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ESCLUSIVA - Pizarro ed Heinze lasceranno la Capitale, ma anche Osvaldo potrebbe essere ceduto: dalla Spagna lo cercano, il Milan non lo molla.

Zdenek Zeman significa mezza rivoluzione. Non solo tecnica, ideale, calcistica. Anche strutturale, a livello di organico e valutazione dei singoli. Questa seconda parte del boemo-pensiero è in corso d'opera, evidente negli ultimi notevoli ritocchi in entrata e prossima alla cosiddetta limatura (sostanziosa) di una squadra consapevole di dover avere una sua fisionomia ben precisa e non avere di mezzo la giostra delle coppe europee. Per questo le due prossime settimane di mercato faranno tornare alla ribalta nomi d'alto calibro, utili ad altri certamente, ma non al contesto giallorosso voluto da Zeman nell'anno del suo inatteso (ma entusiasmante) ritorno sulla panchina della Lupa.

Un elenco interessante, quello relativo alle uscite da perfezionarsi. Il dado è tratto, le decisioni sono prese: Pizarro, Heinze, Borriello e, udite udite, Osvaldo. Senza contare Aleandro Rosi finito in meno di 24 ore da potenziale esterno destro titolare alla rescissione colta al volo dal Parma di Roberto Donadoni. Gli stessi ducali stanno continuando a parlare con Walter Sabatini, pronti ad accogliere parallelamente anche le prestazioni sportive dell'argentino Gabriel Heinze, spendendo però meno di 2 milioni per il cartellino. La valutazione (considerato che la Roma vorrebbe togliersi di dosso l'ingaggio dell'ex Olympique Marsiglia) mette d'accordo tutti e l'affare si può fare, ma a Parma non sono ancora certi del sì del calciatore al punto da intraprendere contatti con il Fulham e Mino Raiola per Zdenek Grygera, il quale potrebbe svincolarsi dal Fulham.

Parlando di tempistiche, l'operazione più rapida sembra riguardare il cileno David Pizarro, tormentato da un lungo fastidio al ginocchio destro ma desideroso (se possibile) di rimanere in Italia prima del ritorno di fine carriera in patria. A questo proposito, è spuntata improvvisamente la Fiorentina di Vincenzo Montella, il quale pare essersi arreso nel tentativo di arrivare al suo pupillo Francesco Lodi (anche perché da Catania la prima scelta viola resta Alejandro Gomez). Il profilo di Pizarro calza a pennello: cabina di regìa, cervello, non necessariamente corsa, interdizione quel che basta. Per di più, le parti concorderebbero sull'ipotesi del prestito gratuito.

Infine, i pezzi da novanta. I cosiddetti "carichi", per lo meno a livello mediatico, perché trattasi di attaccanti di fama. Uomini gol quali Borriello e Osvaldo, separato in casa il primo e sul filo del rasoio il secondo. Nonostante le smentite di rito, per l'argentino strappato all'Espanyol soltanto dodici mesi fa per volere di Luis Enrique esistono strade che portano lontano. Per esempio in Spagna, dove il mercato delle punte, big a parte, deve ancora accendersi: si parla di Siviglia, ma anche di Valencia e Real Saragozza. In realtà l'ipotesi meno evanescente potrebbe essere proprio la soluzione italiana qualora il Milan non portasse a termine l'avviatissima operazione-Matri. Osvaldo piace ad Adriano Galliani (i procuratori del bomber lo sanno da almeno un mese), ma Allegri preferisce lo juventino. E Galliani ad Allegri, dopo le cessioni di Thiago e Ibra, ha fatto più di una promessa.

Discorso diverso per Marco Borriello, sondato nelle settimane scorse da Napoli e Fiorentina. Lui sull'ingaggio non ci sente, forte di un 3,6 milioni a stagione per ancora due anni all'ombra del Colosseo. E questo aspetto mette fuoricausa (al momento) le italiane. La speranza del tandem DiBenedetto-Baldini è che la luce accesa da Luciano Spalletti (pronto a un prestito con diritto di riscatto) sia quella buona: la pista russa accontenta tutti, forse. Ma da parte dello Zenit ci va una convinzione che va necessariamente espressa entro il 20 agosto, se no la Roma dovrà riflettere e mettere magari sul piatto una lauta buonuscita a favore della punta che fece faville con la maglia del Genoa.

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