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I bianconeri si augurano di voltare pagina dopo un mese complicato oltre le previsioni. Il raffronto con lo scorso campionato è deficitario, molteplici le cause.

Gennaio, mese infausto per la Juventus: non si può infatti sostenere che sia cominciato nel migliore dei modi il 2013 per i Campioni d’Italia che hanno collezionato complessivamente, negli ultimi 30 giorni, due vittorie, tre pareggi e due sconfitte, tra Serie A e Coppa Italia. Numeri non certo entusiasmanti per una squadra che, sino a poche settimane addietro, aveva suscitato entusiasmo ovunque, dall’Italia all’Europa. Proviamo a capire cosa sia successo.

Parlare di crisi tecnica è invero eccessivo, ma il mese appena concluso ha visto un’evidente involuzione della squadra bianconera in fatto di risultati. Probabilmente il tipo di preparazione è stato mirato per rendere al massimo nelle settimane in cui Pirlo e compagni avranno a che fare con la Champions League: scelta calcolata insomma, anche se non era certo nei programmi l’ultima serie di risultati.

Ma non è certo alle conseguenze di una determinata preparazione che possono essere attribuite le cause degli ultimi tempo poco prolifici in fatto di vittorie. Fattore determinate sono sicuramente le contemporanee assenze, negli ultimi tempi, dei vari Chiellini, Asamoah, Marchisio e Pirlo, che hanno influito pesantemente sulle sorti dei bianconeri.

In particolare l’asse sinistro del campo, da quando i titolari del caso sono venuti meno per motivi diversi (vedasi infortunio per Chiellini e Coppa d’Africa per Asamoah), ha subito un’involuzione che, a conti fatti, è risultata a tratti devastante. A turno - e dispiace puntare il dito contro i singoli - i vari De Ceglie e Peluso hanno commesso errori grossolani che sono costati caro alla Juventus: basti pensare ai due match di Coppa Italia contro la Lazio quando, all’andata il valdostano ed al ritorno l’ex atalantino, hanno avuto un peso specifico decisivo nei risultati finali.

La condizione di alcuni uomini è tra l’altro precaria: da Isla che ha assunto tutte le sembianze di un oggetto misterioso, neppure lontano parente di quello ammirato contro l’Udinese, agli attaccanti, il cui problema col goal è oramai diventato di estrema gravità. Urge rimediare, e sarebbe stato opportuno farlo anche in quello che Marotta chiama mercato di riparazione: questo non è però avvenuto nella misura in cui andava fatto, e difficilmente Anelka sarà cura a tutti mali. I problemi ci sono e vanno risolti, anche se è corretto puntualizzare come, pareggi e sconfitte, siano spesso maturati per errori individuali o scadente precisione sotto porta.

LA JUVE A GENNAIO: RENDIMENTI A CONFRONTO (IN SERIE A)
LA JUVE A GENNAIO 2012 LA JUVE A GENNAIO 2013
8/1 - Lecce-Juventus 0-1
15/1 - Juventus-Cagliari 1-1
21/1 - Atalanta-Juventus 0-2
28/1 - Juventus-Udinese 2-1
6/1 - Juventus-Sampdoria 1-2
13/1 - Parma-Juventus 1-1
19/1 - Juventus-Udinese 4-0
26/1 - Juventus-Genoa 1-1

Come già detto, nelle sette partite disputate – quattro di campionato e tre di Coppa Italia -, la Juventus ha collezionato due vittorie, tre pareggi e due sconfitte. Il gennaio dello scorso anno, invece, ha visto i bianconeri portare a casa quattro vittorie, un pareggio e neppure l’ombra di una sconfitta: decisamente un altro passo, a distanza di 12 mesi. A cosa è dovuta tanta differenza?

Principalmente, confrontando le varie formazioni mandate in campo da Conte, risalta come la Juventus, la stagione passata, di questi tempi abbia quasi sempre visto in azione, sul terreno di gioco, i titolari o comunque gli uomini più in forma. Altro elemento interessante è notare come, nel gennaio del 2012, l’allenatore pugliese abbia puntato quasi esclusivamente sul 4-3-3. Ciò non vuole affatto sminuire il 3-5-2 con cui la Juventus ha giocato gran parte del primo semestre del 2012, andando anche a vincere il tricolore, ma vuole evidenziare come un ritorno al passato, magari solo parziale e temporaneo, possa essere soluzione da tenere presente, in attesa del ritorno di alcuni uomini chiave.

Altro dato molto significativo è quello relativo al numero dei goal fatti e subiti: dopo un rapido calcolo, viene fuori che nel gennaio del 2012 di reti ne sono state segnate 9 e subite appena 2; nel gennaio dell’anno corrente, di contro, il rapporto è di 11 goal all’attivo e ben 8 al passivo. Numeri che fanno impressione spiegabili, probabilmente, anche e soprattutto con l’attuale assenza di Chiellini che, infortunatosi in un momento di forma splendida, ha contribuito a creare un vuoto che, a turno, i vari sostituti non hanno saputo colmare a dovere.

E’ curioso constatare come, dal rientro in panchina di Antonio Conte, datato 9 dicembre 2012, ad oggi, la Juventus abbia avuto un calo di rendimento. Se andiamo a confrontare la media punti dei bianconeri sotto le tre guide tecniche da bordocampo che si sono date il cambio in campionato, vediamo che Carrera ha dalla sua una media punti di 2,71 a partite, frutto di sei vittorie ed un pari, mentre Antonio Conte è fermo a quota 2 punti a partita, proprio come Angelo Alessio.

Ovviamente il dato in questione è meramente statistico e non vuole assolutamente mettere sotto accusa l’allenatore pugliese, principale artefice della rinascita della Juventus: trattasi di pura coincidenza e come tale la consideriamo.

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