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Per l'attaccante bianconero servono almeno 12 milioni di euro, la Vecchia Signora sta monitorando la crescita di Obiang e Rossini.

La Sampdoria cova un'idea non così impossibile, anche se tutta da lavorare: serve il Garrone più intraprendente, ma pare che la strada imboccata sia nuovamente quella di credere anche finanziariamente nel progetto-Samp, per arrivare ad Alessandro Matri. Per giugno, se non per gennaio, ma l'ex attaccante del Cagliari è inopinatamente il primo obiettivo in attacco, dove il sondaggio andato a vuoto per Osvaldo faceva comunque parte del gioco del "non farsi trovare impreparati".

Ormai è acclarato: Sensibile lavora già con forza per un centravanti. A prescindere dalle prestazioni altalenanti di Maxi Lopez, perché con Ciro Ferrara è stato comunque stilato il quadro di un secondo attaccante d'area, magari anche compatibile in futuro con l'argentino ex Milan e Catania. Per questo la strategia è in pieno corso d'opera e l'idea è quella di andare su un profilo di affidamento e non su una cosiddetta "scommessa". Curiosità: Matri fu vicinissimo alla Doria già nell'estate del 2009, quando Marotta stava per chiudere con Cellino per una cifra vicina agli 8 milioni. Poi il direttore generale migrò alla Juve insieme a Del Neri in un battibaleno...

Ma quanto costa Matri? La Samp lo sa. Non meno di 12 milioni di euro. E' un valore, ma anche un controvalore. Ossia si può ragionare su più livelli, sia in termini di formule e pagamenti, sia in termini di contropartite tecniche. Piuttosto, è proprio il bell'Alessandro l'elemento che potrebbe fare più resistenza, anche se le proposte di un trasferimento all'estero (una volta c'era lo Zenit, ora la Dinamo Kiev) non hanno mai allettato più di tanto la punta di origini lodigiane.

La Juve non fa resistenza e valuta. La Samp come altre pretendenti (tra le quali non c'è più la Fiorentina che aveva intrapreso un discorso estivo). Certo è che a Genova vengono tenuti sotto costante monitoraggio sia il centrocampista spagnolo Obiang che il difensore elvetico Rossini.

Un'ultima specifica: ai blucerchiati, e in particolare a Ferrara, piace da morire Paolo De Ceglie che resta per il momento un calciatore del quale Antonio Conte non intende privarsi nonostante le prestazioni piuttosto opache del fluidificante valdostano.

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