thumbnail Ciao,

ESCLUSIVA - Cladio Pasqualin, a lungo agente di Alessandro Del Piero, ha commentato a caldo la sua scelta di andare in Australia: "Può farli fare il salto di qualità".

E' terminata da pochi minuti la conferenza stampa con cui Alessandro Del Piero ha annunciato la decisione di andare a giocare in Australia con il Sydney Fc dopo 19 anni di Juventus. Colui che è stato per tanti anni il suo procuratore, e che lo conosce molto bene, l'avvocato Claudio Pasqualin, ha accettato di parlarne a caldo in esclusiva ai microfoni di Goal.com Italia.

Avvocato Pasqualin, quali sono le sue impressioni dopo le parole di Del Piero? Come vede la sua scelta di andare a giocare in una realtà completamente diversa come l'Australia? "Penso che Sydney sia per lui un'opportunità fantastica, dopo il contratto del Millennio firmato nel 2000, come fantastiche sono le parabole che sa disegnare sul campo. Alessandro tornerà così a suo modo protagonista dopo il contributo fondamentale che ha dato alla Juventus in tutti questi anni".

C'erano però tante possibilità: il Nordamerica, il Giappone, la stessa Cina... Come mai proprio l'Australia? "America, Africa o Asia sarebbero state scelte banali. Per cui, siccome in Antardide non si gioca, Del Piero ha deciso di spostarsi dove in pochi finora erano andati prima di lui. Sono sicuro che fra un paio d'anni ci ritroveremo un dirigente importante con un'esperienza impareggiabile".

Cosa potrà dare, secondo lei, Alessandro Del Piero al calcio australiano? "Del Piero porterà con se a Sydney l'ottima esperienza che ha fatto in Italia. Io sono convinto che potrà partecipare con la sua enorme competenza e professionalità a promuovere il calcio australiano nel mondo. Personalmente sono stato in Australia per gli ultimi Mondiali di ciclismo, e posso dire che è un posto stupendo. Sono certo che Alex si troverà benissimo. Dico di più: gli australiani non potevano trovare nessuno meglio di Del Piero per farli fare il salto di qualità, che, sono convinto, arriverà. La situazione è infatti molto diversa da quella cui assistemmo 30 anni fa in America con i Cosmos, quando anche grandi campioni come Chinaglia e Beckenbauer non riuscirono a lanciare il calcio negli Stati Uniti".

Quanto mancherà Del Piero al calcio italiano? "L'Italia perde non solo un giocatore in grado sul campo di disegnare traiettorie impossibili, ma un campione a 360°, capace di fare una conferenza stampa densa di umanità come quella che tutti abbiamo appena visto. Alessandro, come ho detto, oltre ad essere un'ottimo atleta, ha un grande spessore umano. Proprio oggi i sondaggi lo davano come lo sportivo italiano più amato davanti a Valentino Rossi. Per fortuna la tecnologia e la multimedialità ci permetteranno di sentirlo più vicino a noi".

Cosa farà Alex quando deciderà di smettere di giocare? "Quando tornerà in Italia avrà l'imbarazzo della scelta, e potrà fare quello che più gli piacerà. Io lo vedrei bene come dirigente, ma potrebbe essere anche un ottimo presidente della Figc o un grande allenatore delle Giovanili della Juventus. Avrà maturato una tale esperienza da poter scegliere fra tante opzioni".

Sullo stesso argomento