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ESCLUSIVA - Blitz dei dirigenti dei Citizens in Italia per cercare acquirenti per il bosniaco. La Juve non si espone ancora, il Milan passa ai fatti e incontra gli emissari.

Edin Dzeko che Carlitos Tevez. Di Mario Balotelli non se parla neanche più. Il Milan non ha mancato l'appuntamento con i rappresentanti del Manchester City che sono stati in Italia, segnatamente a Milano, nelle 48 ore tra mercoledì 4 luglio e martedì 5: certo, i tempi e le strategie sono cambiati, ma il Milan resta il Milan e valuta tutto ciò che è interessante.

A prescindere da eventuali svolte nel futuro di Zlatan Ibrahimovic, che in caso di addio semplificherebbe eccome le chance di un trasferimento in direzione Milanello da parte dell'attaccante bosniaco.

In principio, ci fu il contatto tra i rappresentanti di Dzeko (anche Silvano Martina, procuratore di Buffon, fa parte dello staff manageriale al seguito del centravanti classe 1986) e Adriano Galliani. Senza ulteriori intermediari.

Siamo a maggio, e più o meno nello stesso periodo il giocatore viene proposto anche a Beppe Marotta in chiave Juventus. Nessuno ha detto no, idealmente convinti che prendendo tempo l'insoddisfazione di Dzeko in quel di Manchester potesse essere la chiave per un acquisto dai sapori dell'affarone.

Oggi si può dire che Mancini non ha nessuna intenzione di svendere pagato oltre 30 milioni di euro nel gennaio 2011 per strapparlo al Wolfsburg a stagione in corso. Però l'ex tecnico dell'Inter vuole vendere perché un colpo in canna lo vuole avere ed è quindi necessario liberare almeno una posizione in organico: Tevez è difficilmente collocabile (il City non regala i cartellini e per di più l'ingaggio è di quelli esorbitanti), Dzeko ha mercato, ama l'Italia ed è abbordabile anche in tempo di crisi.

Se la Juve esita e non poco, il Milan ha espresso il proprio gradimento sia al calciatore che al club anglosassone. Questa mossa ha creato un effetto domino e Dzeko è pronto anche a puntare i piedi pur di approdare in rossonero (colori per i quali simpatizza fin da bambino).

E' chiaro che Galliani affonderà il colpo con grande pazienza: in ballo ci sono il destino di Ibra, le condizioni atletiche reali di Pato e le eventuali offerte per i cedibilissimi Robinho e Cassano (brasiliano in pole se si opterà per una cessione “minore” in avanti”).

Una cosa il Milan la sa, ma non ne è spaventato: niente prestito con diritto di riscatto (formula appena accennata nella pazza idea Carroll), al massimo pagamento dilazionato in 4 anni su un totale di 24 milioni che è poi la cifra minima che chiede il City per Dzeko allo stato attuale delle cose.

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