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A prescindere dal destino dell'uruguagio, i partenopei privilegiano le piste che conducono ai talenti del nostro campionato. Magari ripetendo quanto avvenuto col 'Matador'...

Giugno è lontano, ma i continui rumors relativi al futuro di Edinson Cavani costringono il Napoli a guardarsi già attorno per trovare l'eventuale erede del 'Matador'. Ma indipendentemente dalla cessione o dalla permanenza del bomber uruguagio all'ombra del Vesuvio, quello estivo sarà un calciomercato che per gli azzurri si preannuncia scintillante. Magari sulla falsariga dell'affare che ha portato la punta in Campania nel 2010 (al Palermo 17 milioni 'rateizzati', un autentico colpo visti i risultati ottenuti sul campo).

La filosofia tracciata dal club di Aurelio De Laurentiis, che dovrebbe rappresentare il 'leitmotiv' delle prossime strategie nella campagna acquisti/cessioni di un futuro neppure poi così lontano, appare chiara: si punterà su calciatori di prospettiva che già militano e dunque conoscono il campionato italiano.

I primi nomi sul taccuino del direttore sportivo Riccardo Bigon, per ciò che concerne il reparto avanzato, sono quelli di Mauro Icardi e Luis Muriel: entrambi giovani (rispettivamente classe '93 e '91), talentuosi e prototipo dell'attaccante moderno che ogni allenatore vorrebbe avere alle proprie dipendenze.

Il costo dei cartellini non è irrisorio (si parla di 10 milioni o poco più per l'argentino in forza alla Sampdoria e 15-20 per il colombiano dell'Udinese, ma entrambi percepirebbero un ingaggio in linea col tetto salariale imposto dai partenopei), fattore però secondario alla luce del potenziale ancora inespresso e nel contempo delle doti mostrate fin qui nel nostro calcio che farebbe rientrare in pieno i due sudamericani nei parametri del 'progetto DeLa'.

NAPOLI: CHI CON I MILIONI DI CAVANI?
Icardi Muriel
Nainggolan Benatia

Ipotizzando una cessione di Cavani, dei 63 milioni di tesoretto derivanti dalla clausola rescissoria del 'Matador', al Napoli resterebbe ancora un bel gruzzolo per rinforzare gli altri reparti. Non a caso, per il centrocampo già nelle ultime battute del mercato di gennaio gli azzurri le hanno provate tutte pur di arrivare a Radja Nainggolan. Anche in questo caso, trattasi di uno dei protagonisti della nostra Serie A già da un paio d'anni.

Il Cagliari ha sparato alto (15 milioni, ndr) e non se n'è fatto più nulla, ma proprio quando si pensava che l'affare sarebbe stato rimandato solo di sei mesi ecco venir fuori il 'De Laurentiis pensiero' alla chiusura delle trattative: "Abbiamo già bloccato un centrocampista più giovane e più forte per giugno".

Strategia per abbassare le pretese di Cellino o meno, memori dell'assalto dato in extremis da Bigon a Icardi nei minuti finali della sessione invernale (fallito, pare, solo perchè la trattativa è stata imbastita troppo vicina al 'gong') sorge spontaneo l'interrogativo secondo cui l'alternativa a Nainggolan possa essere il doriano Pedro Obiang. Classe 1992, ovvero quattro anni più giovane del belga e con un costo maggiormente accessibile.

C'è chi vocifera di un'intesa già trovata tra Napoli e Samp per il doppio approdo in azzurro del bomber 'prodigio' e del forte mediano spagnolo di origine equatoguineana, per quella che sarebbe un'operazione all'insegna del giusto 'mix' tra gioventù ed esperienza maturata nel calcio di casa nostra.

Identico discorso fatto per attacco e zona nevralgica, vale per la difesa: l'arrivo di Rolando ha rappresentato un'opportunità di mercato che gli azzurri non potevano farsi sfuggire, ma in cima alla lista c'è sempre quel Mehdi Benatia corteggiato da tempo. Erede naturale di Campagnaro (promesso sposo dell'Inter), il marocchino viene valutato tra i 12 e i 15 milioni e consentirebbe ai partenopei di collocare un ulteriore tassello di alto profilo nel pacchetto arretrato senza fare follie.

Inoltre, non vanno sottovalutate le piste Astori e Andreolli (quest'ultimo rilevabile a costo zero poichè in scadenza di contratto col Chievo), ulteriore conferma di come sia un Napoli sempre più attento a eventuali occasioni da cogliere per compiere investimenti su pedine già rodate e in grado di garantire un salto di qualità immediato. Con o senza Cavani.

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