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La fase finale della Champions League è stata sempre il suo 'tallone d'Achille': stasera Ibra ha l'occasione buona per il riscatto!

Nonostante sia uno dei giocatori più talentuosi della sua generazione, l'attaccante del PSG, Zlatan Ibrahimovic, ha ancora un buon numero, indesiderato, di critici.

L'attaccante svedese, che è noto per la grande opinione che ha di sé stesso, vanta una serie di record che potrebbero far accrescere ulteriormente la sua autostima. Di Ibra si sa infatti soprattutto che ha vinto otto Scudetti consecutivi con squadre diverse in tre Paesi diversi, ma ha anche vinto per due volte il titolo di capocannoniere della Serie A e per tre volte è stato nominato miglior giocatore del campionato italiano. Inoltre è stato inserito per due volte nella squadra Uefa dell'anno, finendo in nomination ben cinque volte.

Alcuni critici mettono in discussione la sua capacità di brillare ed essere decisivo nelle grandi partite, con i suoi pochi goal nelle partite a eliminazione diretta della Champions League - o la sua assenza - utilizzati, soprattutto dai media inglesi, come elemento per ridimensionare il valore complessivo del giocatore.

LA STAGIONE DI IBRAHIMOVIC
21 Presenze in Ligue 1
21 Reti in Ligue 1
6 Le presenze in Champions
2 Le reti in Champions
101 Minuti per ogni goal
Il fatto di essere molto criticato in Inghilterra, dove ironizzano sui suoi pochi goal negli scontri a eliminazione diretta della Champions League, non deve essere sfuggito al giocatore svedese, che si è divertito a rifilare quattro goal, di cui uno con una spettacolare rovesciata, alla Nazionale dei Tre Leoni in un'amichevole internazionale giocatasi lo scorso novembre.

"Questo è il modo di giudicare che hanno gli inglesi. - ha detto Ibra dopo quella partita - Se segni contro di loro allora sei un buon giocatore, se non segni contro di loro allora non sei un buon giocatore".

Nel 2012 Ibra ha avuto modo di far ricredere parzialmente i critici. Contro l'Arsenal con la maglia del Milan il trentunenne è stato magnifico nel 4-0 rifilato ai Gunners in una delle sue migliori prestazioni degli ultimi anni. E l'unica rete messa a segno su calcio di rigore non rende onore alla splendida prova fornita dall'attaccante svedese in quella circostanza.

Poi venne Euro 2012, torneo nel quale Ibrahimovic sarebbe stato giudicato dall'Uefa come uno dei migliori attaccanti in circolazione, dato il meraviglioso goal segnato alla Francia, nonostante la sconfitta contro l'Inghilterra (che lo svedese avrebbe poi distrutto 5 mesi dopo) abbia determinato l'eliminazione della Svezia al primo turno del torneo.

Queste sue grandi prestazioni sul palcoscenico internazionale sono incontestabili, e anche il suo critico più feroce ha dovuto ammettere che l'attaccante ha giocato in quelle occasioni un calcio di livello assoluto.

Ma in passato, naturalmente, ci sono state anche grandi delusioni per Ibra. Cadde in una bruttissima prestazione con la Juventus contro l'Arsenal nel 2005-06, quando la Vecchia Signora non riuscì a perforare la difesa dei Gunners, mentre sarà sempre famoso per aver percorso meno metri di Victor Valdès nella semifinale persa dal Barcellona contro l'Inter nel 2010.

Ora però Ibrahimovic ha l'opportunità per mettere a tacere definitivamente i suoi detrattori. E' il faro del Paris Saint-Germain, il giocatore sui cui sono riposte le maggiori speranze della squadra francese. Ibra è la punta di diamante della squadra di Ancelotti, l'uomo su cui i parigini faranno maggior affidamento per vincere contro il Valencia. Il PSG può definirsi, in sostanza, la squadra di Ibra.

Questa grande considerazione nei suoi confronti ha però un prezzo: è nelle partite più difficili e più importanti che ci si aspetta da Ibrahimovic una risposta sul campo, in primo luogo in Champions League.

Finora lo svedese non ha deluso le attese: è in cima alla classifica degli assist (5) ed è andato in goal due volte in sei partite, mantenendo la media di una realizzazione ogni tre partite che ha caratterizzato più o meno tutta la sua carriera a questi livelli.

Ma ora è giunto il momento che Ibrahimovic dimostri una volta per tutte ciò di cui è capace anche nelle gare più importanti: se sarà lui la bocca da fuoco del PSG contro il Valencia, e riuscirà a portare avanti la squadra nella competizione, magari fino alla finalissima di Wembley, nessuno potrà più mettere in dubbio che ci troviamo di fronte a uno dei giocatori più forti del panorama mondiale.

Non conta che Ibrahimovic abbia precedentemente segnato in alcune delle gare più importanti a livello di club come il Clasico di Spagna o il derby di Milano, fin quando non dimostrerà a tutti le sue qualità in Champions League troverà sempre qualcuno pronto a metterlo in discussione.

E' giunta l'ora, per Ibra, di mettere definitivamente le cose a posto.

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