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ESCLUSIVA - Dopo aver resistito alla corte del PSG per il brasiliano, i rossoneri si tuffano negli affari low cost: sondato il terreno per i due esperti attaccanti.

In attesa di capire davvero la linea di via Turati (o di Arcore) circa l’eventuale cessione di un pezzo grosso - dopo il caso-Thiago Silva sarà infatti presto il momento di Zlatan Ibrahimovic e Kevin Prince Boateng - i movimenti estivi del Milan attualmente ricadono sotto la categoria “mercato creativo”. In questo contesto, restano oggettivamente in bilico le posizioni di Robinho (Malaga, Santos, ma anche Fulham nelle ultime ore) e Antonio Cassano (più per volontà sua che per offerte concrete).

Il Milan non si farà cogliere impreparato: non è questa infatti caratteristica nelle corde di Adriano Galliani, vecchia volpe delle sessioni estive che un anno fa inventò di sana pianta l’operazione-Nocerino a un’ora dal termine delle trattative. Come dice anche Massimiliano Allegri, fino al 31 agosto tutto è possibile.

Soprattutto sul mercato italiano, aggiungiamo noi, dove il Milan comunque mantiene intatto il proprio appeal: clamorosi fino a un certo punto, quindi, i sondaggi effettuati - secondo quanto appreso da Goal.com - per Fabrizio Miccoli e soprattutto Antonio Di Natale. Da un lato fanno parte della strategia del “muoversi per tempo”, dall’altro sono il chiaro indizio che lo staff tecnico è pronto a rinunciare ad almeno uno tra il brasiliano ex Manchester City e l’Antonio nazionale.

Se Miccoli rappresenta più l’opportunità del momento (rinnovo ancora da sottoscrivere con il Palermo), Di Natale è sorprendentemente una delle primissime scelte dell’asse Galliani-Allegri: piace ad entrambi, porterebbe in dote un’enorme capacità di incidenza per lo meno in Serie A e avrebbe la fame di chi vorrebbe provare a chiudere la propria carriera con il gusto della vittoria. Ebbene, al sondaggio l’Udinese non ha risposto di no (pur senza ancora fare il prezzo). Se ne può parlare, così come Pozzo ne parlò (e concluse, sulla parola) con la Juventus meno di 24 mesi fa.

Questa volta il giocatore potrebbe avallare la cessione con meno remore, considerati gli interessi imprenditoriali che nutre su Milano e un ingaggio annuale superiore di almeno 1 milione netto rispetto a quanto percepisce in Friuli. Per inciso, all’Udinese piace molto l’idea di poter arrivare ad almeno la metà del cartellino di Alberto Paloschi (cartellino interamente di proprietà del Milan): l’attaccante è seguito da Andrea Carnevale e i suoi scout da almeno 3 stagioni e l’esperienza al Chievo è stata finalmente convincente.

Sia per Miccoli che per Di Natale si ragionerebbe su base biennale, ma è lampante che si tratta di due operazioni che si escludono a vicenda. O l’uno, o l’altro. Anche qualora dovessero partire a sorpresa sia Robinho che Cassano. Perché sulla agenda di Galliani resta annotata l’esigenza di una prima punta naturale, anche non di primissimo piano, profilo sul quale Allegri insiste e sul quale il tecnico livornese verrà in ogni caso accontentato.

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