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ESCLUSIVA - L'ex centrocampista rossonero non vede Allegri in bilico: "Allontanarlo in questo momento contribuirebbe a disorientare ancor di più la squadra".

Tredici anni di Milan vissuto a tutte le latitudini, nella buona e nella cattiva sorte. Alberigo Evani , oggi selezionatore di Under 18 e 19, sa cosa vuol dire vincere e soffrire in rossonero. I grandi successi, spesso, si costruiscono anche su momenti come quello che sta attraversando la truppa di Allegri. Alla vigilia del delicatissimo esordio in Champions League contro l'Anderlecht, l'abbiamo intervistato per conoscere il suo punto di vista sul complicato periodo  dal Diavolo.

Dopo la sconfitta con l'Atalanta ci sarà una reazione in Champions League martedì? "Quella di sabato è stata davvero una brutta prestazione, ma in Europa secondo me le motivazioni saranno diverse. Il Milan vive la Champions League come nessuno, è uno spirito che è stato tramandato e credo che martedì i rossoneri non sbaglieranno. Anche perché ora è necessario cambiare atteggiamento. Per forza. Non ci sono altre soluzioni. In campionato è emersa una mancanza di ordine in campo, perché poi la voglia di fare bene non mancava affatto".
 
Perdere due gare in casa però non può essere solo una questioni di mancanza di ordine... "A me è sembrato che i giocatori avessero voglia di vincere a tutti i costi, di ripetersi come contro il Bologna per dimostrare a tutti di essere ancora una squadra competitiva. Però, forse anche per questo motivo, c'è stata troppa confusione e poca fluidità di manovra. Questo aspetto ha bloccato le offensive e il Milan è stato troppo poco pericoloso per poter dare la sensazione di arrivare ai tre punti. È un peccato perché le partite in casa andrebbero vinte tutte per il Milan che può e dove sfruttare l'effetto che fa San Siro a chi non è abituato a giocarci".
 
Chi sarà il giocatore che potrà aiutare di più questo Milan in difficoltà? "Con gli addii dei senatori e le cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic, giocatori con spiccata personalità non ce ne sono più. Penso quindi che l'unico modo per uscire da questa situazione critica sia lo spirito di gruppo globale. Con l'unità di squadra si riescono a superare ostacoli che a prima vista sembrano insormontabili. E poi con una rosa così giovane ci sono buone possibilità che si crei un'armonia importante su cui però ora bisogna lavorare in maniera continuativa per evitare estremi cali di umore".
 
A livello tecnico chi può far entusiasmare l'ambiente rossonero? "Se Pato sta bene è fortissimo, con un'accelerata può sempre inventarsi qualcosa e cambiare l'inerzia della gara. Il problema però è che Pato dove essere perfettamente a posto per fare la differenza. È un ragazzo che ha bisogno di stare bene anche mentalmente e di non doversi preoccupare di ricadute, altrimenti gioca frenato e questo al Milan ovviamente può solo nuocere".
 
Sarà un compito arduo quello di Allegri che deve cercare di motivare un gruppo depresso... "Non ho la sua esperienza, quindi non mi sento di dare consigli. Allegri sa quali sono i tasti da toccare in questi momenti di difficoltà. Deve cercare di far tornare la fiducia all'interno del gruppo. Perché i giocatori di qualità ci sono. È che il calcio è strano, ci sono momenti difficili da cui bisogna uscire tutti insieme con tutta la positività di cui si dispone".
 
Un cambio in panchina, quindi, non sarebbe una soluzione valida? "Non credo che l'esonero di Allegri sia la cosa migliore da fare. Molto spesso il cambio in panchina può portare ad aumentare la confusione e non a migliorare le cose. Secondo me allontanare Allegri contribuirebbe a confondere la squadra. In questo momento credo che il Milan abbia solo bisogno di tranquillità, di tanto lavoro e ha la necessità di recuperare gli assenti importanti e poi sono cero che riuscirà a ritrovare successi e buon umore".

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