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ESCLUSIVA - L'attaccante calabrese è destinato a non disputare nemmeno un minuto, nè a trasferirsi a gennaio. Si allena, ma non fa parte del progetto...

Molti forse lo avranno dimenticato, ma Vincenzo Iaquinta è ancora un calciatore di proprietà della Juventus. Il legame contrattuale della punta calabrese con la società torinese terminerà il 30 giugno 2013 e, fino a quella data, rimarrà a scaldare la tribuna dello Stadium sabaudo. A patto, ipotesi assai improbabile, che a gennaio saluti anzitempo Madama per unirsi a una nuova squadra.
 
In estate, in maniera piuttosto concreta, gli inglesi del Watford, club che milita nella Football League Championship, avevano provato a portare in Inghilterra l’ex calciatore, tra le altre, dell’Udinese. Il manager dei giallo-rosso-neri, Gianfranco Zola, ha tentato in tutti i modi di convincere la punta crotonese ad accettare il trasferimento Oltremanica, ma quest’offensiva è fallita miseramente, in quanto, il ‘Re Leone’, non ha nessuna intenzione di lasciare l’Italia e, infatti, più volte ha fatto capire che prenderebbe in considerazione l’idea di salutare definitivamente Torino solamente per un altro progetto targato Belpaese.
Ebbene, questa prospettiva non esiste.

Con grande probabilità si ripeterà un caso Fabio Grosso bis, ovvero un legame destinato a durare fino alla naturale scadenza del rapporto lavorativo, ma che non porterà nessun beneficio nelle case zebrate. In parole povere: La Juventus - ovviamente – continuerà a versare nelle casse iaquintiane bonifici mensili di notevole spessore e, il giocatore, dal canto suo, farà del silenzio il proprio credo calcistico annuale, percependo quanto concordato e non proferendo parola fino al capolinea del tragitto in bianconero.
 
Ma come si svolge la giornata tipo di Iaquinta? Chi segue da vicino le tematiche juventine racconta di un professionista esemplare, che si allena a parte con regolarità e che spaccherebbe il mondo pur di poter tornare a far parte della rosa di Antonio Conte. Ma questo non è possibile e non accadrà mai.
In Corso Galileo Ferraris non vedono l’ora di chiudere definitivamente questa vicenda, vogliono porre la pietra tombale sull’operato della precedente gestione sportiva e, soprattutto, vogliono togliere dal monte ingaggi un salario assai cospicuo.
 
Insomma, il matrimonio è ormai finito da tempo, ma l’agonia è destinata a concludere il proprio percorso solamente a giugno. Come spiegavamo poc’anzi, infatti, è assai difficile che in questo momento qualcuno possa solamente pensare di ingaggiare l’elemento, classe 1979, cresciuto nelle giovanili del Reggiolo. E’ dalla stagione 2010-2011, infatti, che il centravanti Campione del Mondo nel 2006 in Germania non gioca con regolarità (23 presenze complessive coadiuvate da 6 gol con la maglia juventina). Nella passata annata calcistica, statistiche alla mano, ha disputato 7 apparizioni con la casacca del Cesena segnando una rete, mentre in questa stagione con grande probabilità non maturerà nemmeno un minuto di gioco. Un bilancio tragico e che potrebbe seriamente porre la parola fine alla carriera di un calciatore tanto bravo quanto sfortunato.

Il sentimentalismo, d’altro canto, nel calcio non esiste, a Torino questo caso non viene neanche più considerato in quanto ritenuto ormai malamente archiviato. In definitiva, si attende solamente il triplice fischio finale. Iaquinta saluterà il capoluogo piemontese con 108 presenze e 40 marcature realizzate. Con tanti saluti ai possibili rimorsi.

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