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Le squadre italiane arrancano e sono meno competitive sul mercato, colpa delle entrate inferiori rispetto ai top club europei nei rispettivi impianti.

Il potere economico dei club italiani è crollato negli ultimi anni. Colpa della crisi economica che ha coinvolto il nostro paese, ma non solo. I dati forniti dalla Deloitte evidenziano numeri importanti e differenze sostanziali dalle squadre degli altri paesi. Le squadre italiane vivono grazie ai diritti televisivi. Mentre all’estero le entrate sono sostanzialmente bilanciate fra diritti tv, merchandising e incassi al botteghino.

Il Milan, la squadra più ricca in Italia, è la quarta squadra per ricavi derivanti dai diritti televisivi, ma l’ottava nella classifica dei più ricchi. I rossoneri guadagnano 126 milioni di euro dalle TV (non solo la cessione dei diritti TV per la Serie A ma anche i ricavi dalla Champions), solo 2 meno del Manchester United ma oltre 40 in più del Bayern Monaco. Peccato che i tedeschi in totale fatturino 368 milioni di euro contro i 256 del Milan, quindi 112 più del più ricco club italiano. I 40% dei ricavi del Milan derivano dalla TV, addirittura il 60% di quelli dell’Inter mentre il Bayern il 22% e il Manchester il 33%.

Il Chelsea ha uno stadio con la capacità pari alla metà di San Siro eppure fattura il triplo
Le squadre italiane arrancano e sono meno competitive sul mercato, colpa delle entrate inferiori rispetto ai top club europei. Prima i vari Moratti e Berlusconi investivano di tasca propria adesso con la crisi i club devono autofinanziarsi. Ma la situazione italiana è negativa. In passato ci si è affidati esclusivamente ai ricavi dalle cessioni dei diritti televisivi. Ma questo non può bastare e il resto d’Europa lo dimostra. Il Milan ricava appena 33,8 milioni di euro dai biglietti per le partite, l’Arsenal 117. Il Chelsea ha uno stadio con la capacità pari alla metà di San Siro eppure il club londinese genera il triplo dei ricavi dal botteghino rispetto al Milan. Dei primi 14 club più ricchi solo il Borussia Dortmund ha meno utili dalla vendita dei biglietti.

Un dato che vale per tutti i club italiani, i ricavi dagli stadi sono bassissimi. In media le entrate dagli stadi corrispondono appena al 13% dei guadagni totali mentre per fare un esempio i club inglesi viaggiano su una media del 30%. Una differenza abissale. Colpa degli stadi italiani poco ospitali. Colpa degli stadi non di proprietà. Non è un caso che la Juventus quest’anno abbia triplicato le entrare provenienti dalla vendita dei biglietti. Il confort è la visibilità in un impianto moderno rendono lo spettacolo della partita decisamente migliore. Ma lo stadio di proprietà fornisce altri benefit, infatti la Juventus ha incrementato il proprio merchandising grazie ai negozi presenti nel nuovo impianto.

La Juve ha già tratto beneficio dal nuovo stadio, fondamentale
per stare al passo con l'Europa
Punti vendita che restano aperti tutta la settimana essendo di proprietà. Questo ha consentito al club di guadagnare il 36% in più rispetto alla passata stagione dalla vendita dei materiale ufficiale. Quindi la conferma che lo stadio di proprietà aiuterebbe non solo aumentando il numero di biglietti venduti ma incrementando anche il merchandising. Altro punto debole dei club italiani. In realtà il Milan è quello che si difende meglio. Avendo un ricavo maggiore o pari ai club inglesi ma inferiori a Real Madrid e Barcellona.

I rossoneri hanno trovato la via, riuscendo a ricavare quasi il doppio (96,8 contro i 50) dell’Inter. Merito degli sponsor sempre più internazionali del Milan che le consentono di avere accordi commerciali molto favorevoli. Ma questo non può bastare per reggere il confronto con i big d’Europa. Il passaggio da fare è lo stadio di proprietà per non perdere ulteriore terreno. Le squadre italiane si devono attrezzare il prima possibile, solo la Juve adesso ha le carte in regola per competere con i top club europei, le altre si devono sbrigare per evitare che il gap diventi incolmabile.

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