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Gli azzurri non brillano mai quando non c'è una posta in palio reale: ad Amsterdam evitato il sesto ko di fila in un test. Un problema 'storico'...

Storicamente si sa che ai calciatori italiani le amichevoli sono un po’ indigeste. Spesso svogliati, con poca carica nervosa e con (a volte) la paura di farsi male, i match senza i tre punti in palio sono davvero una scocciatura. Se ne era accorto il leggendario Enzo Bearzot, che si presentò ai Mondiali di Spagna ’82 con un ruolino davvero poco invidiabile: due sconfitte (0-2 contro la Francia e 0-1 con la Germania dell’Est) e un pareggio (1-1 con la Svizzera).

A dire la verità anche la prima parte dell’avventura spagnola fu un calvario (con i pareggi con Polonia, Perù e Camerun), prima della trionfale cavalcata che sarebbe valsa il terzo mondiale della storia italiana. Non riuscì a vincere questa sorta di malcostume tutto italiano nemmeno Marcello Lippi, che si presentò al via della fase finale in Germania nel 2006 con due striminziti pareggi contro Svizzera (1-1) ed Ucraina (0-0). E’ ancora nelle mente di tutti noi come poi è andata a finire, con Fabio Cannavaro ad alzare la coppa del mondo sotto il cielo di Berlino.

Forse anche memore dei risultati dei suoi due illustri predecessori, ma soprattutto per averlo vissuto sulla propria pelle con lo splendido Europeo della scorsa estate, Cesare Prandelli non si è mai preoccupato più di troppo dei risultati negativi nei test amichevoli. Non c’è dubbio, però, come spiegato da Gigi Buffon al termine della sfida con l’Olanda, che qualche fastidio le tante sconfitte cominciava a darlo.

SOLO TRE VITTORIE IN 13 TEST
2010 - Italia-Costa d'Avorio 0-1
2010 - Romania-Italia 1-1
2011 - Germania-Italia 1-1
2011 - Ucraina-Italia 0-2
2011 - Italia-Irlanda 0-2
2011 - Italia-Spagna 2-1
2011 - Polonia-Italia 0-2
2011 - Italia-Uruguay 0-1
2012 - Italia-Stati Uniti 0-1
2012 - Italia-Russia 0-3
2012 - Inghilterra-Italia 2-1
2012 - Italia-Francia 1-2
2013 - Olanda-Italia 1-1
All’appuntamento con gli olandesi, la Nazionale si è presentata con un record negativo di cinque sconfitte consecutive in amichevole. La serie nera cominciò all’Olimpico di Roma la sera del 15 novembre 2011, quando un goal dell’uruguayano Sebastian Fernandez dopo appena 3’ regalò l’1-0 finale a Cavani e compagni. Una sconfitta che rovinò il debutto della maglia che poi sarebbe stata indossata agli Europei, ma soprattutto mise fine a un bel periodo, iniziato con il successo di Bari contro la Spagna e passato per la qualificazione europea in anticipo e la vittoria contro la Polonia.

Poco male si pensò, ma il trend non cambiò nemmeno a febbraio, quando a Marassi l’Italia si trovò di fronte gli Usa. Chiuso il 2011 con una sconfitta, anche il 2012 si aprì con una delusione. Mai gli azzurri avevano perso contro gli Usa, prima della rete di Dempsey che fissò lo 0-1 finale. Senza Balotelli e Osvaldo, vittime del codice etico, Prandelli fece alcuni esperimenti (ottimi Ogbonna e Borini, male Thiago Motta da trequartista), che non nascosero una manovra lenta e impacciata e un gioco quasi tutto in orizzontale.

Toccato il fondo? Macché…Tre mesi dopo, a pochi giorni dal debutto europeo contro la Spagna, l’Italia viene travolta senza se e senza ma dalla Russia, che rifila tre (salutari, con il senno di poi) sberloni a Buffon e compagni. Prandelli prende nota e capisce che così non si fa strada. Nasce dalla debacle contro i russi l’idea della difesa a tre che riesce a tenere a bada le Furie Rosse. E' il primo passo per una cavalcata inaspettata alla vigilia e per un sogno che si infrange contro Iniesta e compagni nella finale di Kiev.

Archiviato l'Europeo, a Ferragosto gli azzurri tornano in campo per un'amichevole di lusso a Berna contro l'Inghilterra, che 52 giorni prima avevamo fatto fuori dalla rassegna continentale. E' una squadra sperimentale, senza tanti reduci dall'avventura in Polonia ed Ucraina, ma lo è anche la compagine di Hodgson. E' il debutto azzurro (tra gli altri) per El Shaarawy e Verratti, rovinati dai gol di Jagielka e Defoe che ribaltano l'1-0 di De Rossi. Finisce 2-1 per gli inglesi, che tornano a batterci dopo 15 anni.

Da una rivale storica a un'altra, quando il 14 novembre a Parma arriva la Francia. Prandelli schiera lo stesso tridente visto ieri sera con l'Olanda (Candreva-Balotelli-El Shaarawy), il Faraone illude tutti con il primo gol con la maglia azzurra, poi Valbuena e Gomis gelano il Tardini. Finisce come con gli inglesi: è la quinta amichevole persa di fila.

Contro l'Olanda non arriva la sesta solo grazie a 10' finali di grande intensità. Prandelli è bravo a dare spazio a Osvaldo, Gilardino e Verratti nel corso della ripresa, cambi che scuotono gli azzurri fino all'80' mai pericolosi e salvati da un grande Buffon. L'italo-argentino sfiora il gol in tre occasioni e da una combinazione tra il talento del Psg e il bomber del Bologna arriva l'1-1 nel recupero che fa ammutolire l'Amsterdam Arena.

Un risultato bugiardo e che conferma ancora una volta l'allergia ai test amichevoli. D'altronde la prima di Prandelli fu una sconfitta (0-1 contro la Costa d'Avorio), analogo destino di Bearzot (1-2 con la Germania Ovest) e  Lippi (0-2 in Islanda). Se anche il tecnico di Orzinuovi avrà lo stesso epilogo mondiale, bisogna aspettare ancora un anno e mezzo per saperlo.

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