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Cali di concentrazione, poca cattiveria nel chiudere le partite ed errori di marcatura avvolgono gli azzurri nei rimpianti per una classifica che avrebbe potuto essere diversa.

Se si guarda la classifica del Napoli sembra di essere sulle montagne russe: Scudetto, Champions, adesso il rischio di ritrovarsi addirittura declassati in zona Europa League causa penalizzazione. Passano le domeniche e gli azzurri non riescono a capire quali ambizioni poter coltivare, in vetta la Juventus scappa e dietro di lei giocano a chi è più masochista. Come la squadra di Mazzarri, capace di dilapidare un bottino di ben nove punti in diciassette partite.

Quattro di queste potevano consegnare nelle mani dei partenopei un destino ben diverso, invece ecco le solite incancellabili lacune che non consentono di pensare in grande. Sotto la lente i match con Catania, Torino, Milan e Bologna, per un motivo o per un altro avversari divenuti 'guastafeste' del Napoli.

CATANIA-NAPOLI 0-0, 23/09/2012

Pomeriggio caldo al 'Massimino', divenuto bollente quando dopo appena due minuti di gioco Bergonzi espelle il difensore etneo Alvarez. Tutti pensano a un Napoli pronto a dilagare, invece l'atteggiamento degli azzurri è molle e a tratti irritante. Iniziative poco ficcanti, scarso movimento in zona offensiva, i siciliani ringraziano e strappano un punto nonostante oltre 90 minuti (recuperi compresi) in inferiorità numerica. E per poco, dopo aver avuto l'opportunità di vincere in scioltezza, i partenopei non si fanno beffare da Gomez. Poteva essere il quarto successo in altrettante giornate, invece la trasferta di Catania diventa il secondo rimpianto stagionale dopo Pechino.

NAPOLI-TORINO 1-1, 04/11/2012

L'anticipo del sabato sera fornisce un assist d'oro al Napoli, che grazie alla prima sconfitta in campionato della Juventus dopo 49 partite per mano dell'Inter ha l'opportunità di ridurre da sei a tre il distacco dai bianconeri. Quando Cavani batte Gillet tutti pensano che il successo contro il Torino sia pura formalità, ma alla scarsa vena sotto porta già paventata contro Chievo e Atalanta e a un notevole calo fisico, viene abbinato nel modo più beffardo anche un difetto di concentrazione: il neo entrato Aronica passa all'indietro per De Sanctis, ma l'appoggio è troppo corto e Sansone si avventa sul pallone firmando l'1-1 a tempo ormai scaduto. Un 'harakiri' d'altri tempi che porta gli azzurri a mangiarsi le mani e getta nello sconforto il pubblico del San Paolo.

NAPOLI-MILAN 2-2, 17/11/2012

Otto goal e due vittorie consecutive tra campionato e Europa League risollevano il morale del Napoli, che grazie ai poker rifilati a Dnipro e Genoa si getta alle spalle lo svarione di Aronica e torna a sorridere. La storia si ripete, Juventus fermata sul pari in casa dalla Lazio e chance di passare da -6 a -3: un primo tempo super sembra mettere al tappeto il Milan, ma nella ripresa i rossoneri sfruttano l'ennesimo calo di concentrazione e la poca cattiveria in zona goal della 'banda' Mazzarri infilandosi a meraviglia nel 'burro' della retroguardia partenopea e completando la rimonta. Con Fuorigrotta, che da catino ribollente d'entusiasmo, in 45 minuti si trasforma nuovamente in un tempio del silenzio.

NAPOLI-BOLOGNA 2-3, 16/12/2012

Con l'impresa di Diamanti e soci, il desolante quadro del patrimonio di punti dilapidato dal Napoli è completo. Gli errori di marcatura sui calci piazzati sono ormai divenuti un incubo per gli azzurri e il goal partita di Portanova va ad arricchire il già copioso elenco di errori di una retroguardia che troppo spesso si fa trovare impreparata. Se a questo si aggiunge l'incapacità di chiudere i conti con ampie praterie a disposizione, sfruttate con eccessiva leziosità e poca determinazione al momento di battere a rete, il 'dado è tratto' e tornare con la mente a Catania è cosa fatta.

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