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Un 2012 fatto di alti e bassi per il Milan di Allegri, con l'addio dei senatori e le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva, in una squadra che ha iniziato la sua rifondazione.

Il 2012 che sta per terminare non è stato sicuramente uno dei migliori anni per il Milan, che prima si è visto scucire il tricolore dalla Juventus e poi ha dovuto subire quella che a tutti gli effetti è una totale rifondazione, con cessioni illustri e addii di senatori che hanno segnato un'epoca.

E' stato però anche l'anno della nascita di nuovi protagonisti, come l'esplosione di Stephan El Shaarawy e l'arrivo di Riccardo Montolivo, dai quali il 'Diavolo' dovrà per forza ricostruire un nuovo ciclo, per tornare ad essere protagonista in Italia e in Europa.

                                   DA RICORDARE

MILAN-ARSENAL 4-0

Arriva febbraio ed è tempo di fare sul serio: la Champions League è pronta a dare i suoi verdetti, per stabilire quali squadre potranno salire sul tetto d'Europa. Il Milan arriva in gran forma all'appuntamento contro la squadra londinese, sotto una cornice di pubblico da brividi. I rossoneri partono forte ed è subito chiara l'impostazione della partita: i ragazzi di Allegri, dopo tre eliminazioni di fila ad opera delle squadre inglesi, vogliono mostrare gli artigli ed invertire la tendenza.

Il reparto offensivo gira a meraviglia: Boateng, recuperato in extremis da un brutto infortunio, graffia subito e infila il vantaggio con un gran destro. Poco dopo un ispiratissimo Robinho incanala il match sui giusti binari, per poi ripetersi ancora ad inizio ripresa. Ma il 'Diavolo' non si ferma e approfitta del momento di sbandamento avversario per incrementare il vantaggio, in vista del ritorno: ed è così che Ibrahimovic si procura e trasforma il rigore del poker definitivo. Al ritorno poi l'Arsenal spaventerà i rossoneri sfiorando un'incredibile rimonta, ma la banda di Allegri approderà ai quarti di finale, dove troverà i marziani del Barcellona.

L'ADDIO DEI SENATORI

Il 13 maggio 2012 sarà ricordato da tutti i tifosi milanisti come la fine di un'era. In occasione dell'ultima partita della stagione a San Siro ben quattro senatori salutano il pubblico rossonero e annunciano il proprio addio al 'Diavolo'. Nesta, Gattuso, Seedorf e Inzaghi, quattro giocatori che hanno segnato una decade nel club più titolato al mondo.

Il match con il Siena finisce 2-1 e a deciderlo allo scadere è, neanche a farci apposta, 'Superpippo' Inzaghi, su assist di Seedorf. La conclusione più bella e più giusta di una carriera esemplare, fortificata dall'incredibile affetto del popolo rossonero. Il saluto di 'San Siro' a fine match è da pelle d'oca, con i quattro monumenti che a stento trattengono le lacrime, per poi lasciarsi andare definitivamente in un pianto che coinvolge l'intero calcio italiano. Si uniscono alla commozione e ai saluti anche Zambrotta e Van Bommel, nonostante la minore permaneneza in maglia rossonera.

ARRIVA MONTOLIVO A COSTO ZERO

La dirigenza rossonera, nonostante le risicate risorse economiche messe a disposizione dalla presidenza, riesce ancora una volta a stupire tutti. Riccardo Montolivo approda al Milan in estate e arriva a parametro zero. L'ex capitano della Fiorentina era già stato bloccato a gennaio dai rossoneri, che avevano trovato l'accordo in vista della scadenza del contratto.

Inizialmente sottovalutato, l'innesto di Montolivo nel centrocampo del Milan produce effetti benefici nell'immediato. Un reparto che, con la perdita di Pirlo e Seedorf, aveva fin troppo bisogno di qualità.
Dopo un grande europeo disputato con la maglia azzurra, le quotazioni dell'ex viola aumentano a dismisura, fino a consacrarlo come pilastro inamovibile della mediana rossonera.

L'ESPLOSIONE DI EL SHAARAWY

La rifondazione del Milan, cominciata con gli addii dei vari senatori e culminata con le illustri cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic, porta anche conseguenze positive. I tifosi del 'Diavolo' possono infatti consolarsi vedendo nascere una nuova stella nel firmamento rossonero: tra le mille difficoltà il 'Faraone' El Shaarawy emerge in modo esponenziale, sfoderando prestazioni sempre più convincenti
ed imponendosi come colonna portante dell'intero reparto offensivo.

I numeri sono impressionanti: neanche Messi, Del Piero e Totti avevano fatto meglio di lui alla sua età. I paragoni iniziano dunque a sprecarsi in ogni sede, con la sensazione di avere tra le mani un piccolo gioiello, che in futuro potrebbe tramutarsi in un enorme patrimonio dell'intero calcio italiano. Il ridimensionamento del Milan porta dunque anche qualche significativo beneficio, perchè siamo abbastanza sicuri che con l'ingombrante presenza di Ibra accanto, il piccolo 'Faraone' avrebbe fatto molta più difficoltà a spiccare il volo.

AVANTI IN CHAMPIONS, NONOSTANTE TUTTO

Nonostante la rivoluzione tecnico-tattica, nonostante i numerosi addii e le pesanti partenze, nonostante la fine di un ciclo e l'oggettivo ridimensionamento qualitativo, il Milan riesce ad approdare anche nella nuova stagione agli ottavi di Champions League. Complice anche un girone di qualificazione tutt'altro che proibitivo, gli uomini di Allegri riescono a sopperire alle difficoltà di inizio stagione.

A conferma di un dna nettamente predisposto al contesto europeo, i rossoneri riescono ad agguantare la qualificazione agli ottavi arrivando al secondo posto, dietro al lanciatissimo Malaga. L'inizio della stagione 2012/2013 va registrato come uno dei momenti più travagliati dell'era Berlusconi, ma il 'Diavolo' riesce comunque nell'impresa di evitare la figuraccia in Europa, eliminando un avversario ostico come lo Zenit di Spalletti. L'urna però si rivela ancora una volta molto severa per il Milan, che nell'anno nuovo dovrà affrontare ancora una volta i maestri del Barcellona.

                                  DA DIMENTICARE

GOAL FANTASMA DI MUNTARI, BUFERA DI POLEMICHE

E' il 25 febbraio e a San Siro va in scena il big match tra Milan e Juventus, decisivo per la volata scudetto. Dopo il vantaggio iniziale di Nocerino, Muntari colpisce di testa e la palla oltrepassa abbondantemente la linea di porta, ma nè il guardalinee nè l'arbitro assegnano la rete, con le conseguenti feroci proteste dei giocatori rossoneri.

Da quel preciso istante le polemiche si alzeranno in un vortice che metterà sotto accusa l'intero sistema arbitrale, con le due società che si renderanno protagoniste di un'interminabile battaglia mediatica, costellata da continue provocazioni e frecciatine. La pace tornerà soltanto alcuni mesi dopo, ma l'episodio rimarrà indelebile, come una ferita che stenta a rimarginarsi nelle menti di tutto l'ambiente rossonero.

BARçA TROPPO FORTE, ADDIO ALLA CHAMPIONS
 
E' il 28 marzo e arrivano i quarti di finale di Champions League: il Milan affronta i marziani del Barcellona in un San Siro gremito, con l'atmosfera dei grandi appuntamenti europei. Allegri deve fare i conti con i soliti infortuni, ma il 'Diavolo' sfodera una prestazione fatta di grinta e grande pressing, che mette in notevole difficoltà gli abilissimi palleggiatori blaugrana. La difesa rossonera resta concentrata fino alla fine e riesce a restare imbattuta contro gli assalti di Messi e compagni: finisce dunque 0-0 e appuntamento rimandato al Camp Nou.

A Barcellona, nel match di ritorno, il Milan esce dalla massima competizione europea, ma lo fa a testa alta. I rossoneri impostano la partita sulla difesa con veloci ripartenze, ma i blaugrana passano subito in vantaggio su rigore, perfettamente trasformato da Messi. Proprio da un contropiede però arriva a sorpresa il pareggio di Nocerino, che significherebbe qualificazione. Ma l'arbitro Kuipers concede un altro rigore, stavolta molto dubbio, ai padroni di casa, che si riportano avanti sempre con Messi. La decisione arbitrale si rivela decisiva nel morale dei ragazzi di Allegri, che non riescono più a reagire e incassano anche il terzo goal da Iniesta. Il 'Diavolo' esce così dalla Champions contro un avversario superiore, ma tra mille polemiche.

GIOIELLI IN VENDITA: VIA THIAGO E IBRA

L'estate 2012 sarà ricordata dai tifosi come una delle peggiori sessioni di calciomercato della storia recente del Milan. La crisi economica si abbatte sulla società rossonera che, decisa a risanare il bilancio, decide di vendere i due pezzi pregiati della rosa: Ibrahimovic e Thiago Silva. L'acquirente è lo sceicco del Paris Saint Germain, che concede così un'ampia boccata d'ossigeno alle casse del club di Silvio Berlusconi. 

L'intero ambiente viene inevitabilmente scosso ed è subito netta la sensazione di ridimensionamento. Il mercato in entrata poi non porterà sostituti dello stesso livello, lasciando l'intera tifoseria in preda allo sgomento.

ANNO ZERO, PARTENZA IN SALITA

La stagione 2012/2013 è considerata da tutti i membri dello staff rossonero come la stagione della ripartenza, l'anno zero. Gli addii dei vari senatori sono arrivati in concomitanza con le cessioni di giocatori importanti, di veri pilastri della rosa milanista. Allegri è costretto dunque a ricominciare da capo: una rosa qualitativamente ridotta, senza più certezze e con un sistema di gioco totalmente da reinventare.

Le ripercussioni sul campo sono impietose: il Milan comincia il suo campionato come peggio sarebbe difficile immaginare, collezionando solamente 7 punti in 7 partite. L'inizio da incubo mette immediatamente fuori i rossoneri dalle ambizioni tricolori, con il rischio di vedere compromessa anche la rincorsa ad un posto nell'Europa che conta. In molti si chiederanno poi se questa potrebbe essere la peggior annata dell'era Berlusconi.

NERVI TESI, LITE INZAGHI-ALLEGRI

E' il 20 settembre e il Milan stenta a decollare in campionato: i risultati negativi si accumulano ad un mercato estivo troppo deludente. E si sa che quando le cose vanno male i nervi saltano. Allegri viene messo costantemente sulla graticola e comincia ad aleggiare il nome di Pippo Inzaghi per la panchina rossonera, dopo che l'ex bomber rossonero è nel frattempo diventato ct degli Allievi Nazionali.

Così il buon Max decide di far visita al Settore Giovanile: ma quello che doveva essere un tranquillo incontro tra mister ed ex giocatore, si rivela un acceso scambio di parole forti. Le versioni riportate sono molte, le verità accertate poche. Alla fine Galliani minimizzerà il tutto alla stampa, ma una cosa è certa: l'ambiente rossonero non è dei più tranquilli.

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