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Dopo aver operato investimenti importanti in Inghilterra e in Spagna, l'Italia e la società rossonera sono il prossimo obiettivo di uno degli uomini più ricchi al mondo.

Sheikh Hamad Bin Khalifa Al Thani, l'uomo che sta dietro l'assegnazione dei Mondiali del 2022 al Qatar, ha una nuova missione da compiere. Colui che secondo la nota rivista Forbes è uno degli uomini più ricchi del Mondo, con un patrimonio personale che si avvicina a un miliardo e mezzo di euro, vuole rendere il suo Paese pronto all'importante evento attraverso un processo di continui investimenti nell'ambito dello sport.

Al Thani è anche il proprietario del gigante televisivo del Medio Oriente, Al Jazeera, e attraverso il potere economico personale e della sua società ha potuto acquistare i diritti esclusivi per Liga, Serie A e Bundesliga, e di recente ha presentato un'offerta da due miliardi di euro per sottoscrivere un accordo anche con la Premier League.

Mentre i suoi investimenti nel settore delle telecomunicazioni stanno crescendo, ora si appresta a crescere anche il suo impegno personale nel calcio europeo.

Crisi Milan | Gli investimenti finanziari possono rivitalizzare il club rossonero

Dopo aver già acquistato il Paris Saint-Germain nella Ligue 1 e aver investito sul Malaga nella Liga, oltre ad essere diventato lo sponsor sulle maglie del Barcellona in un affare da 150 milioni, il prossimo obiettivo dell'emiro e della sua famiglia è quello di acquistare un top club in ciascuno dei campionati più importanti d'Europa.

Recentemente si è parlato di un'offerta di 2 milioni al Manchester United da parte di Al Thani, non andata a buon fine, e ci sono state voci anche di un possibile acquisto dei Glasgow Rangers in Scozia, operazione che poi non si è concretizzata.

Membri della sua famiglia hanno incontrato Roman Abramovich e il presidente esecutivo del Chelsea Ron Gourlay nella speranza di acquisire i diritti sullo Stamford Bridge, ma questo non ha impedito loro di guardare con interesse anche all'Italia e a uno dei club più importanti d'Europa.

Non è un mistero, infatti, che l'Emiro desidera acquistare il Milan e riportare il club rossonero allo splendore del passato. Al Thani ha dato la sua disponibilità per acquistare il club milanese per 500 milioni - come rivelato da Goal.com - e, anche a causa della crisi economica che attanaglia la penisola, che piaccia o meno sembra molto probabile che il club rossonero finisca per essere venduto all'emiro.

Visti i problemi economici del club di Via Turati - che per questo ha dovuto privarsi nel mercato estivo di due campioni come Thiago Silva e Ibrahimovic - e i problemi personali del presidente Silvio Berlusconi, quello attuale sembrerebbe essere proprio il momenot giusto per trovare un accordo fra le parti.

"Il calcio ha venduto la sua anima ed è diventato troppo commerciale, è tutta questione di soldi. Vorrei che il Milan tornasse ai vertici, ma non con i soldi"

- Mohammad Moayed, presidente Milan fan club Abu Dhabi

Nonostante alcune dichiarazioni ufficiali che vanno in direzione opposta, si pensa che il Milan sia disposto a cedere una quota del 30 per cento delle azioni del club e a siglare una partnership commerciale con Al Thani, ma l'Emiro è interessato soltanto ad acquisire la piena proprietà, per utilizzare il Milan come veicolo di promozione commerciale dei Mondiali del Qatar del 2022, e del suo Paese nel complesso.

Se l'accordo andasse in porto, il futuro dei rossoneri sarebbe ben diverso da quello attuale: ci sarebbero fondi illimitati per i trasferimenti dei giocatori, un nuovo stadio, tanti sponsor e vantaggi per la stessa città di Milano.

E' difficile tuttavia valutare come i tifosi rossoneri reagirebbero a un cambio di proprietà di questo tipo. Se da un lato alcuni sostengono infatti che il Milan, essendo uno dei club più titolati al mondo, dovrebbe competere ogni anno per traguardi importanti, e dunque vedrebbero di buon occhio l'arrivo dell'Emiro, altri ragionano diversamente e sono contrari per principio alla vendita del club a proprietari stranieri.

Il calcio ha venduto la sua anima ed è diventato troppo commerciale. Vorrei che il club tornasse ai vertici, ma non con i soldi”, ha detto il presidente del Milan fan club di Abu Dhabi, Mohammed Moayed.

E' vero, il denaro potrebbe accelerare il processo di rifondazione della squadra rossonera, ma non vogliamo che il nostro club finisca per diventare una barzelletta. Se la società dovesse essere venduta, questo andrebbe fatto attraverso un procedimento democratico, così come già accaduto in Italia con la Juventus e in Europa con gli altri top club”.

Tuttavia, nel calcio, il denaro è fondamentale. Prima di tutto bisogna pensare al futuro a lungo termine del club, perché la vendita di altre stelle, come El Shaarawy o Pato, sarebbe il segnale di una spaventosa mancanza di ambizione, e porterebbe il Milan a un'ulteriore deriva in Italia e in Europa.

Un'esitazione potrebbe realmente costar cara ai rossoneri. Al Thani è in missione e intende compierla, e se il Milan dovesse rifiutarsi di siglare un accordo, a beneficiare della potenza economica dell'Emiro del Qatar potrebbe essere una delle sue grandi rivali.

Dopo aver annunciato il suo ritorno a tempo pieno alla presidenza del club, e aver perso il posto di Primo Ministro, è ora probabile che Berlusconi faccia un ulteriore passo indietro, per difendersi nei processi che lo vedono coinvolto, dopo esser stato condannato a 12 mesi di carcere e a una multa di 10 mila euro per frode fiscale.

"Dobbiamo fare bene i conti. Con le cessioni di Thiago e Ibra abbiamo risparmiato 130 milioni, e nessuno, con questa crisi economica, avrebbe potuto tenerli"


Ma a prescindere dal fatto che sia più o meno presente a livello personale, Berlusconi non dispone più di quella ricchezza personale che servirebbe per salvare il Milan dalla grave crisi finanziaria in cui riversa, come fece quando approdò nel club nel 1986, dando uno slancio importante al calcio italiano. Di recente ha anche parlato delle conseguenze della crisi economica mondiale sul Milan: “Ci dispiace che Thiago e Ibra non siano più con noi, ma bisogna fare bene i conti. Con le loro cessioni abbiamo risparmiato 130 milioni di euro, e nessuno, con questa crisi economica, avrebbe potuto tenerli".

Vorrei vedere il calore dei tifosi in questo momento di difficoltà. Mi aspetto che sostengano la squadra. Dopo 26 anni di caviale e champagne, serve pazienza”.

Ma quanta pazienza servirebbe ai tifosi se l'offerta dell'Emiro del Qatar dovesse essere rifiutata? Sarebbe difficile per chiunque negare al club la possibilità di tornare al top in tempi brevi, dicendo no ai massicci investimenti economici che l'Emiro del Qatar offre. I tifosi naturalmente vorrebbero che la squadra mantenesse la sua identità, ma il Milan sarebbe sempre lo stesso se non lottasse più per vincere e perdesse di volta in volta tutti i suoi fuoriclasse?

Ed è qua che sta la questione. Per i tifosi è fondamentale che il club resti ai vertici, cosa improbabile se Berlusconi restasse al timone. Per questo, se Al Thani continuasse a insistere con la società rossonera, sembra molto probabile che venga raggiunto un accordo fra le parti nel 2012.

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