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ESCLUSIVA - I rossoneri tracciano la strategia per il centravanti bianconero: la linea più realistica è quella dell'attesa, si aspettano i nuovi attaccanti della Juve.

Ormai siamo al 25 di luglio e in casa Milan non ci sono sviluppi. Molti i mugugni, a partire da quei tifosi che avevano sottoscritto un abbonamento con Thiago Silva e Ibrahimovic e ora, senza di loro, non lo vogliono più. Lo scontento circola anche tra i giocatori, soprattutto dopo che i Nazionali si sono riaggregati al gruppo.

Si sa che Antonio Cassano è il più infelice di tutti, ma al momento nessuno può farci nulla. Adriano Galliani ha delle strategie ben precise, dove è la pazienza a fare da protagonista. Bisogna attendere gli sconti di fine mercato, anche perché ora tutti i club sanno che il Milan avrebbe (il condizionale è d'obbligo) soldi da spendere.

Oppure bisogna semplicemente aspettare che qualcuno faccia la prima mossa. Innanzitutto in Italia. Tutto sta nel cambio di maglia di alcuni attaccanti.

Il Milan vorrebbe Alessandro Matri. La situazione è in continuo evolversi, con Destro alla Roma e la Juventus potrebbe effettuare uno scambio interessante con l'Inter: Quagliarella per Pazzini senza contropartite né economiche né tecniche. A quel punto l'attaccante di Pescia andrebbe a occupare il posto di Matri che gradirebbe un ritorno al Milan.

I rossoneri, però, giusto per non smentire le linee di austerity, vorrebbe il giocatore con un prestito con diritto od obbligo di riscatto. Formula che la Juve non gradisce particolarmente e di rimando ha chiesto 15 milioni. A questo punto è ovvio che il Milan attenda che i bianconeri effettuino un acquisto importante in attacco e che siano quasi costretti a cedere Matri.

Forse, solo allora, il prestito potrebbe concretizzarsi. Intanto però Galliani - ma anche lo stesso Berlusconi pronto a ricandidarsi in politica - sa bene che il top player è necessario per mantenere un certo equilibrio in squadra e fuori. La sua recente uscita sul rimborso degli abbonamenti fa capire quanto quella dell'amministratore delegato fosse una sorta di provocazione. Come a dire che chi vorrà disdire la tessera allo stadio, poi se ne pentirà.

La strategia è, dunque, chiara. Risparmiare il più possibile sul vice Ibra e buttarsi a capofitto su un top player totalmente differente. Per non fare paragoni e soprattutto per ripartire da zero, come dalle parole di Allegri.

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