar. Adesso tocca a Sneijder.

In attesa di conoscere il reale futuro dell'olandese (lui resta convinto di avere uno spiraglio, e un credito, che lo possa anche portare al Milan), le manovre più attuali riguardano la difesa, reparto comunque da ritoccare e pure in clamorosa emergenza viste le condizioni fisiche di Samuel, Chivu e Ranocchia. Tanto più che Silvestre si trova ai margini del gruppo ed è già in odor di taglio: è solo una questione di giorni, secondo i ben informati. A lui sono interessati il suo vecchio mentore Lo Monaco per la creatura Palermo e la Lazio alle prese con i nodi Diakité e Cavanda oltre al gusto di un secondo posto da tutelare.

L'addio a Silvestre sarà mera conseguenza dell'operazione Andreolli, anche questa sulla carta semplice ma in realtà articolata e soprattutto in bilico se Branca dovesse ancora prendere tempo: il ragazzo, già capitano della Primavera nerazzurra, ha detto virtualmente sì, è in scadenza al Chievo (che sarebbe ben felice di accogliere Longo e M'Baye per tenerli almeno un anno e mezzo) ma sa anche di avere la stima di Marotta e Bigon.

In Italia c'è poco altro che interessi il palato dello staff dirigenziale interista, a parte Campagnaro che arriverà a parametro zero in estate. Fuori confine, per gennaio, si guarda soltanto a prezzo di saldo anche perché cedere Sneijder vorrebbe dire reinvestire parte dell'introito su un metodista (ad esempio Biglia, tanto per fare un nome sul taccuino di Branca). Anche perché il discorso esterni sarà chiuso dall'operazione Schelotto anche qui condizionata nella tempistica soltanto dal perfezionamento dell'uscita di Jonathan. E, tornando al difensore, all'estero a prezzo di saldo (tra i giocatori già seguiti in passato) ci sono soltanto il colosso Douglas del Twente, Squillaci dell'Arsenal e Kjaer del Wolfsburg.

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