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I bianconeri valutano l'investimento per l'ivoriano, desideroso di cambiare aria. Ma vale davvero la pena investire su di lui in questo mercato di gennaio?

L'inopinata sconfitta interna, maturata il giorno della Befana contro la Sampdoria, ha solamente confermato ciò che da ormai da più di un anno è sotto gli occhi di tutti: la Juventus capace di regalarsi uno Scudetto inaspettato e di conquistare la qualificazione agli ottavi di Champions ai danni dei Campioni d'Europa in carica del Chelsea ha una falla che, se non tappata in tempo, rischia di mandare in frantumi i sogni bianconeri.

Le molte occasioni da goal costruite nel match di domenica pomeriggio con i blucerchiati, e puntualmente sprecate dai vari Giovinco, Matri e Vucinic, ne sono l'ennesima prova: se davvero la Juve punta al bis tricolore, e sogna l'impresa in Champions League, urge intervenire pesantemente sul mercato per regalare a Conte un bomber da venti goal a stagione, capace di risolvere i match più intricati.

Non sempre si può vincere e convincere, e in giornate decisamente opache come quella vissuta dai bianconeri contro la Samp, sarebbe fondamentale poter contare su un attaccante d'area abile a buttare dentro almeno una delle occasioni che la Juve riesce a produrre anche nelle sue giornate peggiori.

Marotta d'altronde, solo pochi giorni fa, lo ha ammesso candidamente, la Vecchia Signora un sogno ce l'ha, ed ha le fattezze possenti di Didier Drogba, tornato prepotentemente nome caldo del mercato bianconero dopo l'ultima proposta fatta pervenire all'ivoriano dall'amministratore delegato della Juventus. Ma può davvero essere l'ex Blues l'uomo giusto per una macchina dai meccanismi ben oliati come quella guidata da Antonio Conte?

I PRO

 - ESPERIENZA CHAMPIONS
L'acquisto di Drogba di certo assicurerebbe ai bianconeri un importante salto di qualità del proprio reparto offensivo, soprattutto in ottica Champions League. L'ivoriano l'anno scorso ha praticamente vinto da solo la Coppa tanto anelata dalle parti di corso Galileo Ferraris, trascinando sulle proprie spalle il Chelsea di Di Matteo. Ovvio dunque che, la consuetudine di Drogba nel calcare certi palcoscenici, potrebbe assicurare alla truppa di Conte un mix di talento ed esperienza, miscela decisamente esplosiva in vista della fase ad eliminazione diretta che attende la Juve nella massima competezione continentale per club.

- FINALIZZATORE PURO
L'ivoriano è proprio l'uomo che manca a questa Juventus, pochi fronzoli e tanta sostanza. Fisico statuario, bravo sulle palle alte ma, soprattutto, capace di trasformare in goal anche i palloni sporchi che piovono abitualmente nelle aree di rigore avversarie. Insomma, bel calcio sì, ma con in mente un unico obiettivo: il goal. Obiettivo che troppo spesso gli avanti bianconeri, dopo aver ricamato splendide azioni palla a terra, falliscono miseramente arrivati a tu per tu col portiere.

- MANCANZA DI ALTERNATIVE
La Juve insegue ormai da mesi il famoso top player d'attacco, ma i prezzi fuori portata e la folle concorrenza sui nomi più altisonanti del mercato, hanno fin quì fatto sì che i bianconeri fallissero puntualmente gli obiettivi prefissati. Drogba rappresenta l'unico attaccante realisticamente capace di alterare gli equilibri del reparto offensivo della Juve, stanti le resistenze dell'Athletic Bilbao nel liberare immediatamente Llorente, bloccato per giugno. L'ora del 'comprare tanto per comprare' sembra definitivamente abbandonata, e le piste legate ai nomi dei vari Gabbiadini e Borriello di certo non affascinano molti dalle parti di Vinovo.

I CONTRO
 
- COSTI ECCESSIVI
L'operazione-Drogba poco si sposa con la ferrea intenzione di calmierare il monte ingaggi. L'ivoriano, che attualmente a Shanghai percepisce la bellezza di dieci milioni netti a stagione, non intende lasciare la Cina per un tozzo di pane. E l'offerta messa sul piatto dell'attaccante da Marotta, pronto a corrispondergli tre milioni per i prossimi sei mesi, pare sostanzialmente ai limiti del possibile per una società quotata in Borsa e alle prese con il diktat Uefa relativo al fair play finanziario.

- SEI MESI DI 'CALCIO MINORE'

I sei mesi trascorsi da Drogba  nella gabbia dorata in terra cinese potrebbero averne appannato le doti da gladiatore, doti esaltate nella trionfale cavalcata Champions vissuta in Blues nella scorsa stagione. La Juve, che conta di poter disporre di un uomo capace di regalarle il decisivo salto di qualità, dovrà dunque tenere a mente come il periodo vissuto ai margini del calcio che conta rischi seriamente di aver arrugginito i muscoli del gigante ivoriano.

- INTOPPO COPPA D'AFRICA

L'impegno che attende la Costa d'Avorio terrà Drogba impegnato in Coppa d'Africa per tutto il mese di gennaio e, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe ritardare il suo arrivo a Vinovo fino a febbraio inoltrato. Se da un lato la competizione darà l'opportunita all'ivoriano di togliersi di dosso le ragnatele del periodo a Shangai, dall'altro rischia di consegnare il giocatore praticamente fuori tempo massimo, a sole poche settimane dall'impegno di Champions League contro il Celtic. Conte avrebbe davvero il tempo di inserire il bomber africano negli oliati meccanismi bianconeri in così breve tempo?

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