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ESCLUSIVA - L'ex centrocampista della Juventus è ambasciatore dello street football: "Include tutte le basi del calcio, tanti grandi giocatori di calcio hanno cominciato così"

Incontrare Edgar Davids è un po' come incontrare una star dell'hip-hop. Con i suoi occhi nascosti dietro occhiali da sole alla moda, l'ex bandiera di Ajax e Juventus si è seduto nell'area riservata alla stampa dopo un altro lungo giorno trascorso a promuovere il calcio di strada in Asia.

Gli ho chiesto se fosse stanco, ma lui mi ha subito salutato con una calorosa stretta di mano, e dopo qualche battuta in itaiano, ha subito posto le sue regole: “Sono qui per parlare del calcio di strada. Nessun problema, parliamo.”

Certamente. Appena gli ho chiesto di darmi qualche informazione basilare, Davids è partito subito a gonfie vele: “Il calcio di strada include tutte le basi del calcio in sé: si riesce a toccare molte volte il pallone, è veloce, insegna a pensare rapidamente e permette di essere creativi. Molti dei più grandi giocatori di calcio hanno cominciato giocando per strada: Ronaldinho, Zidane, Pele, Diego [Maradona]...Inoltre, è tutta una questione di stile, di numeri con il pallone...Un giocatore può sviluppare le sue tecniche personali e così può migliorare più velocemente. Quando si gioca in undici contro undici, può darsi che un giocatore tocchi poche volte la palla, ma con il calcio di strada si è sempre coinvolti nel gioco, quindi è un ottimo modo per migliorare le proprie abilità, e per imparare a creare ed usare lo spazio, dato che il campo è molto piccolo.”

A Davids poi ho chiesto di parlarmi dei legami tra calcio di strada, moda e musica, e di nuovo lui ha sottolineato l'importanza dell'avere un proprio stile, non solo in campo: “Proprio come si vuole avere un buon stile come giocatore, lo si vuole avere nel vestire, e questo è perché ho creato Monta soccer,  un brand d'abbigliamento sul calcio di strada. Ho pensato a vestiti che si possono indossare a scuola, ma che andrebbero bene anche se si volesse giocare a calcio sul tragitto di ritorno per casa. È di questo che si occupa Monta. E sì, naturalmente a noi piace giocare ascoltando buona musica.”

Ho evidenziato come, paragonato a tanti altri giocatori della sua generazione che si sono ritirati, lui abbia intrapreso una strada molto diversa, promuovendo il calcio di strada in giro per il mondo. Perché non fare l'allenatore, o scegliere un'altra carriera più semplice? “Sono assolutamente contento per il mio coinvolgimento con il calcio di strada e Monta” - ha risposto Davids. “Gli allenatori hanno bisogno di buoni giocatori, e ciò che io e la nostra comunità stiamo cercando di fare è di aiutare a creare più giocatori d'alto livello. Noi torniamo indietro alle radici del calcio, incoraggiando un gioco nel quale i ragazzi lavorano molto sulla palla. È scientificamente provato che quei giocatori che utilizzano di più il pallone diventano poi migliori rispetto a quelli che non lo fanno, dunque noi rivestiamo un ruolo importante, poiché con la nostra attività prepariamo calciatori migliori per il futuro.”

E come stanno andando le cose in Asia, per il momento? “I giocatori asiatici sono veramente disposti a lavorare duro, ma non hanno la fisicità degli europei, quindi devono fare il doppio della fatica. Con il calcio di strada le loro qualità miglioreranno molto, e diventerà migliore anche la loro consapevolezza tattica, perché giocando in uno spazio limitato, bisogna essere davvero molto concentrati sulla partita. Quindi, noi vogliamo ispirare i bambini asiatici a lavorare duro, per farli diventari più bravi nel futuro, e giocare per strada li aiuterà sicuramente tanto nel loro intento.”

“Adesso ci sono giocatori asiatici che stanno facendo molto bene, ad esempio Shinji Kagawa al Manchester United e Yuto Nagatomo all'Inter, che sono molto importanti per il Giappone e per l'Asia, loro sono dei modelli per i bambini. Per di più, in posti come la Cina adesso ci sono soldi a sufficienza per portare calciatori esperti nel continente. Questo è molto importante, perché loro hanno ciò che serve per istruire bene i giovani e possono aiutarli a migliorare. Inoltre servono anche gli allenatori giusti e bisogna creare le opportunità.”

E la Tiger Street Football è una di queste 'opportunità'? gli ho chiesto. “Sono felice di lavorare con loro, e di aiutare la crescita del calcio in Asia. È ovvio che sono venuti da me per farmi diventare un loro ambasciatore, perché ero un calciatore professionista, ma posso comunque giocare a calcio di strada a buon livello anche adesso.”

“Il calcio di strada è uno strumento importantissimo e può essere davvero utile, perché è aperto a chiunque ed è veramente semplice: ciò di cui si ha bisogno è solamente un pallone. Giocando per strada, il livello del calcio asiatico può assolutamente migliorare, dato che si formeranno calciatori più tecnici, veloci e creativi, e dopo che avranno riscosso successo per le strade, sarà un gioco da ragazzi per loro fare bene in una squadra a undici. Sicuramente ci sono differenze rispetto a quando si passa al gioco vero e proprio, ma non è difficile adattarsi, molti giocatori hanno superato la transizione senza difficoltà.”

Mentre Davids è chiaramente più interessato nel suo ruolo attuale di promotore del calcio di strada più che a soffermarsi sulla sua carriera, dopo che abbiamo passato il microfono ai fan di Ho Chi Minh City, loro erano ovviamente curiosi di fargli qualche domanda sulla sua esperienza di calciatore. Quando messo sotto pressione, lui si è lasciato andare dichiarando che il club a cui è più legato è la Juventus. “Loro stanno facendo veramente bene, ora, non è così?” ha commentato sorridendo.

Tuttavia, non è d'accordo con tutti coloro che stanno cominciando a etichettare Arturo Vidal come il 'nuovo Edgar Davids'. “Lui è un ottimo giocatore – ha continuato l'olandese – Voglio che abbia successo alla Juventus, ed il suo rendimento è eccezionale...Ma c'è solo un Edgar Davids, e non ce ne sarà mai un altro.”

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