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ESCLUSIVA - L’ex difensore rossonero: "Io lo conosco bene, era prevedibile non accettasse compromessi".

La decisione di Fabio Capello di lasciare la panchina della Nazionale inglese a pochi mesi dall’Europeo in Polonia e Ucraina ha sorpreso tanti, soprattutto la F.A., che non si aspettava una scelta così radicale da parte del tecnico friulano dopo aver conquistato la qualificazione alla fase finale della competizione continentale per nazioni. Goal.com ha intervistato in esclusiva Stefano Nava, ex difensore rossonero che con Capello in panchina si laureò campione d’Europa ad Atene nel 1994.

Stefano, come leggi la scelta di Capello di lasciare la Nazionale inglese a pochi mesi dall’Europeo? Io lo conosco bene, per questo dico che, pur non conoscendo nel dettaglio la situazione che si era venuta a creare con la F.A., se ha preso questa decisione c’erano le ragioni valide per farlo e ha fatto la cosa giusta. Capello è un uomo tutto d’un pezzo, che non sta ai compromessi e non si fa mettere di certo i piedi in testa da nessuno”.

Come vedi dunque il futuro dell’Inghilterra alla luce di queste dimissioni?
La situazione è senza dubbio difficile per la Nazionale dei Tre Leoni. C’era un progetto preciso ed è saltato a pochi metri dal porto. Sicuramente senza Capello l’Inghilterra perde molto, ma la responsabilità principale è soltanto della Federazione, che non si è dimostrata per niente elastica. È il solito discorso: gli inglesi pensano sempre di aver inventato tutto loro, di essere i ‘Maestri’ del calcio, e questo è il risultato”.

Credi che gli inglesi potranno puntare comunque al successo finale agli Europei la prossima estate? La vedo molto dura per gli inglesi. Noi italiani abbiamo tanti difetti ma anche un grande pregio: quello di unirci, di saperci compattare nei momenti di grande difficoltà, sia sportivi, e penso ai due titoli mondiali vinti, sia economici e sociali, dando proprio in queste circostanze il meglio di noi stessi. Vedremo se gli inglesi sapranno imitarci sotto questo punto di vista, ma non mi sembra che queste siano caratteristiche che fanno parte della loro mentalità”.

È già partito il toto-successore: chi pensi che sia il favorito a prendere le redini della Nazionale inglese? A parte Capello, che ha costituito un’eccezione, i britannici sono sempre stati portati a gestire internamente la Nazionale. Ora bisognerà vedere chi sarà disposto a prendersi la responsabilità così gravosa di guidare l’Inghilterra ai prossimi europei. Penso che non sarà facile per la Federazione convincere un allenatore di prima fascia. Sicuramente la miglior soluzione è rappresentata da Redknapp, ma credo che sia difficilmente praticabile. Non credo infatti che sia disposto a lasciare il Tottenham, squadra con la quale sta facendo molto bene, a meno che non gli permettano di tenere il doppio incarico di commissario tecnico e allenatore degli Spurs”.

L’addio di Capello rappresenta quindi, secondo te, una grave perdita per il calcio inglese. Ti chiedo: un eventuale suo ritorno potrebbe invece essere un valore aggiunto per il calcio italiano?Non so se Capello abbia voglia di rimettersi in gioco sulla panchina di un club italiano. Se comunque lo farà è un personaggio ‘pesante’, la sua presenza inevitabilmente si fa sentire sia sull’importanza del campionato sia anche a livello mediatico e giornalistico. Personalmente io devo molto a lui, come a mister Sacchi, per cui rivederlo qui in Italia non potrebbe che farmi grande piacere".

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