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Il centrocampista del Napoli è il migliore nei cinque campionati 'top' per assist forniti e goal realizzati. Tra i segreti degli azzurri la sua definitiva maturazione.

Dopo le sue prime 'alzate di cresta' nel 2007, in molti, a Napoli e fuori, lo paragonarono a Steven Gerrard e Frank Lampard, massimi esempi mondiali di come si possa interpretare il ruolo di centrocampista in modo totale. Oggi Marek Hamsik, ad appena 25 anni, può togliersi lo sfizio di guardarli dall'alto verso il basso.

Non in termini di palmares ed esperienza, chiaramente. Quei due hanno fatto la storia di Liverpool e Chelsea, vincendo in Inghilterra e in Europa, e con i trofei non si scherza. Il presente, però, è un'altra cosa. Ed è a forti tinte azzurre.

Marek Hamsik è l'altro mostro del Napoli che insidia la Juventus in vetta alla classifica di Serie A. Non c'è solo Edinson Cavani ad inanellare cifre spaventose di settimana in settimana, al San Paolo. In silenzio, come nel suo stile, anche lo slovacco sta lasciando un'impronta evidente sul campionato. Come nessuno, ma proprio nessuno, in Europa.

Prendendo in considerazione i centrocampisti dei primi cinque campionati europei, numeri alla mano Hamsik è nettamente il più decisivo. In questo campionato ha portato alla causa azzurra ben 9 goal e 13 assist, contributo che nessun altro può vantare in giro per il continente.

GOAL E ASSIST, NESSUNO
MEGLIO DI LUI IN EUROPA

  GOAL ASSIST TOT
Hamsik 9
13 22
Gerrard 7 10 17
Fabregas 6 11 17
Huszti 7 9 16
Cazorla 8 7 15
Fellaini 10 4 14
Diamanti 6 8 14
Gotze 7 6 13
Kroos 6 7 13
Iniesta 1 12 13
Fonte dati: Transfermarkt
E' la stagione della sua definitiva maturazione, quella del salto di qualità atteso a lungo, e invano, negli anni passati. Le reti non sono mai mancate, gli assist neanche. Era la sua attitudine ad isolarsi nei momenti decisivi a complicarne la consacrazione, la mancanza di continuità.

Proprio l'atteggiamento è cambiato negli ultimi mesi. Complice la partenza di Lavezzi, Marekiaro si è preso il proscenio. Senza il Pocho ad assumersi le responsabilità della manovra offensiva, è cambiato l'intero sistema di gioco del Napoli, adesso più corale. E Hamsik indossa alla perfezione i panni del direttore d'orchestra.

Alla capacità nell'inserimento che lo ha reso uno dei centrocampisti più prolifici d'Europa, adesso abbina la personalità di chi sa sempre farsi trovare nel vivo dell'azione, al posto giusto e nel momento giusto. Come un vero leader a tutto campo.

La giocata dell'1-0 contro il Catania, in questo senso, è emblematica, e racconta entrambi i volti del nuovo Hamsik. Prima riceve palla al limite dell'area e cambia gioco con una splendida apertura per Zuniga, poi, nel giro di qualche secondo, si fa trovare pronto sul secondo palo per raccogliere il cross dello stesso colombiano. La specialità della casa.

A Napoli si stanno gustando il miglior Hamsik della carriera. Uomo squadra, uomo ovunque, uomo decisivo. Un top player insomma, nel verso senso della parola. La scorsa estate, nei giorni della partenza di Lavezzi, si diceva sarebbe stata fondamentale la crescita dello slovacco, per sopperirne all'assenza. Un copione diventato puntualmente realtà.

Il merito, in parte, è anche di Mazzarri, che la scorsa estate ha lavorato su di lui con pochi semplici ritocchi sul piano tattico, sulla posizione, sul modo di stare in campo. "Dedicherei volentieri un intero capitolo del mio libro ad Hamsik - ha dichiarato il tecnico in una recente intervista -. E' un bravo ragazzo, la sua è una bellissima storia ed è un giocatore straordinario".

Lui, Marekiaro, continua per la sua strada, schivo, riservato, quasi pesce fuor d'acqua in quella Napoli che lo ha adottato come un figlio e che Hamsik sente ormai propria. Più di tutti, a volte, dà l'impressione di credere a quel sogno chiamato Scudetto. Lo dimostra assist dopo assist, goal dopo goal, sempre pettinandosi la cresta. La prima, quella vera. Diffidate dalle imitazioni...

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