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Aronica e Campagnaro con le valigie in mano, Cannavaro e Grava squalificati, i sudamericani che non convincono: a gennaio gli azzurri si preparano a rivoluzionare il reparto.

A stagione in corso, cambiare così tanto rischia di diventare deleterio. Ma il Napoli, travolto da addii, squalifiche e la poca affidabilità palesata da qualche elemento della rosa, a gennaio si ritroverà costretto a effettuare un'autentica rivoluzione in difesa per sopperire a una carenza sia numerica che di qualità del reparto. Ecco i possibili scenari che, nel giro di un mese, potrebbero consegnare a Mazzarri una retroguardia nuova di zecca.

LE SPINE

SALVATORE ARONICA - Lo stopper siciliano ha terminato il suo ciclo all'ombra del Vesuvio: l'errore che ha spianato la strada del pari al Torino è stato l'epilogo più amaro dell'avventura partenopea, ma la titolarità persa in favore di Gamberini e un feeling con la piazza scalfito da quella maledetta domenica pomeriggio ne hanno agevolato il ritorno nella sua Palermo. Con i rosanero è tutto fatto, si attende solo l'apertura del mercato per poter ufficializzare l'affare.

HUGO ARMANDO CAMPAGNARO - Altro pupillo di Mazzarri pronto a salutare Napoli. L'argentino è in scadenza di contratto e si vocifera sia già promesso sposo dell'Inter (ma occhio al possibile inserimento della Juventus) e non a caso da qualche settimana ha perso i 'galloni' di perno inamovibile dello scacchiere difensivo. Da 'titolarissimo' a comprimario, dunque, adesso bisognerà vedere solo se il passo indietro si protrarrà fino a giugno o farà le valigie già a gennaio.

PAOLO CANNAVARO - Senza di lui, i partenopei perdono il leader del reparto. Capitano e regista difensivo, il numero 28 azzurro si ritrova da un giorno all'altro a dover guardare i propri compagni dalla tribuna: 6 mesi di squalifica per omessa denuncia e il ciclone Scommessopoli che lo attanaglia, privando Mazzarri della pedina cui probabilmente si poteva rinunciare meno.

GIANLUCA GRAVA -  Il 'soldatino' casertano il campo ormai lo vede col contagocce, ma è uno della 'vecchia guardia' che nello spogliatoio si fa sentire. Senza dimenticare il 'momento d'oro' vissuto negli anni della risalita e con l'arrivo in panchina del tecnico livornese, che gli ha dato fiducia venendo ripagato da prove di alto profilo. Per questo il suo stop (6 mesi come Cannavaro) peserà.
GLI ALTRI

MIGUEL ANGEL BRITOS - I problemi fisici lo hanno condizionato, ma una volta risolti l'uruguagio non è sembrato essere il massimo dell'affidabilità. Tolta qualche buona prestazione stagionale, sull'ex bolognese pesano gli oltre otto milioni di euro spesi nell'estate 2011 dal Napoli per aggiudicarselo. Investimento sul quale tuttora continuano a regnare dubbi e perplessità.

FEDERICO FERNANDEZ - In molti se lo chiedono: come è possibile tenere in panchina un titolare della Nazionale Argentina? Il 'Flaco', scelto dal ct Sabella come perno della retroguardia, all'ombra del Vesuvio trova poco spazio nonostante nell'Albiceleste accada il contrario. Qualcuno sostiene che non sia adatto per giocare a tre, anche se è proprio nel complesso che l'ex Estudiantes non ha mai convinto appieno.

ALESSANDRO GAMBERINI - E' stato l'acquisto meno pubblicizzato, ma alla fine si sta rivelando quello più azzeccato dell'estate: l'ex viola ha dato maggiore solidità alla retroguardia con esperienza e chiusure senza fronzoli, probabilmente è lui la vera certezza nella batteria di stopper a disposizione di Mazzarri sul quale poter contare per ogni evenienza.

BRUNO UVINI -
Qualche mese di ambientamento, poi l'esordio in Europa League contro il Psv Eindhoven in cui ha mostrato di possedere talento e forza fisica. Ma il Napoli ha scelto di farlo crescere con calma, per cui il destino del brasiliano almeno per il momento sembra essere quello di promessa da mandare in prestito e su cui  magari puntare a partire dalla prossima stagione.

IL FUTURO

E adesso, che ne sarà della difesa? Gli eventi impongono al Napoli di guardarsi attorno e setacciare il mercato a caccia di rinforzi utili alla causa. Servono uno o addirittura due acquisti e non a caso, già prima della sentenza riguardante Cannavaro e Grava, il 'valzer' di nomi ha preso il via.

Lo svizzero dell'Arsenal Djorou, il partenopeo Salvatore Bocchetti e l'udinese Benatia sarebbero ipotesi stuzzicanti ma allo stesso tempo complesse per essere effettuate a gennaio, con l'Inter (via Palermo) può essere messo in piedi uno scambio Campagnaro-Silvestre anticipando l'eventuale approdo in nerazzurro del partenopeo.

Nelle ultime ore la pista più calda sembra essere quella che conduce al portoghese classe '88 del Siena Neto, tra le rivelazioni di questa prima metà campionato. Anche se gli 8 milioni 'sparati' dai toscani potrebbero raffreddare ogni possibilità di imbastire eventuali trattative.

Da monitorare anche le situazioni relative ai 'parmensi' Paletta e Zaccardo, oltre allo svedese Granqvist che potrebbe essere coinvolto nella rivoluzione invernale del Genoa (Preziosi lo valuta 7 milioni, ma con il prestito di Edu Vargas al 'Grifone' può arrivare uno sconto).

In mezzo a un mare di indiscrezioni, si va verso una certezza: il mese di gennaio rischia di diventare uno dei più caldi sotto la voce 'acquisti/cessioni' dell'era De Laurentiis.

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