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Speciale - Milan verso il sorteggio Champions, guida alle sei possibili avversarie: dal Barcellona al Paris SG

Speciale - Milan verso il sorteggio Champions, guida alle sei possibili avversarie: dal Barcellona al Paris SG

Getty Images

Domani il sorteggio degli ottavi di finale di Champions League, Milan nell'urna delle seconde classificate: rivali da brividi, la speranza si chiama Schalke.

Il girone è stato superato addirittura con un turno d'anticipo, dopo il pessimismo iniziale. Il bello, però, arriva adesso per il Milan di Max Allegri. Il sorteggio degli ottavi di Champions League riserverà con ogni probabilità un'avversaria scomoda per i rossoneri: a parte lo Schalke, unica 'cenerentola' della prima fascia, ci sono di mezzo squadroni di rango assoluto, dal Barcellona fino al Paris Saint-Germain di tante, troppe vecchie conoscenze.

Alla vigilia del sorteggio di Nyon (DIRETTA DALLE 11.00 SU GOAL.COM), analizziamo le sei possibili avversarie del Diavolo, con Juventus e Malaga tagliate fuori per le regole UEFA.

BARCELLONA -

LA SQUADRA - Non il Barça, non ancora loro. E' questo il pensiero più in voga tra i tifosi rossoneri, che la passata stagione hanno dovuto affrontare 4 volte la corazzata catalana, nel girone e poi ai quarti, con esiti piuttosto negativi. Il cambio Guardiola-Vilanova non ha cambiato praticamente nulla, la squadra è rimasta la stessa nel gioco spumeggiante guidato sempre più da Lionel Messi.

LA STELLA - Semplicemente e inevitabilmente Lionel Messi. Finiti tutti gli aggettivi per questo straordinario campione, un uomo capace di siglare qualcosa come 90 goal nel 2012. Tra Liga e Champions ha messo a segno 30 reti in 22 presenze, che gli hanno permesso di avvicinarsi di molto alla conquista del 4° pallone d'Oro consecutivo. Ora come ora, immaginare una Barça senza Messi pare davvero impossibile.

L'ALLENATORE - Quando la dirigenza del Barça scelse Tito Vilanova per sostituire Guardiola, in molti si mostrarono scettici sulla decisione, che invece si sta rivelando azzeccatissima. Vilanova in questi anni ha lavorato fianco a fianco con Pep, ha appreso i suoi insegnamenti tattici e ha saputo metterli in pratica una volta chiamato in causa. E non dite che con una squadra del genere vincerebbe chiunque, visti gli esempi di tante grandi compagini che per vincere ci hanno messo tanto( o ancora non lo fanno, vedi Psg).

IN CHAMPIONS - Tutto secondo i piani per i blaugrana. 3 su 3 nel girone d'andata, successivamente una battuta d'arresto al Celtic Park di fronte a un pubblico da brividi. Poi altri 4 punti conquistati con annesso primo posto, che mettono i catalani in una situazione di vantaggio per tentare un nuovo assalto alla Coppa dalle grandi orecchie.

IN CAMPIONATO - La supremazia mostrata nella Liga è quasi imbarazzante: 46 punti in 16 gare, frutto di 15 successi e un solo pareggio. La vittoria finale è quasi una formalità, visto il crollo del Real che si trova a -13 dai blaugrana. L'unica squadra che finora ha retto il passo (o quantomeno ci ha provato) è stata l'Atletico dello straripante Falcao, abbattuto al Camp Nou nell'ultimo turno e ora scivolato a 9 punti. Parlare ancora sarebbe superfluo.

BAYERN MONACO -

Con tutta probabilità l'accoppiamento più difficile dopo quello con il Barça. I bavaresi hanno messo una seria ipoteca sul campionato, e a febbraio potranno rivolgere le loro attenzioni principali a quella Coppa Campioni sfuggita dalle mani all'ultimo atto nella passata edizione, per giunta di fronte al pubblico amico, trascinati da gente come Ribery, Robben, Mueller, Schweinsteiger e Gomez.

LA STELLA - Thomas Muller, capocannoniere del mondiale 2010, si è sempre confermato ad alti livelli, e pure in questa annata sta dimostrando tutto il suo valore. Non solo un gran apporto in zona goal (13 complessivi) ma anche una grossa mano alla manovra della squadra e ai compagni, a cui ha regalato 7 assist (tutti in Bundes).

L'ALLENATORE - Per Jupp Heynckes quella attuale è la terza esperienza alla guida del Bayern. Allenatore esperto e accorto, che sa come imbrigliare l'avversario giocando sui suoi punti deboli. L'anno scorso ha rischiato di compiere un'impresa unica nella storia, vincere la Champions davanti al proprio pubblico. Sul più bello, però, Drogba e soci hanno mandato tutto in frantumi. Ci riprova quest'anno, con una squadra che gioca a memoria. La vittoria in Bundes è quasi scontata visto l'impressionante ruolino di marcia, per la Coppa Campioni è tutto da giocare

IN CHAMPIONS - In un girone francamente abbordabile, la certezza del primo posto è arrivata solo all'ultimo respiro. Infatti all'inizio si era complicato il cammino europeo, a causa della sconfitta esterna sul campo del BATE. Dopo il Bayern ha ricominciato a giocare come sa e a imporre gioco, conseguendo roboanti vittorie farcite di goal. Messo alle spalle il Valencia, adesso i bavaresi vogliono provare ad arrivare nuovamente in fondo dopo la forte delusione della passata stagione

IN CAMPIONATO - La Bundesliga 2012/2013 dovrebbe essere assegnata al Bayern Monaco per manifesta inferiorità degli avversari. 42 punti infilati in 17 gare, con un netto margine di 9 punti sulla più diretta inseguitrice. Dopo un inizio equilibrato in cui un paio di squadre parevano reggere il confronto, i bavaresi hanno messo la quinta e fatto terra bruciata attorno a sè. Così agli ottavi si presenterà una squadra quasi totalmente concentrata sulla Champions, e sarà un grosso guaio per chi la affronterà.

BORUSSIA DORTMUND -

LA SQUADRA - La sorpresa di questa Champions League, senza ombra di dubbio. Capace di trionfare nel "girone di ferro" con City e Real, i ragazzini terribili di Jurgen Klopp fanno paura. Temibili da tutti i punti di vista, spauracchio ulteriore per il Milan è il caldissimo Westfalenstadion.

LA STELLA - Robert Lewandowski, uno degli attaccanti più ricercati di tutto il panorama europeo, seguito da vicino dallo stesso Milan in caso di duplice addio di Pato e Robinho. Il polacco è il terminale offensivo dell'avvolgente manovra giallonera, un mix esplosivo di tecnica e fisicità. Questa per lui è la stagione della consacrazione, con 10 goal in Bundes e 4 in Champions. Chissà se a gennaio cambierà casacca (difficile), certo è che per strapparlo al Borussia servono tanti milioncini.

L'ALLENATORE - Jurgen Klopp ha plasmato un collettivo strepitoso per forza e fame di vittorie, pur non avendo a disposizione nessun campione affermato. Ha saputo trarre il meglio da piccoli fenomeni, talenti grezzi saggiamente levigati e trasformati in campioni, conquistando le ultime due edizioni della Bundesliga. Ha dimostrato la sua abilità anche in campo europeo, e non c'è da stupirsi se il suo nome è accostato alle panchine delle big del vecchio continente.

IN CHAMPIONS - Dopo il sorteggio di fine agosto, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sull'approdo dei tedeschi agli ottavi, che invece hanno stupito tutti mettendosi alle spalle il Real e demolendo il ricco City di Mancini, estromesso pure dall'Europa League. 14 punti racimolati, di cui 9 davanti al pubblico del Westfalenstadion, vero e proprio "12" uomo in campo.

IN CAMPIONATO - E' praticamente impossibile calare il tris in Bundes. Il Bayern ha scavato un solco profondo tra sè e le inseguitrici, la corsa va fatta ora alla seconda piazza del Leverkusen, distante solo 3 punti. Dietro la bagarre è affollata, bisognerà saper dosare le forze e non dare troppa importanza alla Champions trascurando così il campionato.

MANCHESTER UNITED -

LA SQUADRA - Nella mente dei tifosi rossoneri, gli scontri contro i 'Red Devils' evocano bei momenti. Stavolta però, dovesse ripetersi la sfida, sarà molto più dura per l'evidente gap tra le due rose. Con l'acquisto di Van Persie la compagine di Ferguson pare aver fatto il decisivo salto di qualità per tornare a puntare con decisione alla Champions.

LA STELLA - Ormai Wayne Rooney lo conosciamo tutti: semplicemente uno degli attaccanti più completi al mondo, con una grandissima predisposizione al sacrificio per la squadra. 7 centri e 7 assist in 13 presenze di Premier, un solo goal in Europa. Bottino che vorrà sicuramente rimpinguare dagli ottavi in poi, coadiuvato da un certo Van Persie con cui forma uno dei reparti avanzati più forti della Champions.

L'ALLENATORE - Sir Alex Ferguson, il nonno di questa Champions League, è a una delle sue ultime partecipazioni all'Europa che conta. La sua carriera è stata costellata da vittorie, ma Sir Alex non sembra sazio e vuole continuare a vincere, specie dopo l'ultima stagione dove è rimasto a bocca asciutta. Ha impresso alla Premier un'impronta decisa, stagliandosi a +6 sul City, e punta alla Champions.

IN CHAMPIONS - Dopo la clamorosa uscita nella fase a gironi nella passata stagione, quest'anno l'imperativo era non fallire la chance, in un girone semplice semplice. Detto, fatto: 4 vittorie nelle prime 4 partite, con qualificazione e primo posto in tasca. Nelle restanti due partite, due battute d'arresto che non intaccano le possibilità di vittoria finale dello United.

IN CAMPIONATO - Dopo un avvio non facile, dovuto anche allo shock del campionato perso all'ultima giornata l'anno scorso, lo United è riuscito a risalire e a staccare la concorrenza che piano piano andava disgregandosi. Prima il Chelsea, che si è suicidato con l'esonero di Di Matteo, poi il City, battuto nel recente derby e scivolato a -6. Il discorso comunque non può essere considerato chiuso, la storia della passata stagione lo insegna.

PARIS SAINT-GERMAIN -

LA SQUADRA - La partita che tutti, Galliani in primis, vorrebbero evitare. I francesi, dopo la faraonica campagna acquisti estiva che ha strappato dalla rosa del Milan Ibra e Thiago Silva, stanno cercando la giusta amalgama per poter puntare all'Europa che conta. Mister Ancelotti ha già detto che è troppo presto per poter ambire al prestigioso traguardo, ma con campioni del calibro di Lavezzi, Pastore, Menez e Verratti sognare è lecito.

LA STELLA - Scegliere una stella all'interno di un simile firmamento non è affatto facile. Diciamo Ibrahimovic, semplicemente perchè è Ibra. Zlatan è un vincente, con il suo carattere forte e scontroso non fatica a imporsi nello spogliatoio e diventare in pochissimo tempo il leader del gruppo. E' stato respinto solo dal Barça, ma lì aveva contro uno come Messi. In Ligue 1 è ancor più decisivo che in passato, data la pochezza degli avversari: 18 goal e 5 assist in 15 presenze lo lanciano indisturbato verso il titolo di capocannoniere. Discreto il suo apporto in Champions, competizione storicamente ostica allo svedese, con 2 goal e 5 assist.

L'ALLENATORE - Per Carlo Ancelotti non servono presentazioni, il suo curriculum parla chiaro. Oltralpe è stato oggetto di feroci critiche da parte della stampa, fin dal suo arrivo a Parigi al posto di Kombuarè il 30 dicembre 2011. Solo un secondo posto nella stagione d'esordio e tante attenuanti a sua discolpa, nonostante una squadra superiore ai campioni del Montpellier. Quest'anno non ci sono scuse, con la squadra che ha deve vincere qualcosa di importante. La dirigenza, nonostante il primo posto tra alti e bassi, non pare soddisfatta dell'ex Milan e si fanno sempre più insistenti le voci su Mourinho.

IN CHAMPIONS - In un girone non semplicissimo, il club di Parigi ha raccolto 5 vittorie e 1 sconfitta risultando la squadra che ha totalizzato più punti di tutte nella fase a gironi. Il gioco latita ancora, l'impressione è che la squadra non sia a livello delle corazzate spagnole e del Bayern Monaco, ma il tempo è dalla parte dei francesi, che partita dopo partita potranno migliorare l'affiatamento tra i vari campioni in rosa

IN CAMPIONATO - Tanti alti e bassi, ma primo posto che per ora tiene, anche se in coabitazione con Lione e Marsiglia. La scalata alla Ligue 1 si sta rivelando più ardua del previsto, i moltissimi che davano il campionato per morto già a dicembre sono stati ampiamente smentiti. Un avvio stentato, poi una grande ripresa sulle orme di Ibra, poi una nuova flessione e infine la recente rimonta. Sintomo che il Psg, con il collettivo di cui dispone, può permettersi di complicarsi la vita mantenendo comunque altissime le possibilità di vittoria finale.

SCHALKE 04 -

Sulla carta è la più abbordabile, quella che tutti i tifosi del Diavolo sognano di incontrare. I tedeschi non stanno trascorrendo un buon periodo, e hanno perso il tecnico Huub Stevens, esonerato a causa di un filotto negativo in campionato e sostituito temporaneamente da Jens Keller, allenatore del settore giovanile. Mancano un paio di mesi agli ottavi e la squadra di Gelsenkirchen non è proprio l'ultima arrivata, ma certamente non è nemmeno lontanamente paragonabile alle altre compagini che hanno vinto i rispettivi gironi.

LA STELLA - Klaas-Jan Huntelaar è l'elemento che può consentire all'11 teutonico di fare il salto di qualità in Europa, con la sua rapacia e abilità in area. Numero 9 per antonomasia (anche se veste il 25), ha trovato in Germania il suo Eden, dopo le sfortunate avventure con le casacche di Real e Milan. In questa prima parte di stagione, il Cacciatore sta soffrendo in campo nazionale come tutta la squadra: solo 7 reti in 19 presenze tra Bundes e coppa nazionale. Più incisivo in Europa, con 4 goal in 6 partite. Va in scadenza a giugno, c'è la remota ipotesi che lo Schalke disputi gli ottavi senza di lui, anche se è più probabile un suo addio a parametro zero in estate

L'ALLENATORE - Il neo-tecnico Jens Keller, in carica da appena due giorni, incarna alla perfezione la figura del traghettatore. Promosso in un batter d'occhio dalle giovanili alla prima squadra, ha il compito di gestire una situazione critica, che vede la squadra lontana dalle posizioni di vertice. Due stagioni fa l'esperienza allo Stoccarda, collezionando 13 panchine. Con tutta probabilità, questa sarà ancora più breve, e il nome del nuovo mister si conoscerà ad inizio 2013.

IN CHAMPIONS - Il cammino in Europa si è rivelato più proficuo del previsto: 12 punti conquistati, frutto di 3 vittorie e 3 pareggi, e primo posto in cassaforte ai danni del più quotato Arsenal. La qualificazione i tedeschi l'hanno costruita in trasferta, andando a conquistare l'intera posta in palio sui difficili campi di Olympiakos e soprattutto Arsenal, mentre la Veltins Arena si è rivelata un ostacolo duro per tutti. Primo posto ampiamente meritato, visti il miglior attacco (10 goal) e la miglior difesa (6 goal) del girone.

IN CAMPIONATO - Va peggio in campionato. Il club di Gelsenkirchen è attualmente al 7° posto, lontanissimo dal Bayern capolista e arretrato pure nella lotta per la zona Champions. Dopo un avvio strepitoso, in cui lo Schalke 04 sembrava poter tenere testa ai rivali di Monaco, un calo pazzesco che ha portato a un filotto negativo di 6 partite senza successi. La società ha presentato il conto a Huub Stevens, allontanato e sostituito temporaneamente da Jens Keller.

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