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Sono tante le analogie tra questa Inter e quella di 10 anni fa, griffata Zac: l'exploit in casa Juventus, le striscie positive di risultati e le grandi delusioni...

Chi pensava che a Siena si fosse toccato il punto più basso degli ultimi anni, purtroppo ha dovuto ricredersi domenica sera. Lo sgomento e la conseguente tristezza di chi ha assistito a Fiorentina-Inter sono ancora da smaltire. Quelli in maglia viola sembravano il Barcellona, mentre quelli vestiti di bianco una squadra di un paio di categorie inferiori.

E' tornato a galla nei tifosi interisti un senso di frustrazione come non si vedeva da parecchie stagioni, in un colpo solo i trionfi prima targati Mancini e poi Mourinho sono sembrati lontati anni luce, un po' come quando con un alone di tristezza si guardavano le immagini in bianco e nero delle vittorie in Coppa dei Campioni dell'Inter di Herrera.

Numeri alla mano la stagione in corso è paragonabile alla lunga parentesi di Alberto Zaccheroni, stagione 2003-2004, quando l'allenatore di Cesenatico venne chiamato per prendere il posto di Hector Cuper. 50 punti in 28 gare (media 1,785, campionato a 18 squadre) fu lo score di Zac, che alla fine valse il quarto posto (a distanza siderale dal Milan campione) e la qualificazione alla Champions League.

DAL 2003 AL 2013, IL CONFRONTO TRA DUE INTER
L'INTER 2003/04 DI ZAC
L'INTER 2012/13 DI STRAMA

28 PARTITE IN SERIE A 25
15 VITTORIE 13
5 PAREGGI 4
8 SCONFITTE 8
53 GOAL FATTI 40
32 GOAL SUBITI 33
4 POSIZIONE IN CLASSIFICA 5
1.78 MEDIA PUNTI 1.72

L'obiettivo di questa Inter è lo stesso, ma per centrarlo non basta arrivare quarti, bisogna salire di un gradino. Strama, dal canto suo, ha collezionato 43 punti in 25 giornate (media 1,72), rimane lì aggrappato alla zona Champions, ma non può di certo sorridere per le sconcertanti prove dei suoi, che negli ultimi 3 mesi hanno tenuto una media di poco superiore alla salvezza.

Sono due Inter profondamente diverse (i reduci sono solo due, capitan Zanetti e Stankovic), ma con in comune parecchie cose. Spulciando le rose troviamo giocatori che proprio da Inter non sono: allora i vari Okan, Farinos, Brechet, Karagounis, Pasquale, Helveg, Coco e van der Meyde. Ora Strama quando si gira in panchina in cerca di nuove soluzioni si trova gente come Rocchi, Silvestre, Alvarez, Jonathan, Mudingayi e Pereira.

Dai calciatori al campo, altra caratteristica che accomuna le due squadre la mancanza di continuità (fondamentale alzare al cielo i trofei) e i picchi di rendimento, sia in senso positivo che negativo.

Vieri e compagni alternavano strisce vincenti a momenti bui. Dopo il pareggio al debutto contro la Roma, Zac ha messo insieme 6 vittorie di fila (Chievo, Ancona, Reggina, Juventus, Perugia e Bologna), poi tra la 20a e la 25a giornata ha collezionato solo due pareggi e 4 sconfitte (con Udinese, Milan, Brescia e Roma), per poi infilare un filotto di 5 vittorie di fila a cavallo tra il 26° e il 30° turno. L'emblema dell'Inter di Stramaccioni sono le gare in trasferta: 10 successi tra campionato e coppa a inizio stagione, 8 sconfitte nelle ultime 9 trasferte il bilancio che sancisce la grande crisi.

UN SORRISO IN COMUNE: IL TRIONFO A CASA JUVENTUS
3-1 ALLA JUVE IL 30/11/03
3-1 ALLA JUVE IL 3/11/12


Entrando nel dettaglio delle gare, sia Zac che Strama hanno battuto la Juventus a Torino e con lo stesso punteggio. Il 3-1 del 29 novembre 2003 è maturato grazie alla doppietta di Cruz e al gol di Martins.

Il più recente, del 3 novembre 2012, ha visto come protagonista un altro argentino, Diego Milito, autore di una doppietta, spalleggiato dal connazionale Palacio. In quella stagione Zaccheroni diede scacco matto a Marcello Lippi anche nel ritorno, un 3-2 con timbri di Martins, Vieri e Stankovic. Pagherebbe di tasca sua Stramaccioni per ripetere l'exploit dell'attuale ct del Giappone.

Non riserva un buon ricordo, invece, il derby giocato sempre a febbraio, come quello di domenica (il 21 allora, ora il 24). L'Inter perse la stracittadina numero 257 per 3-2. Avanti 2-0 all'intervallo grazie alle reti di Stankovic e C. Zanetti, gli uomini di Zaccheroni non riuscirono a resistere alla forza d'urto rossonera che prima pareggiarono con Tomasson e Kakà, e trovarono poi il gol vittoria a cinque minuti dalla fine con Seedorf, il grande ex.

Ruolo che ora ricopre un certo Mario Balotelli, che già da settimane non fa dormire sonni tranquilli ai tifosi nerazzurri...

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