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Speciale - Juventus verso il sorteggio Champions, guida alle sei possibili avversarie: dall'Arsenal al Real Madrid

Speciale - Juventus verso il sorteggio Champions, guida alle sei possibili avversarie: dall'Arsenal al Real Madrid

AFP

Domani il sorteggio degli ottavi di finale di Champions League, Juventus nell'urna delle prime classificate: l'insidia più grande ha i volti di Mourinho e Cristiano Ronaldo.

Dopo un finale da urlo del girone, adesso è tempo di mettersi in poltrona e gustarsi il sorteggio degli ottavi di Champions League da posizione privilegiata. La Juventus si è assicurata una posizione di favore con le due vittorie su Shakhtar e Chelsea: da prima in classifica evita quasi tutte le big del continente, assicurandosi avversari decisamente alla portata. Unica eccezione il Real Madrid di Josè Mourinho, autentico spauracchio in seconda fascia.

Alla vigilia del sorteggio di Nyon (DIRETTA DALLE 11.00 SU GOAL.COM), analizziamo le sei possibili avversarie della Signora, con Milan e Shakhtar tagliate fuori per le regole UEFA.

ARSENAL -

LA SQUADRA - L’Arsenal si presenta per la tredicesima volta consecutiva agli ottavi di Champions. Una delle società più virtuose nel panorama europeo, con una politica basata sui giovani che da sempre rappresenta un marchio di fabbrica del club e dell’allenatore Wenger. Negli ultimi anni sono stati ceduti giocatori importanti come Van Persie, Fabregas e Song, acquistati complessivamente per poco più di 10 milioni e ceduti a circa 80 milioni. Il ricavo è stato in parte reinvestito su giovani talenti come Chamberlain, in parte su giocatori ai quali manca solo un palcoscenico come l’Emirates Stadium per consacrarsi, come ad esempio Cazorla e Giroud. Resta a Wenger il compito di far crescere, divertendo, un ricco organico come quello dei gunners.

LA STELLA - Giroud e Podolski hanno mostrato da subito di cosa sono capaci e meritano una particolare menzione. Però è Santi Cazorla ad essere il migliore degli uomini di Wenger. L’inamovibile trequartista spagnolo si è inserito con facilità negli schemi del tecnico e da subito ha preso in mano le redini della squadra dettando i tempi di gioco.

L’ALLENATORE - Arsene Wenger si trova, come spesso gli accade, a gestire un gruppo con numerosi innesti e orfano di giocatori importanti, come Van Persie. Per gli elogi al tecnico non basterebbero dieci pagine, ma vale la pena sottolineare come questo allenatore cambi i giocatori ma non i risultati. Questo rappresenta forse la prova più importante che stabilisce quanto sia bravo. La partenza di Van Persie ha lasciato un vuoto immenso sia nei meccanismi di gioco che a livello qualitativo, ma l’Arsenal sembra non averne risentito. Nei gunners vince il collettivo. Chapeau Arsene!

IN CAMPIONATO - L’andamento in campionato è conforme all’andamento dell’Arsenal nelle ultime stagioni. Un ciclo vincente stenta ad avviarsi ma i gunners sono sempre lì a contendersi i posti che contano. Non proprio in un grande stato di forma, gli uomini di Wenger si attestano sulla quinta posizione a due punti dal Tottenham.

IN CHAMPIONS - Il passo non deciso che si avverte in campionato si riflette anche nella competizione europea. La qualificazione, sebbene avvenuta con un turno di anticipo, non è stata affatto agevole. Due sconfitte e un pareggio non consentono a gunners di raggiungere il primo posto del gruppo B, occupato dallo Schalke. L’Arsenal è una mina vagante, impossibile da sottovalutare anche nei momenti di difficoltà.

CELTIC -

LA SQUADRA - Un miracolo. Così il tecnico Neil Lennon ha definito l’approdo agli ottavi. Gli obiettivi per i Bhoys erano l’accesso alla fase a gironi in Champions e la riconferma in campionato dopo la vittoria nelle precedente stagione. Considerando quanto sia difficile competere su più fronti anche per squadre con grandi organici, il risultato ottenuto in Europa, in aggiunta all’ottimo andamento in campionato, fa sognare ad occhi aperti i caldissimi tifosi del Celtic Park.

LA STELLA - Il Celtic è un gruppo compatto dove non spiccano individualismi. Il portiere Fraser Forster è diventato il beniamino dei tifosi dopo l’epica impresa nel doppio confronto con il Barcellona. I giornali spagnoli gli hanno infatti dato il soprannome ‘La gran Muralla’.

ALLENATORE - Il giovane allenatore Neil Lennon (ex calciatore del club) siede sulla panchina del Celtic dal 2010, il suo palmarès da allenatore è composto da una coppa di Scozia e da un solo campionato. I successi della stagione offrono al tecnico la possibilità di affermarsi anche in campo internazionale, ha l’occasione giusta per mostrare le sue qualità e raggiungere traguardi da sogno.

IN CAMPIONATO - Questa stagione del campionato scozzese è orfana dei Rangers, i rivali storici del Celtic. Le due squadre si sono contese il titolo per decenni, quest’anno invece a opporre resistenza ai Bhoys c’è il Motherwell che però è secondo a 4 punti di distanza (ha giocato una partita in più).

IN CHAMPIONS - Il cammino del Celtic in Champions è stato scritto al Celtic Park. Per nessuna squadra è facile ottenere punti in questo calorosissimo stadio, lo sa anche il Barcellona, uscito sconfitto per due reti a uno. I 7 punti guadagnati in casa, con i 3 guadagnati nella grandissima trasferta di Mosca hanno consentito al club di raggiungere quota 10 punti e il secondo posto nel gruppo G. La squadra in trasferta ha non poche difficoltà e gioca con un grinta immensa tra le mura amiche. Il Celtic comunque non rappresenta un ostacolo insormontabile per chi dovrà affrontarlo.

GALATASARAY -

LA SQUADRA - Il Galatasaray sta raccogliendo i frutti di un processo di crescita voluto fortemente dal presidente Aysel, coinciso con importanti investimenti e con il ritorno sulla panchina del club dell’esperto allenatore Fatih Terim. Gli investimenti e l’acquisto di giocatori di rilevo internazionale hanno contribuito a riportare una squadra turca agli ottavi di Champions dopo 6 anni.

LA STELLA - Tra i giocatori più amati dai fan del club turco c’è Felipe Melo. Il Galatasaray però, complice il costo elevato del cartellino, non è ancora riuscito a trovare il compromesso giusto per l’acquisto a titolo definitivo del brasiliano che infatti è ancora un calciatore della Juventus. Lontano dalle pressioni subite negli ultimi anni, il numero 10 del Galatasaray è tornato ad offrire prestazioni di alto livello diventando così in poco tempo uno degli elementi fondamentali nello scacchiere di Terim.

L'ALLENATORE - Fatih Terim, vecchia conoscenza del campionato italiano, è tornato ad allenare il club nel 2011 dopo aver concluso nel 2009 la parentesi con la nazionale turca. L’imperatore ha avuto prima di tutto il merito di aver velocemente formato un gruppo vincente a partire da molti giocatori nuovi che non si erano mai visti prima. Infatti la maggior parte dei titolari sono giocatori acquistati soltanto negli ultimi due anni.

IN CAMPIONATO - Il Galatasaray guida la SuperLig turca con 32 punti ed ha appena vinto lo scontro diretto con il Fenerbahce, secondo a 27 punti insieme a Besiktas e Antalyaspor. Prima importante fuga della stagione per F.Melo e soci.

IN CHAMPIONS - Solo il computo degli scontri diretti ha consentito alla squadra di Terim di accedere agli ottavi di Champions, infatti il secondo posto del girone è condiviso con il Cluj che però ha perso lo scontro diretto in casa e ha pareggiato in casa del Galatasaray. La squadra turca dà la sensazione di aver raggiunto un traguardo davvero importante, quasi oltre le proprie possibilità. Abbordabile.

PORTO -

LA SQUADRA - Il Futebol Clube do Porto continua a farsi apprezzare in Europa sia per i risultati ottenuti sul campo che per l’attenta gestione della società. Una fitta rete di osservatori è sempre a caccia di nuovi talenti su cui investire. Basti pensare agli ultimi due anni dove la squadra ha ceduto giocatori come Falcao, Hulk, Pereira e Guarin incassando oltre 100 milioni. Nonostante le cessioni illustri l’organico resta comunque di tutto rispetto, infatti, i maggiori club europei sono ancora una volta pronti a scatenare aste per giocatori come J.Martinez e il giovane talento classe ‘91 James Rodriguez.

LA STELLA - Il giovane attaccante colombiano James Rodriguez è l’ambito gioiello della società portoghese, ha una clausola rescissoria fissata a ben 45 milioni che la società mira ad aumentare proprio in questi giorni. Acquistato nel 2010 per circa 5 milioni, si è messo in mostra per le sue abilità tecniche e per la facilità nel dribbling. È un mancino, predilige attaccare sugli esterni ed è il ruolo che attualmente occupa nel trio di attacco schierato da Pereira.

L'ALLENATORE - Vitor Pereira ha raccolto l'eredità dell’attuale allenatore del Tottenham Villas-Boas che lasciò la panchina del Porto al termine della stagione 2010-11 dopo aver conquistato Liga, Coppa di Portogallo, Supercoppa portoghese e UEFA Europa League. Pereira presenta da subito una squadra molto vivace, ben organizzata e conquista agilmente il titolo nazionale portoghese della stagione scorsa. Ora è alla ricerca di una conferma anche a livello internazionale e nessun altro scenario è migliore degli ottavi di Champions appena conquistati.

IN CAMPIONATO - L’istantanea della Liga portoghese mostra il Benfica (32) in vantaggio di tre lunghezze rispetto al Porto (29) che però ha una partita in meno. Sebbene ci siano da disputare ancora 18 partite, la sensazione è che anche quest’anno il titolo verrà conteso solo da queste due squadre. Il confronto diretto non si è ancora disputato, l'atteso big match che potrebbe decidere le sorti della Liga si giocherà il 13 gennaio.

IN CHAMPIONS - Soltanto Dortmund e PSG hanno fatto più punti del Porto. Sono ben 13 infatti i punti conquistati dai dragoni: 4 vittorie, 1 pareggio ed un’unica sconfitta maturata nell’ultima partita del girone, proprio contro un PSG che riesce a strappare a fatica il primato nel gruppo A. Sebbene il porto venga considerato un outsider, i numeri parlano invece di una squadra temibile che sicuramente venderà cara la pelle.

REAL MADRID -

LA SQUADRA - Non tira un buon vento al Bernabeu. Il pareggio casalingo con l’Espanyol (penultimo) ha ormai distrutto le speranze dei tifosi per la vittoria della Liga. Tredici punti di distacco dal Barcellona e il secondo posto nel girone di Champions fotografano un momento non certo esaltante per la squadra di Mourinho. Le alte aspettative di inizio stagione fanno parlare di crisi molti quotidiani spagnoli che insinuano spesso la presenza di problematiche interne, ovvero tra la squadra e il tecnico. Quando a Madrid non si vince, come dice lo stesso tecnico, le cose si complicano e se poi i rivali di sempre conquistano 46 punti su 48, la pressione aumenta.

LA STELLA - Cristiano Ronaldo è il simbolo del Real Madrid targato Mourinho. Il rendimento del giocatore è impressionante: già 23 goal in 25 partite tra coppe e campionato. Uno dei calciatori più completi al mondo.

ALLENATORE - Josè Morinho è per la prima volta al centro di pensati critiche che riguardano il rendimento dei blancos. Il tecnico di Setubal ha però l’occasione di lavorare su molte imperfezioni venute fuori durante il girone di Champions, forse il più impegnativo, e durante alcune amnesie in campionato. La Liga può ancora riservare sorprese e il passaggio agli ottavi non sarebbe stato semplice per nessuno. Per il tecnico portoghese c’è molto lavoro da svolgere per rimettere in carreggiata il Real, nulla è perduto.

IN CAMPIONATO - Il terzo posto in classifica in fondo è un risultato che potrebbe anche starci, il problema è che il Barcellona ha un passo inarrestabile. Ha perso solo due punti e questo basta per distanziare i galacticos di ben 13 punti. Vero è che le amnesie del Real sono state fin troppo evidenti, l’ultima proprio al Bernabeu: 2-2 contro l’Espanyol. C’è inoltre l’Atletico Madrid che occupa il secondo posto con 37 punti e sembra non voler mollare nulla. Recuperare terreno non sarà per niente facile, neanche per i galacticos.

IN CHAMPIONS - “Due volte le mie squadre sono arrivate seconde e due volte hanno vinto la Champions”, così Josè Mourinho avverte le squadre che hanno conquistato i primi posti. Negli impegni che hanno visto il Real affrontare Ajax, Manchester City e B.Dortmund sono venute fuori le caratteristiche fondamentali delle squadre allenate dal tecnico portochese: solidità, cinismo e grande personalità. Il Real è senza dubbio la squadra più temuta per le prime classificate.

VALENCIA -

LA SQUADRA - Il Valencia non vive un momento felice in campionato ma sembra non risentirne in Champions League. La squadra ha cambiato tecnico in corso di stagione sostituendo Pellegrino con Valverde. Il tecnico argentino è stato esonerato per un inizio di stagione molto deludente, nonostante abbia raggiunto la qualificazione agli ottavi con un turno di anticipo. Il livello qualitativo dell’organico non rispecchia di certo le brutte prestazioni viste nella Liga. La squadra sta lavorando per ritrovare gli equilibri e il giusto assetto tattico.

LA STELLA - Roberto Soldado è un giocatore molto importante per il Valencia. Capocannoniere nel club con 12 goal tra Liga e Champions in 20 presenze. Ha attirato le attenzioni di molti club che hanno fatto cresce il valore del cartellino fino a cifre vicine ai 20 milioni.

L’ALLENATORE - L’esordio di Mauricio Pellegrino come allenatore si conclude con un esonero, dopo che il tecnico ha conquistato soltanto 18 punti in 14 partite. Lo sostituisce il più esperto Valverde che firma un contratto fino a fine stagione. La squadra, nonostante siano ancora poche le uscite con la nuova guida, sembra non rispondere ancora alle richieste del tecnico. Sarà un arduo compito di ricostruzione quello che attende il tecnico spagnolo.

IN CAMPIONATO - Un avvio così negativo non si registrava da anni. La squadra non è riuscita a trovare l’assetto tattico e con la nuova guida tecnica sembrano non essersi risolte le problematiche, infatti al Mestalla la squadra ha subito la sconfitta e il sorpasso del Vallecano. Ora il Valencia è 11° a 7 punti dalla zona Champions.

IN CHAMPIONS - Mondo a parte la competizione europea. Sebbene BATE e Lille non hanno rappresentato un grande ostacolo (12 punti conquistati contro queste squadre) il Valencia ha offerto una discreta prestazione anche contro il Bayern, pareggiando al Mestalla e perdendo 2-1 in casa dei bavaresi. I punti sono tanti, 13, gli stessi del Bayern che conquista il primo posto proprio per gli scontri diretti. La sensazione però è che la squadra ha ingranaggi delicati che potrebbero incepparsi da un momento all’altro.

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