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ESCLUSIVA - I rossoneri seguono da vicino la situazione dell'argentino, in discussione nella capitale francese. Potrebbero 'bastare' 20 milioni di euro.

Il Milan ha parecchie idee sottobanco. Idee che sono state sottoposte alla diretta attenzione di Silvio Berlusconi il quale, come spesso accade, si è già spinto oltre affermando: “Al calciomercato ci penso io”. Nulla di più credibile. E tra questi nomi rispunta all'improvviso, ma non così a sopresa come si potrebbe pensare, quello di Javier Pastore.

L'ex Palermo, oggi al Paris Saint-Germain dove nonostante un'ottima partenza ha progressivamente perso colpi, tra i tanti rebus che Ancelotti non ha ancora risolto in terra francese è forse il vero enigma che attanaglia la sua gestione.

Amato da Leonardo, bistrattato dalla critica locale, timido in campo, l'argentino è chiamato a un pronto riscatto che sta più nella capacità di assumersi responsabilità che nell'indiscutibile valore tecnico. Assurdo che questo compito, a conti fatti, riesca più a Verratti che a Pastore.

Di questo valore tecnico, però, non se ne dimentica il Milan, in particolare Ariedo Braida. Il dirigente che è tornato ad avere un suo peso in via Turati insiste in società: se Pastore continua a far male, dobbiamo approfittarne. Questo il motto.

D'altronde Pastore in Italia ha fatto vedere per lunghi tratti grandissime cose e i rossoneri rivedono in lui le stimmate di Kakà e Seedorf, per certi versi. La qualità, a Milanello, sta per tornare a dettar legge.

L'interesse è certificato, a Parigi ne sono certi, ma al momento lo sceicco non svende. Attenzione: anche Pastore è quasi stufo e un eventuale passaggio al Milan non fa parte dei cosiddetti “passi indietro”.

Potrebbero essere sufficienti 20 milioni o anche meno in caso di inserimento di Abate (che resta nei radar del PSG) nella trattativa. Oltretutto circola voce che davvero l'argentino non rientri già più nei piani societari.

A questo punto l'ultima parola spetta a Berlusconi che ha confidato di voler ripartire anche da un grande trequartista di ruolo. Il 4-2-3-1 è l'indicazione che proviene dall'alto. Intoccabile. Indiscutibile. Insindacabile. Ovvero uno dei sistemi di gioco più adatti per le caratteristiche di Javier Pastore. E Braida gongola...

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