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ESCLUSIVA - Intervistato in Esclusiva da Goal.com Italia, Mauricio Pinilla ha parlato del suo ottimo finale di stagione al Cagliari, ma anche di futuro, di Nazionale, di regole...

Nelle pagelle di fine anno, l’autorevole Mario Sconcerti ha detto: “Se il Cagliari s’è salvato deve ringraziare l’arrivo di Pinilla”. Il centravanti cileno ha trovato una “seconda giovinezza” in Sardegna, dove si sta rilanciando alla grande e dove spera di poter fare ancora meglio il prossimo anno. Intervistato in Esclusiva da Goal.com Italia, l'attaccante si è raccontato.

Allora Mauricio, cos’è cambiato da Palermo a Cagliari?  “E’ cambiata l’isola! A parte gli scherzi, qui a Cagliari ho trovato una società e dei compagni che mi hanno dato subito fiducia. E’ stato tutto perfetto”.

Come ti sei ambientato in Sardegna?  “Mi sono ambientato benissimo, stabilendo un ottimo rapporto con i compagni di squadra e trovandomi bene in città. Non abbiamo avuto molto tempo per girare in quanto mia moglie ha avuto qualche piccolo problema durante la gravidanza, ma contiamo di rifarci non appena riprenderemo il nostro normale ritmo di vita”.

E quant’è cambiato il Pinilla che arrivò all’Inter da quello di oggi?Non so se sono cambiato, sicuramente sono maturato, cresciuto, ho vissute tante esperienze, anche negative, ma anche queste sono servite per arrivare al giocatore e all’uomo che sono adesso”.

Contro l'Inter sei stato protagonista di un'espulsione singolare. Facciamo un gioco: sfrutta Goal.com per fare un appello affinchè possa cambiare la regola che 'limita' le esultanze...E’ stato un episodio strano. Sono andato a festeggiare un gol insieme ai miei tifosi, non mi sarei mai aspettato di essere espulso per questo motivo: altre esultanze molto più sfrenate non sono state punite con nessun cartellino. Ma in fondo, nel calcio ci sta tutto, ho visto scene ben peggiori..di un’espulsione per eccessiva esultanza!”.

A Cagliari mi trovo benissimo: ho trovato una società e dei compagni che mi hanno subito dato fiducia. E' stato tutto perfetto.

- Mauricio Pinilla

I tifosi del Cagliari, da un ventennio, non fanno più cori rivolti ai giocatori. Ti dispiace questo? “Avranno i loro motivi per agire così. Per me l’importante è che stiano vicini alla squadra, che conta più dei singoli, e ci sostengano nei momenti di difficoltà, dandoci una mano a vincere le partite”.

Perchè hai dovuto girare mezzo mondo prima di tornare in Italia e ritagliarti un ruolo importante? “Come dicevo prima, ho dovuto vivere cose sia belle che brutte per arrivare al giocatore che sono ora. All’epoca ero giovane e immaturo, non mi vedevo come un professionista. Ad un certo punto mi sono reso conto che la mia vita era sempre stata il calcio ed è cambiato tutto in meglio”.

Senti che avresti potuto fare bene anche nell'Inter se avesse creduto più in te? “Penso di sì. Non sono riuscito a sfruttare la mia opportunità, ma nel calcio sono cose che succedono”.

Sei esploso tardi nel calcio che conta. Tornando indietro cambieresti qualcosa? “Niente perché tutto è utile nella vita. Sono le esperienze, negative e positive, che ti fanno crescere”.

Hai ancora un sogno da realizzare? “I sogni sono tanti. Mi mancano ancora tanti anni di carriera, spero di continuare così per realizzarli piano piano”.

Il calcio cileno è in crescita, sono fiducioso e spero di tornare in Nazionale. Vidal non mi ha sorpreso, Vargas dimostrerà il suo valore.

- Mauricio Pinilla

Se non avessi fatto carriera in Italia, in quale campionato avresti voluto giocare? Avevi/hai una squadra ideale in cui ti sarebbe piaciuto giocare? "No, perché sono felice in Italia. Se ho sbagliato qualcosa è stato di andare via mentre potevo continuare la carriera qui. Ho scelto di giocare in Spagna e Portogallo, non sono state buone esperienze, ho commesso un errore”.

Qual è l’obiettivo invece che vuoi raggiungere come calciatore in Italia? “Adesso penso al Cagliari. Tra poco inizierà il mercato. Qui sono felice, ho espresso il desiderio di rimanere, spero che la società mi riscatti. Vediamo quel che succede”.

Come vedi la Libertadores quest’anno? Chi è la tua favorita? “Faccio il tifo per l’Universidad de Chile, nella quale giocano tanti amici. E’ arrivata sino ai quarti di finale, speriamo che possa proseguire il cammino”.

Segui i campionati sudamericani? Quale in particolare e qual è la tua squadra preferita in Sudamerica? “Seguo il calcio sudamericano e in modo particolare ovviamente quello cileno. La mia squadra del cuore? La Nazionale del mio paese”.

La tua carriera in Nazionale è stata condizionata dagli infortuni: quanto ti dispiace questo? Ti sei posto un obiettivo in Nazionale adesso?Sono stato convocato un paio di volte anche negli ultimi anni. Ultimamente ho avuto qualche problema ma resto fiducioso: arriverà anche il mio momento”.

La rosa del Cile è fortissima: dove può arrivare secondo te la tua nazionale? C’è un giocatore cileno che consiglieresti alle italiane? “Il calcio cileno è migliorato tantissimo, ci sono tanti giocatori forti e spero che la Nazionale raggiunga la qualificazione per i Mondiali in Brasile. I migliori elementi militano in Italia e in Europa, ma anche in Cile ci sono tanti giovani di qualità. Non voglio fare nomi, ma all’Universidad diversi ragazzi di 17-18 anni fanno la differenza”.

Vidal ha avuto un impatto devastante nel nostro campionato: te l’aspettavi?  “Certamente. Lo conosco da tempo, aveva già dimostrato il suo valore in Germania, non c’era motivo di pensare che non si potesse ripetere in Italia. Anche in Cile e in Nazionale ha fatto vedere di dare qualcosa in più alle squadre dove gioca: è un elemento di sostanza, corre moltissimo ed è bravo tecnicamente”.

Ti sorprende invece vedere Edu Vargas così in difficoltà? I tifosi del Napoli sono preoccupati, cosa ti sentiresti di dire loro? “Anche Vargas è un grandissimo giocatore. Bisogna avere pazienza perché arriva da un calcio diverso, dove le difese sono più strette, anch’io ho incontrato parecchie difficoltà all’inizio. Non ho dubbi che l’anno prossimo dimostrerà il suo valore”.

Qual è, invece, la tua favorita per l’Europeo? “Difficile sceglierne una, è una competizione difficile, si giocano poche partite e hai solo 90 minuti per dimostrare il tuo valore. Vincerà la squadra più in forma nel periodo della manifestazione".

Il Brasile è la squadra più forte in assoluto e strafavorita per il mondiale in casa come tutti pensano o credi che qualche squadra possa darle fastidio? “Il Mondiale è come l’Europeo, non puoi sbagliare niente. Il Brasile è forte ma altre squadre possono far bene: la Spagna, la Germania, la Francia, lo stesso Cile. Io posso solo sperare di esserci e di vivere il Mondiale da protagonista in campo”.

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