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Dal futuro di Mazzarri alle trattative per i rinnovi di De Sanctis e Campagnaro, passiamo in rassegna le grane interne allo spogliatoio azzurro. E a gennaio...

I numeri non mentono mai. La classifica dice che il Napoli è la terza forza del campionato. Giusto così, perchè la Juventus è di un'altra categoria e l'Inter possiede un organico ben più attrezzato. Già, l'Inter. La sconfitta di Milano non è stata ancora digerita in casa azzurra. Una sconfitta probabilmente immeritata per il volume di gioco espresso, non per gli errori in serie accumulati.

In difesa, dove la squadra ha offerto un'opposizione praticamente inesistente ai blitz dei marcatori Guarin e Milito. E in attacco, dove è stato sprecato tutto lo sprecabile. Naturale pagare dazio, per giunta sul campo di una squadra che non gioca bene, ma che possiede solisti in quantità tale da poter vincere contro chiunque (persino la Juve, che pure le è superiore, ne sa qualcosa).

Si dice spesso che il Napoli, per azzerare il gap rispetto alle due rivali, debba crescere in personalità, in maturità, in convinzione nei propri mezzi. Tutto vero, per carità, ma è solo una faccia della medaglia. L'altra è che questa squadra, per quelle che sono le sue attuali risorse tecniche, non può andare più su del terzo posto. Servono rinforzi, ma che siano di qualità. Ai Cavani, agli Hamsik, ed anche ai Behrami (il miglior acquisto estivo) va aggiunta gente di pari o simile livello.

Non sarebbe male, inoltre, provare a risolvere un po' di grane interne. Da quelle relative ai rinnovi di De Sanctis e Campagnaro alla questione più importante di tutte, ovvero il futuro di Walter Mazzarri. Fino, poi, al contratto di Zuniga, in scadenza nel 2014 - ma parliamo di un tema già 'caldo' nell'immediato – e all'inarrestabile involuzione di Maggio, uno a cui il prolugamento contrattuale (fino al 2015) sembra aver fatto malissimo. Ma passiamo in rassegna, caso per caso, le spine di un Napoli tanto talentuoso quanto inquieto.

 

WALTER MAZZARRI

Da tempo non è il solito Mazzarri: motivatore, passionale, guerresco. C'entrano, probabilmente, anche motivi di salute. C'entra, di sicuro, la questione contratto, anche se tutte le parti in causa giurano il contrario. In estate De Laurentiis bocciò la famosa lista dei top player presentata dal tecnico: scontato, conoscendo le idee del patron. A gennaio, viste le premesse, dovrebbe andare in scena la replica.

Anzi no, perchè Walter ha ormai capito l'antifona (niente campioni, costano e guadagnano troppo) e si è praticamente rassegnato, e anche perchè il presidente non comprerebbe mai e poi mai giocatori richiesti da un allenatore che a giugno potrebbe fare le valigie. Previsioni per il mercato di riparazione? Arriveranno una-due pedine di complemento (un mediano e una punta), buone per puntellare la rosa, non certo per impennarne sensibilmente il livello qualitativo. Con buona pace di allenatore e tifosi.

 

MORGAN DE SANCTIS

Una cosa è balzata all'occhio, ormai da diverso tempo, esattamente dalla seconda parte della scorsa stagione. Morgan De Sanctis non è più uno di quei portieri che compie miracoli, di quelli che a fine anno ti fanno guadagnare quei 4-5 punti in più in classifica. Lo è stato quasi sempre a Napoli, eccezion fatta per il primissimo periodo della sua esperienza azzurra (con Donadoni in panchina, vabbè...).

Adesso, spiace dirlo, il 35enne De Sanctis è un portiere assolutamente 'normale'. Anche su di lui, evidentemente, ha pesato la querelle rinnovo, che peraltro sta per avviarsi alla conclusione: stando alle ultime voci, il prolungamento per altri due anni sarebbe praticamente cosa fatta. L'ideale, allora, sarebbe assicurarsi un valido vice per l'abruzzese. Qualcuno più affidabile del Rosati visto in Europa League: si sono viste missioni più difficili...

 

HUGO CAMPAGNARO

Il 'Toro' si è seduto. In panchina, naturalmente. L'argentino ha perso il posto nella difesa a tre di Mazzarri: colpa - si diceva nei giorni scorsi - di un accordo già raggiunto con l'Inter. In realtà, come raccontato nella nostra esclusiva Goal.com di ieri mattina, quello dei nerazzurri per il difensore sarebbe un semplice interessamento. Convinto, per carità, ma siamo ancora in una fase esplorativa: nessuna intesa, insomma.

La sensazione, ad ogni modo, è che anche lui, come De Sanctis, abbia già dato il meglio. Pur tra alti e bassi (in netta maggioranza i primi, comunque), Campagnaro si è distinto come un tipico 'soldato' mazzarriano, ottimo per la difesa a tre, meno per altri moduli. Con Mazzarri via, non sarebbe uno scandalo la sua partenza.

 

CAMILO ZUNIGA

Per lui il rinnovo non è urgentissimo, visto che il contratto scadrà tra due anni, ma la sua è una situazione da monitorare con molta attenzione. I primi incontri con il club per trattare il prolungamento sono andati a vuoto. Il colombiano vuole guadagnare di più e all'estero non gli mancano gli estimatori, anche di alto profilo. Che farà il Napoli?

Intanto, c'è da dire che gli azzurri stanno rivedendo il caro 'Zuzù' nelle vesti poco gradite di ballerino, più che di terzino d'assalto: dribbling, finte e di nuovo dribbling, per poi, spesso, non riuscire a cavare un ragno dal buco. Urge recuperare il miglior Zuniga, un giocatore che, peraltro, ha sempre dato l'impressione di poter essere un'ottima alternativa, una carta da giocarsi a sorpresa, più che un titolare inamovibile. Uno status che richiede un'affidabilità e una continuità di rendimento ben superiore.


CHRISTIAN MAGGIO

E veniamo al 'mistero Maggio'. Che fine ha fatto l'arrembante cursore tanto amato da Mazzarri? Facilità di corsa, resistenza atletica, fiuto per gli inserimenti offensivi erano i suoi punti di forza. E ora? Non si vede più nulla di tutto questo. Qui non influiscono grane contrattuali, il rinnovo è arrivato proprio ad inizio 2012. A questo punto, però, sarebbe meglio correre ai ripari, acquistando un nuovo laterale che assicuri sprint e qualità. Oppure cambiare modulo, passando a quattro dietro. Senza esterni in forma, il modulo mazzarriano diventa un abito fuori moda.

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