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ESCLUSIVA - Il difensore dell'Everton ha messo a confronto l'attuale ct e quello precedente, che si fidava di un nucleo-base di giocatori. Adesso invece c'è tanta competizione...

Vincere è sempre la miglior medicina. Con i successi contro Turchia e Ungheria, l'Olanda del nuovo ct Louis Van Gaal ha iniziato alla grande il girone di qualificazione ai prossimi Mondiali, mettendosi alle spalle la figuraccia dell'Europeo. Secondo John Heitinga, difensore dell'Everton nonchè perno della difesa arancione, sono tanti i lati positivi del nuovo corso, come spiegato nell'intervista rilasciata a Goal.com.

"Ora abbiamo un buon mix di giovani ed esperti. Certo, se andiamo a vedere il numero di presenze internazionali complessive, abbiamo meno esperienza di prima. Vedremo se tutto ciò basterà in chiave qualificazione".

La partenza della squadra, sottolinea, è stata buona, "ma non dobbiamo esaltarci. Penso che possiamo fare qualcosa di grande, ma prima dobbiamo vincere le prossime gare (contro Andorra e Romania, ndr)".

Soprattutto la seconda è di quelle da non fallire: "Ci servono assolutamente sei punti. Dobbiamo battere la Romania per cercare di rimanere primi nel girone e staccare il biglietto per i Mondiali prima possibile. I rumeni per adesso hanno sei punti come noi, sarebbe un duro colpo per loro se riuscissimo a sconfiggerli".

Tutti, naturalmente, si aspettano di vedere l'Olanda ai prossimi Mondiali, "e quello è il nostro obiettivo. Siamo ancora i favoriti nel nostro girone". Heitinga, da collega, dà inoltre un giudizio sull'ultimo arrivato, Douglas del Twente, brasiliano naturalizzato olandese.

"E' un difensore alto, molto forte. Ha il passaporto olandese, e se l'allenatore pensa che sia pronto per gli 'Oranje', allora potrà darci una mano. Dovrà dimostrare il suo valore come qualsiasi altro giocatore".

Il principale merito del nuovo ct, secondo il centrale dei 'Toffees', è quello di aver alimentato una sana competizione interna: "Con Van Gaal non ha importanza se hai all'attivo una presenza internazionale o cento. Devi semplicemente dare il massimo con il tuo club e con la Nazionale, le sue decisioni si basano solo su questo".

Al contrario, il ct precedente, Van Marwijk, "si è sempre fidato di un nucleo di 11-12 giocatori. Adesso invece le cose sono completamente differenti, e questo può essere un fatto positivo. La lotta per una maglia da titolare ti tiene sempre in allerta, tutti vogliono dimostrare cosa sanno fare. Non c'è che dire, con il mister abbiamo avuto una bella partenza, dopo un Europeo assolutamente disastroso".

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