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Tra alti e bassi, l'anno dell'Inter - molto altalenante - può essere considerato positivo. Ecco i momenti più significativi dell'anno solare del club nerazzurro.

Il 2012 che sta per andare in soffitta è senza dubbio uno degli anni più avari di soddisfazioni nella storia recente dell'Inter che, dopo sette anni di fila in cui era stato alzato al cielo almeno un trofeo, a maggio si ritrova con un pugno di mosche in mano e con una squadra da rifondare. Vediamo ora nel dettaglio le (poche) cose da ricordare di questo 2012 in casa nerazzurra e i momenti più negativi di un anno solare davvero travagliato.

                                   DA RICORDARE

IL PRINCIPE CALA IL POKER

Il primo febbraio in una Milano imbiancata dalla neve arriva il Palermo e ne viene fuori una gara d'altri tempi. Un 4-4 che lascia i nerazzurri con l'amaro in bocca, ma al contempo una giornata storica per Diego Milito, che realizza quattro gol nella stessa gara per la prima volta in Italia.

IL PRIMO DERBY DI STRAMA

Arrivato da poco più di un mese sulla panchina dell'Inter, quello del 6 maggio per Andrea Stramaccioni è il primo derby in carriera, 90' che non scorderà mai. La sua Inter batte 4-2 in rimonta il Milan e regala lo scudetto alla Juventus proprio ai danni dei cugini. Una doppia soddisfazione nel segno di Milito (tripletta) e Maicon, che chiude i conti con un gol da cineteca. Al Diavolo non basta il grande ex Ibrahimovic, che realizza una doppietta inutile.

LE 800 DI CAPITAN ZANETTI

L'uomo dei record, il calciatore straniero con più presenze in Serie A, quello con più presenze nella storia dell'Inter e della nazionale argentina, e quello più vincente in nerazzurro con 16 trofei, la sera del 23 agosto in Europa League contro il Vaslui taglia il prestigioso traguardo delle 800 presenze con l'Inter. Prima della gara il team manager Cordoba gli consegnò una casacca con il numero 800 e nel durante la gara indossò una fascia da capitano celebrativa con la scritta "FC Internazionale-Javier Zanetti 800 storie d'amore insieme".

JUVENTUS STADIUM ESPUGNATO

Per il valore simbolico e in un anno senza trofei è senza dubbio il ricordo più bello del 2012. Sabato 3 novembre, i nerazzurri sono i primi a violare lo Juventus Stadium e nello stesso tempo fermano a 49 la striscia di imbattibilità di Buffon e compagni. Una gara che si mette subito male (gol viziato da fuorigioco subito dopo soli 18 secondi) viene ribaltata nel secondo tempo dalla doppietta di Milito e dal gol di Palacio, che regalano il 3-1 finale. La miglior Inter dell'anno annichilisce la Juve e si dimostra più forte delle sviste arbitrali.

LE 10 VITTORIE FUORI CASA

Nella prima parte di stagione, Zanetti e compagni sono dei rulli compressori fuori casa. A cinque giorni dal trionfo di Torino, l'Inter passa 3-1 sul campo del Partizan in Europa League, guadagnandosi l'accesso ai sedicesimi di fila e mettendo insieme la vittoria consecutiva numero 10 lontano da San Siro. Un cavalcata cominciata il 2 agosto sul campo dell'Hajduk Spalato e proseguita con Vaslui, Pescara, Torino, Chievo, Neftchi, Milan, Bologna, Juventus e Partizan, interrotta solo l'11 novembre dall'Atalanta, vittoriosa in casa per 3-2.

                                  DA DIMENTICARE

FEBBRAIO, IL MESE NERO


Un punto in sei partite tra campionato e Champions League. Febbraio è stato il mese nero dell'Inter targata Ranieri. Mercoledì 1 febbraio il 4-4 casalingo contro il Palermo è stato un campanello d'allarme non recepito: la domenica dopo Zanetti e compagni presero 4 pappine dalla Roma, subirono poi la doppia sconfitta casalinga contro Novara (0-1) e Bologna (0-3), preludio del ko di Marsiglia (0-1) e chiusero il mese con un'altra sconfitta di misura (0-1) al San Paolo con il Napoli.

MARSIGLIA, LA VITTORIA PIU' AMARA

Dopo un febbraio così, non resta che provare a risollevare le sorti di una stagione disastrata in Champions League. Dopo lo 0-1 (ingiusto) di Marsiglia, il 13 marzo a San Siro si gioca la gara di ritorno. Quando il solito Milito sembrava aver portato la gara almeno ai supplementari, ecco che al 92' arriva la doccia più gelata possibile: dal rilancio di Mandanda, Lucio pasticcia e Brandao fulmina Julio Cesar. La rete su rigore di Pazzini al 95' serve solo per aggiornare le statistiche.

L'ULTIMA DI RANIERI


Il 25 marzo l'Inter rende visita alla Juventus lanciata verso lo scudetto numero 28. Dopo aver retto un tempo, i nerazzurri crollano nella ripresa sotto i colpi di Caceres e dell'eterno Del Piero. Una sconfitta pesante che costa la panchina a Ranieri, che viene sostituito (tra lo stupore generale) dall'allenatore della Primavera Stramaccioni.

TABU' SAN SIRO

Implacabile fuori casa, quanto tenera e distratta tra le mura amiche. I tifosi nerazzurri devono aspettare il 30 settembre (2-1 alla Fiorentina) per vedere una vittoria casalinga di Zanetti e compagni. Prima del successo contro i viola solo delusioni: in campionato le sconfitte contro Roma e Siena, in Europa League l'indolore ko contro l'Hajduk Spalato e i pareggi contro Vaslui e Rubin Kazan.

IL CASO SNEIJDER

Gli ultimi due mesi dell'anno sono stati caratterizzati fuori dal campo per il caso Sneijder. L'Inter ha messo l'olandese con le spalle al muro, offrendogli un rinnovo contrattuale con una sensibile riduzione dello stipendio. La vicenda è stata resa di dominio pubblico e si è trasformata in un vero e proprio braccio di ferro. Il giocatore, guarito dall'infortunio subito contro il Chievo, non è più stato convocato e a gennaio è ormai inevitabile il divorzio.

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