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Il summit di mercato tenutosi ieri tra Galliani e Berlusconi è servito a stabilire le priorità: Destro ed Ogbonna gli obiettivi principali, ma si lavora anche per giugno.

Sia chiaro, mai come in questo momento l'ultima parola sarà soltanto e sempre quella di Silvio Berlusconi. Ciò detto, il summit di mercato tenutosi in via Turati tra Allegri e Galliani (Braida assente giustificato) ha dato riscontri affermativi su alcuni nomi che da tempo il Milan tiene sotto la propria attenzione, per non dire anche qualcosa di più.

Inoltre Galliani ha colto l'occasione per spiegare le dinamiche e le strategie che i rossoneri porteranno avanti in questo caldissimo mese di gennaio. A margine, c'è stato anche il sì comune per le eventuali cessioni contemporanee di Abate, Antonini, Mesbah, Traoré e, giusto per mettere le cose in chiaro, anche Robinho. Ma conla giusta pazienza, cioè cercando di ottenere il massimo possibile perché Berlusconi di eccezioni ne farà soltanto a suo piacimento e per profili ben specifici (tipo quello di Mattia Destro, tanto per fare un nome).

Il summit si è svolto nel pomeriggio, e in serata Berlusconi, intervenuto telefonicamente in una trasmissione sportiva locale in zona Milano, ha anche detto qualcosa che non è poi così lontano dalla realtà: l'italiano che gioca in Italia, giovane e talentuoso, è appunto l'attaccante della Roma, Mattia Destro, prodotto del settore giovanile dell'Inter.

Ma ce n'è un altro sul quale un piccolo sforzo il Milan sarebbe pronto a farlo anche subito e non è un attaccante. Il talento non è solo davanti, Berlusconi in questo è un buon paroliere, e ha quindi promesso a Galliani di spendersi in prima persona per accelerare la questione Ogbonna con il Torino, vero obiettivo immediato per la difesa rossonera.  In cambio si parla ancora di Acerbi, mai considerato maturo per un Milan che continuare crescere partendo anche da nuove certezze difensive.

Il patron ha poi fatto riferimento a due calciatori stranieri non da molto in possesso di patente di guida, per usare una metafora. Entrambi che giocano all'estero. Attenzione: l'obiettivo è portarne due subito, ma Galliani lavora anche per altri due a giugno. Insomma, il compimento della rivoluzione tecnica iniziata e non terminata a dovere con l'addio di tanti senatori. Bene, i due che si puntano da subito sono Lucas Mugni centrocampista argentino di qualità del Colon per il quale il Milan ha già inoltrato una carta d'interesse e Nuri Sahin regista del Liverpool ma in realtà ancora proprietà del Real Madrid. Non ingannino i nomi, si tratterebbe in realtà in entrambi i casi di operazioni a basso costo.

Per giugno invece salgono le quotazioni di Perin (a meno che Amelia non si ritrovi a Bologna già a gennaio, ma il portiere romano non ci sente) che è cosa praticamente fatta e, ovviamente, Strootman del Psv inamovibile subito e molto rischioso in prospettiva perché le prentendenti aumentano di settimana in settimana e sono società di altissimo profilo.

Fatto il quadro del quale adesso è a ufficiale conoscenza anche Allegri, il quale insiste sull'alleggerimento della rosa pur di elevare la qualità media, l'ultima battuta dell'incontro non poteva non essere su Drogba (di Balotelli risulta non se ne sia parlato). Con un sorriso sornione Galliani avrebbe promesso qualcosa di molto simile a... "Se vuole venire in Italia, lo prendiamo noi".

Senza aggiungere però che l'opera di convincimento nei confronti del padrone è si e no al 50%, da completarsi forse con una saggia campagna cessioni che faccia tornare il buonumore alla famiglia Berlusconi e che, soprattutto, permetta a Galliani di riprendersi parte di quella credibilità e quel potere che in troppi dentro il club cercano di mettere in discussione.

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