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Un 2012 denso di soddisfazioni per i bianconeri, capaci di vincere Scudetto e Supercoppa Italiana e di conquistare il record di punti nell'anno solare. Ripercorriamo l'annata.

Il 2012 che sta per andare in archivio è stato indubbiamente l'anno della rinascita per la Juventus, capace di vincere due 'tituli', Scudetto e Supercoppa Italiana, e di chiudere al primo posto il proprio, impegnativo girone di Champions League.

E' stato anche l'ultimo anno di una leggenda come Alex Del Piero con la maglia bianconera, mentre a novembre, dopo la bellezza di 49 partite, è 'caduto' lo Stadium sotto i colpi dell'Inter. Insomma, non son mancati anche i momenti meno lieti, ma tutto sommato poca roba rispetto alle enormi soddisfazioni vissute dal popolo bianconero in questi mesi. Riviviamo tutto in questo speciale che ripercorre il 2012 di casa Juve.


                                   DA RICORDARE

SCUDETTO: E SONO 28... (O 30?)

23 vittorie, 15 pareggi e nessuna sconfitta. La Vecchia Signora torna sul trono d'Italia al termine di una cavalcata entusiasmante e senza macchie. Lo fa soprattutto grazie ad una super difesa, la migliore del torneo con soli 20 goal al passivo. E che dire di un Pirlo che tutto il mondo le invidia, di due interni-goleador come Marchisio e Vidal e della classe, intermittente ma a tratti quasi abbagliante, di un genio come Vucinic.

Una squadra, insomma, completa, cattiva come vuole mister Conte, che conquista sul neutro di Trieste il 28esimo tricolore della storia Juve. Certo, per il popolo bianconero sarebbe il 30esimo, perchè i fatti di Calciopoli bruciano ancora e nessuno vuole scendere a compromessi col passato. Ma tant'è, meglio pensare a gioire. Per una squadra che è tornata Regina dopo due settimi posti consecutivi: mica facile.

ITALJUVE IN POLONIA E UCRAINA

L'Italia di Prandelli, contro tutti i pronostici o quasi, conquista la finale degli Europei, dove si arrende mestamente ad una Spagna apparsa troppo superiore. A Kiev non c'è partita, le Furie Rosse dominano e vincono 4 a 0. Sarà l'unica amarezza, però, di un torneo giocato in maniera superlativa da un po' tutta la truppa bianconera a disposizione del ct: sette elementi, più quel Giovinco a metà col Parma che a breve farà ritorno alla casa madre.

La palma del migliore, ad ogni modo, andrà di diritto ad Andrea Pirlo, che stupirà l'Europa intera da par suo. 6 presenze, tutte da titolare indiscusso, nella metà delle quali verrà nominato dall'Uefa 'man of the match'. Le sue perle? L'assist per Di Natale nel match d'esordio con la Spagna, la punizione del provvisorio 1 a 0 alla Croazia, ma soprattutto il fantastico cucchiaio con cui dal dischetto spiazza Hart nel match dei quarti contro l'Inghilterra: applausi per il magico Andrea.

FESTA A PECHINO

In Cina va in scena l'attesa rivincita della Juve. Dopo aver perso la Coppa Italia a maggio, la Juve si vendica del Napoli prendendosi la Supercoppa Italiana. I bianconeri si impongono ai supplementari per 4 a 2, al termine di un match di cui si ricorderanno a lungo soprattutto le roventi polemiche. Mazzoleni e i suoi collaboratori ne combineranno di tutti i colori, scontentando soprattutto la formazione azzurra, che deciderà addirittura, con un gesto abbastanza discutibile, di disertare la cerimonia di premiazione.

Forse non è la miglior Juve, quella versione cinese, ma è la solita Juve che ci crede fino alla fine, più degli avversari. Decisive, va detto, le due espulsioni di Pandev e Zuniga nel finale di gara, che spianano la strada al gruppo Conte nei supplementari, quando arriveranno i goal del sorpasso (autorete di Maggio e Vucinic). Il trofeo viene dedicato proprio ad Antonio Conte (squalificato per i fatti di Scommessopoli), come spiegato dal 'supplente' Carrera a fine partita. E sulle polemiche arbitrali Marotta preferisce glissare: “La partita è stata diretta da tre arbitri e due guardalinee, più di così...”.


LA SIGNORA PRIMEGGIA ANCHE IN EUROPA

La serata perfetta. E' quella che la Juventus si 'regala' contro il Chelsea campione d'Europa, battuto per 3 a 0 a Torino. E' il 20 novembre, penultima giornata del gruppo E di Champions League: i bianconeri sono costretti a fare risultato e si prendono i tre punti nella maniera migliore, disputando una partita impeccabile per qualità ed intensità di gioco. Blues tramortiti con tre reti, siglate da Quagliarella, Vidal e Giovinco (i primi due segnarono anche all'andata).

E' un urlo da leone, che testimonia davanti a tutta Europa che la grande Juve è davvero tornata. Tanto che Conte e soci andranno a vincere anche a Donetsk, conquistando la vetta del girone: non c'è che dire, un rientro in Champions da protagonisti.


CAGLIARI BATTUTO, CONTE MEGLIO DI CAPELLO

Nell'ultimo impegno dell'anno solare, la Juventus (già campione d'inverno) si impone sul neutro di Parma contro il Cagliari, al termine di una gara giocata in maniera inguardabile nei primi 45'. Pinilla su rigore porta in vantaggio i rossoblù, che assaporano il colpaccio. Nella ripresa, però, cambia tutto: Astori si fa espellere, e Conte utilizza ancora una volta al meglio la sua ricca panchina.

Entrano Matri e Vucinic, che cambiano volto alla serata: doppietta da ex per il primo, colpi di classe e il goal del definitivo 3 a 1 per il montenegrino. La Juve vince anche giocando male, e il successo del Tardini vale il record di punti nell'anno solare: 94, uno in più di Capello nel 2005.

                                  DA DIMENTICARE

GOAL MUNTARI, BUFFON LO 'SPORTIVO'

E' il 25 febbraio, a San Siro si gioca il decisivo match scudetto tra Milan e Juventus. I rossoneri passano in vantaggio con Nocerino e potrebbero raddoppiare al 25' con Muntari: potrebbero, appunto, perchè né l'arbitro né i guardalinee si accorgono che il pallone colpito di testa dal ghanese a due passi da Buffon ha superato la linea.

Il portierone bianconero, che con un balzo felino respinge oltre la sfera, farà sfoggio della sua 'sportività' a fine partita: “Anche se me ne fossi accorto, non l'avrei detto all'arbitro”. Complimenti, Gigi. Nè mister Conte farà di meglio in seguito: “Il goal di Muntari? E' un problema di Allegri...”. Nel finale, la Juve acciufferà poi il pareggio con Matri: sarà un balzo decisivo verso lo scudetto.

ALEX DICE ADDIO

Contro l'Atalanta, il 13 maggio, a scudetto appena acquisito, Alex Del Piero segnerà il suo ultimo goal con la maglia bianconera. E' il 290esimo sigillo per la causa della Vecchia Signora, il record assoluto nella storia del club, a cui si affianca quello relativo alle presenze (705). Il leggendario Del Piero era stato congedato ad ottobre da Andrea Agnelli con modi alquanto spicci: “Questa sarà la sua ultima stagione in bianconero”.

Tifosi e addetti ai lavori si scandalizzano, lo stesso Alex non la prende benissimo, ma ormai la frittata è fatta. Dopo 19 anni di onorato servizio, 'Pinturicchio' lascia la squadra che lo ha imposto nel grande calcio e con cui ha vinto tutto ciò che c'era da vincere. Ma la sua epopea calcistica non finirà qui: si riparte lontano lontano, da Sydney, Australia.

COPPA ITALIA, OLIMPICO AMARO

All'Olimpico di Roma la Juve viene battuta dal Napoli nella finale di Coppa Italia. Per Conte sfuma la possibilità di una storica doppietta. I bianconeri non giocano bene e subiscono la loro unica sconfitta stagionale. Meritato il trionfo azzurro, arrivato grazie alle reti di Cavani (su rigore) ed Hamsik. La Signora si rifarà poi a Pechino, l'amarezza c'è ma tutto sommato viene archiviata in fretta.

In seguito Conte giustificherà così la sconfitta: “Siamo scesi in campo appagati per la conquista dello scudetto”. Una cosa non da Juve, ad ogni modo.

CONTE SQUALIFICATO, JUVE SENZA CONDOTTIERO

Il 10 agosto arriva la 'mazzata' per Antonio Conte, proprio alla vigilia della finale di Pechino: il tecnico della Juve viene squalificato per 10 mesi dalla Commissione Disciplinare per omessa denuncia. Conte paga per due partite risalenti alla sua esperienza senese, contro Novara ed AlbinoLeffe. Il club bianconero, com'è lecito attendersi, fa quadrato attorno al proprio allenatore, che si 'perde' il trionfo di Pechino, laddove i suoi conquistano il secondo trofeo dell'anno.

Conte, però, non si arrende e presenta ricorso al Tnas, che il 5 ottobre gli ridurrà la squalifica a 4 mesi. A Palermo l'agognato rientro in panchina, ma anche senza di lui i bianconeri hanno continuato a viaggiare come treni. Meglio averlo sempre vicino, comunque, un assatanato condottiero come lui, lo 'Special' del Salento.

INTER CORSARA, FINE DELL'IMBATTIBILITA'

E' il 3 novembre, la Juventus ospita in casa l'Inter di Stramaccioni, capace di violare per prima lo 'Stadium'. E' una delle pochissime amarezze dell'annata bianconera. Madama cade proprio dinanzi alla storica 'nemica', dopo ben 49 partite senza macchia. E pensare che le cose si erano messe subito bene per Buffon e soci: passano appena 18 secondi e Vidal fa centro (in clamoroso fuorigioco), ma nella ripresa cambierà tutto.

Milito (due volte) e Palacio colpiscono al cuore la Vecchia Signora, che vede così la fine della propria striscia di imbattibilità. Stranamente, però, la gara finirà per costituire un trampolino di lancio per i bianconeri, e non per il gruppo Stramaccioni, che da lì in poi ne azzeccherà poche.

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