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ESCLUSIVA - Pozzo vorrebbe trattenere il giocatore almeno fino al preliminare di Champions e l'Inter non vuole mollare Coutinho come contropartita tecnica.

“Il mio sogno? Ovviamente vorrei andare in una grande squadra e, se potessi, sceglierei l’Inter perché mi hanno sempre voluto e hanno già parlato con me”. Queste sono state le parole rilasciate, non più tardi di qualche giorno fa, da Mauricio Isla a una televisione del suo paese. Dichiarazioni chiare, nette e inequivocabili, seppure successivamente leggermente corrette dal suo agente.

Parole che testimoniano una volontà reciproca di volersi abbracciare dopo un lungo e vicendevole corteggiamento. C’è però un terzo incomodo da stanare prima di poter finalmente convolare a giuste nozze, il più ingombrante tra gli interlocutori di mercato: il patron Pozzo e la sua matta voglia di Champions League.

La trattativa tra le società è abbozzata ormai da mesi e non è stata minimamente inficiata dal grave infortunio al ginocchio che ha tenuto ai box il cileno nella seconda parte di stagione. Semmai, i nodi del contendere sono principalmente due: la Champions, appunto, e le contropartite tecniche.

La qualificazione dei friulani al preliminare agostano è stato un intoppo non previsto in casa Inter: dopo la sfortunata esperienza dell’anno scorso (eliminazione-beffa contro l’Arsenal), Pozzo non ha alcuna intenzione di sprecare un’altra occasione d’oro di incassi e profitti. E soprattutto non intende ripetere le cessioni che dodici mesi fa compromisero l’accesso al tabellone Champions, quando Sanchez, Inler e Zapata lasciarono il Friuli prima del confronto con i Gunners.

Ecco perché l’Udinese vorrebbe trattenere i suoi gioielli fino al preliminare, ed eventualmente cederli negli ultimi giorni d’agosto. Un ragionamento che, però, l’Inter non può condividere poiché significherebbe non poter utilizzare Isla nella prima fase di Europa League. Oltretutto con in testa lo spettro della figuraccia-Forlan rimediata la scorsa estate. Delle due l’una: o Stramaccioni si accontenta di utilizzare il cileno part-time per sei mesi, o Moratti sarà costretto ad accontentare in toto le richieste bianconere.

Se il prezzo è ragionevolmente fissato intorno ai 12-13 milioni, da valutare con attenzione c’è anche la questione contropartite tecniche, varie ed eventuali: nei giorni scorsi si era parlato di un possibile prestito di Coutinho. Difficile, se non impossibile. Vuoi perché il giovane brasiliano è in forte crescita nell’indice di gradimento nerazzurro, vuoi perché non è nella filosofia dei Pozzo valorizzare i giovani altrui.

Insomma, a Udine chiedono l’intero cartellino o, come minimo, la comproprietà del verdeoro. Ecco perché nella trattativa potrebbero essere inseriti altri ragazzi: il Faraoni di turno piuttosto che gli ancor più acerbi Bessa e Crisetig.

In ogni caso, ci sono altissime probabilità che Isla vesta di nerazzurro perché considerato, per duttilità, agonismo e intensità, l’ideale alter ego di capitan Zanetti. Il cileno, infatti, non verrà acquistato come erede di Maicon (come sostenuto da più parti) anche perché il brasiliano è incedibile, a scanso della classica offerta irrinunciabile e, statene certi, non è considerato merce di scambio per arrivare a De Jong (d’altra parte voi cedereste mai il miglior laterale destro del decennio per un onesto mediano con curriculum da karateka? Chiedere a Xabi Alonso e Ben Arfa per referenze).

Il fatto che Isla lascerà Udine è testimoniato anche dalle manovre friulane su un giocatore sconosciuto ai più, ma che farà parlare di sé nel prossimo futuro. Umberto Germano, classe ’92, scaricato dalla Juve un paio di stagioni fa e protagonista assoluto della sorprendente Pro Vercelli che contenderà al Carpi la promozione in serie B.

Il ragazzo è stato proposto e consigliato in maniera informale all’Inter, ma si sa, le grandi squadre raramente amano investire su prospetti del genere e così Branca e Ausilio non l’hanno nemmeno preso in considerazione. Al contrario di Atalanta, Parma e Udinese, appunto. Laterale destro di nascita, il suo attuale tecnico Braghin lo ha trasformato in centrocampista a tutto tondo, dalle spiccate doti in fase di inserimento. Guarda caso lo stesso percorso tattico di Mauricio Isla.

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