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ESCLUSIVA - Accordo trovato su un triennale a 2 milioni di euro netti con il forte centrale del Cagliari, per il quale i 'Saints' potrebbero ripetere un'operazione stile Ramirez.

Circola in queste ultimissime ore la notizia di un affondo del Liverpool per Davide Astori, difensore del Cagliari scuola Milan dove fu Alberigo Evani a scoprirlo dal Ponte San Pietro. Un affondo che farebbe vacillare Cellino, secondo i ben informati. Una notizia che al momento, va detto, non trova riscontri neppure in orbita Vigorelli, suo storico procuratore. Ma si sa, in questi frangenti di mercato anche le piccole grandi bugie possono trovare il loro spazio.

Non è invece una bugia, ed è quindi il vero rumour di cui tener conto anche perché preoccupa non poco l'allenatore Pulga, che sul difensore mancino che è nel giro della Nazionale di Prandelli ci sia invece in maniera più concreta e più organizzata il Southampton. E ciò che trapela avrebbe davvero del clamoroso: i Saints avrebbero infatti trovato l'accordo con il giocatore per un triennale da 2 milioni netti a stagione, con la palla che ora sarebbe soltanto più in gioco tra i due club.

In sostanza, la società neopromosa e battagliera in Premier League sta cercando di ripetere esattamente quanto riuscito nell'operazione Ramirez effettuata con il Bologna: ingolosire il calciatore (che oggi guadagna 1 milione scarso) puntando al fatto che le pretendenti italiane ritengano eccessiva la richiesta del Cagliari, fissata effettivamente da tempo sui 13 milioni di euro.

Ebbene, il Southampton al momento si sarebbe spinto fino a 8 milioni di sterline, praticamente 10 milioni di euro. Nessuno finora ha fatto di meglio e le chance per portare a buon fine l'operazione allora potrebbero davvero impennarsi, anche se tutti ricordano il rifiuto di Astori, proprio al momento della firma, ai danni dello Spartak Mosca che aveva chiuso con Cellino a circa 14 milioni di euro per il cartellino.

Curiosità: come per Ramirez, anche ad Astori il Southampton avrebbe garantito a contratto una clausola di rescissione in caso di retrocessione esattamente pari alla cifra di acquisto. Ingegnoso, no?

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