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ESCLUSIVA - Se in pole position resta il serbo Kolarov, per i nerazzurri prende quota l'ipotesi dell'esterno sinistro del Nizza, classe 1987, il cui costo non è proibitivo.

In attesa di formalizzare l’ormai inevitabile cessione di Maicon e con il probabile dirottamento al centro di Chivu, come vice Samuel, i principali obiettivi del mercato dell'Inter diventano indiscutibilmente gli esterni difensivi. Possibilmente giovani e certamente a basso costo. Nella lista degli osservati speciali spunta un nome nuovo, un argentino, “stranamente”: Luciano Fabian Monzon.

“Il giocatore al quale più mi ispiro è Roberto Carlos”. Con queste parole il venticinquenne si presentò la scorsa estate a Nizza, allorquando la società rossonera spese poco più di 2 milioni per portarlo in Europa dal Boca Juniors. Ed effettivamente Monzon ha più di qualche punto di contatto con il fenomenale mancino brasiliano che fece innamorare gli interisti e li fece poi disperare per una partenza troppo repentina e mai del tutto accettata (giustamente).

Campione olimpico a Pechino 2008 in compagnia dei vari Messi, Aguero e Di Maria, il laterale nizzardo si distingue per l’eccellente capacità propulsiva e per quel mix di delicatezza e potenza che è il suo piede mancino. Facilità di calcio con la quale ha realizzato addirittura 10 reti nell’ultima Ligue 1, frutto di rigori e punizioni tirati con straordinaria precisione e sicurezza.

Nelle scorse settimane c’è stato un sondaggio preliminare di emissari nerazzurri per verificare i margini di trattativa. Che esistono. Malgrado la quotazione sia già salita intorno ai 5/6 milioni, il prezzo rimane comunque accessibile. Ma occhio alla concorrenza di Arsenal, Schalke, Marsiglia e Lione, tutte sulle tracce dell’argentino. Se Kolarov rimane la prima scelta, ma 15-20 milioni non sono sostenibili per le casse nerazzurre e il serbo arriverebbe solo per gentile prestito di Mancini, e Cissokho è stato proposto all’Inter dai suoi procuratori ottenendo reazioni positive ma non troppo, Monzon potrebbe essere la sorpresa a basso costo e ad alto rendimento.

Ai più informati il nome Monzon, comunque, non risulterà sconosciuto: due anni fa, infatti, il suo trasferimento al Dnipro prima e, pochi giorni dopo, all’Udinese fu bloccato sul più bello per un problema cardiaco riscontrato nelle visite mediche, in Ucraina come in Friuli: Fabian ha infatti la valvola aortica bicuspide (normalmente sarebbe tricuspide), una malformazione congenita che però, di per sé, non preclude in tutti i casi l’idoneità sportiva agonistica. Motivo per cui il ragazzo si infuriò non poco per il mancato trasferimento, ma continuò comunque a giocare nel Boca e poi nel Nizza.

Ma sappiamo bene come questo genere di problematiche in Italia siano affrontate con estrema delicatezza e attenzione e sappiamo altrettanto bene quanto Massimo Moratti sia sensibile ad esse (i casi Kanu e Fadiga testimoniano entrambe le situazioni): due motivi per cui l’ingaggio di Monzon sarà eventualmente valutato con massima professionalità e verrà effettuato solo sulla base di ragionevoli e assolute certezze.

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